Autore Topic: Che senso ha una seconda stagione?  (Letto 1255 volte)

firion

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Che senso ha una seconda stagione?
« il: 13 February 2017, 10:54:43 »
Perdonate il titolo provocatorio, ma vorrei proporre una piccola riflessione (non leggete se non avete ancora finito la stagione). Ho adorato Westworld e i temi trattati nella serie. Premesso che ho colto gli indizi sugli spunti narrativi per la prossima stagione (l'esistenza di un secondo parco a tema Giappone), mi riesce un po' difficile accettare che ci sia ancora qualcosa da raccontare. Questa serie ha affrontato in maniera profondissima i temi della coscienza e del libero arbitrio applicati all'intelligenza artificiale, rendendo tutto molto avvincente con misteri e domande perfettamente chiusi nel finale. Tutto si è chiuso in maniera ciclica e completa: i robot hanno preso coscienza, la "narrazione" di Arnold/Ford si è conclusa, le risposte sono state date. Mi viene da pensare, a questo punto, che nella prossima stagione ci verranno sì proposti altri misteri e spunti interessanti, ma senza la profondità della prima stagione, visto che i temi caratterizzanti sono già stati esplorati a fondo. La serie non potrà essere la stessa che abbiamo conosciuto (il che non vuol dire necessariamente che debba essere brutta, ci mancherebbe). Che ne pensate?  :zizi:

TotallyBlondie

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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #1 il: 13 February 2017, 10:59:56 »
Ti rispondo in modo provocatorio
Netflix ha dato la possibilità di una seconda stagione a The OA, di livello nettamente inferiore a Westworld.
Perchè quest'ultima non dovrebbe meritarlo? :scettico:
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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #2 il: 13 February 2017, 11:18:16 »
Sicuramente la seconda stagione avrà buoni ascolti (io non vedo l'ora di vederla, beninteso  :asd:) e per come è stata realizzata la prima meriterebbe di essere rinnovata per altre mille. Però ci sono serie che per come sono impostate possono andare avanti senza essere snaturate, mentre per altre si arriva a un punto in cui ti danno l'idea di aver concluso il loro tema principale. Questo per me è uno di quei casi!

PS non conosco The OA sorry :look:

TotallyBlondie

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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #3 il: 13 February 2017, 11:26:14 »
Ah ok XD


Allora per me ci sono ancora un sacco di cose da trattare, senza snaturare la serie. Non ho letto anticipazioni o possibili teorie, però potrebbero venire fuori cose molto interessanti. Certo, fare un passo falso è un attimo però non credo che sia questo il caso.  :zizi:
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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #4 il: 13 February 2017, 11:31:27 »
PS non conosco The OA sorry :look:

Guardalo, prodotto estremamente interessante
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Stranger things, The good fight, Westworld, Grey's anatomy, Jane the virgin, The good place, Younger, When calls the heart, Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D., The OA, Good witch, Anne with an E, The good doctor, The handmaid's tale, The marvelous Mrs.Maisel, New Amsterdam, Manifest, A discovery of witches, Chesapeake shores, Grace and Frankie, Legacies, BH90210,

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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #5 il: 14 February 2017, 19:50:53 »
C'è molto ancora da approfondire. Ci hanno mostrato come i robot prendono coscienza, c'è da vedere cosa ne faranno di questa coscienza e in cosa li trasformerà, e come questa presa di coscienza dei robot cambierà la vita degli esseri umani. Perchè un'ipotetica conclusione dove i robot prendono coscienza, e quindi si vendicano ammazzando tutti i respiranti brutti e cattivi è di 'na banalità assurda  :sooRy:
E poi, con una seconda stagione, mgari possono correggere il tiro laddove in questa hanno stonato  :asd:

Comnunque benvenga tutto, il Medioevo, l'Antica Roma, e potrebbe essere interessante anche il Giappone Imperiale se riprodotto curatamente come Westworld, basta non arrivi il crossover con Westeros  :huhu: :XD:

TRASH IS THE WAY - Fire walk with me - THE BLUE COMET - My name is Ozymandias, king of King - EXSUSCITO - you can call me root... - BEYOND LIFE AND DEATH - "Through the darkness of future past, the magician longs to see, one chance out between two worlds... fire, walk with me". We lived among the people. I think you say, convenience store. We lived above it. I mean it like it is, like it sounds. I, too, have been touched by the devilish one. Tattoo on the left shoulder. Oh, but when I saw the face of God, I was changed. I took the entire arm off. My name is Mike. His name is Bob. - KILLER BOB - You know, this is — excuse me — a damn fine cup of coffee! - MAY THE GIANT BE WITH YOU - My mom told me to follow my talents, and I'm good at what I do - MADE IN AMERICA - Tell your god to ready for blood... - I WANT ALL MY GARMONBOZIA

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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #6 il: 14 February 2017, 20:01:07 »
basta non arrivi il crossover con Westeros  :huhu: :XD:

eh, io l'ho sentita Maeve che sussurrava "winter is coming"  :zizi:

Rippo

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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #7 il: 23 February 2017, 10:14:53 »
Anche secondo me si può approfondire ancora molto, certo... E' rischioso, la prima stagione offre un livello qualitativo altissimo, ma non per questo la seconda non potrà ripetersi. Ci sono degli sbocchi narrativi interessanti, dopo la prima stagione io sono fiducioso.

Sul fatto che è una serie che non possa durare troppe stagioni, siamo d'accordo. La prossima potrebbe già essere l'ultima, sia per evitare ripetitività sia perchè ha un cast famoso che non penso si voglia legare per troppi anni ad una serie tv.

Per me è stata, a mani basse, la serie migliore dello scorso anno.

Lorenzo T. Moody

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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #8 il: 5 March 2017, 13:50:08 »
Non credo che una diversa ambientazione sia di per se uno spunto narrativo, la prima stagione poteva essere ambientata ovunque senza inficiare sul tema principale. Al di la' dei primi episodi il fatto che fossimo in una rappresentazione del far west non e' che significhi moltissimo per gli scopi del racconto e cambiare scenografia non sara' abbastanza, sapendo quello che sappiamo adesso sullo sviluppo di questi robot in che modo averli vestiti da samurai anziche' da pionieri americani potrebbe fare da base per un'intera trama?

Invece, di possibilita' ce ne sono ancora molte.
I robot sono riusciti, dopo un lungo processo, a trovare il loro dio e a portarsi sul suo stesso livello. Adesso sta a l'uomo fare lo stesso?

I robot, ormai in possesso delle qualita' per definirsi umani ed il loro rapporto con la specie umana. Come si evolveranno gli eventi dal momento in cui usciranno dal controllo del parco? Credo ci sia molto materiale qui.


Ma anche assumendo che non vi sia piu' niente da raccontare, non vedo come le risposte avute siano esaustive, per come la vedo io la prima stagione potrebbe essere una mera introduzione.
Chiediamoci allora che senso ha raccontare una storia in assoluto.
Prima che questa serie venisse creata che senso aveva farla? Chi dice che un eventuale cambio, anche radicale, di tematiche debba essere inferiore a quelle gia' affrontate?
A me sembra che siamo ad un punto in cui la differenza tra uomini e robot non sia poi cosi netta e se prima si partiva dall'analizzare il senso/l'origine di una vita artificiale adesso si potrebbe fare la stessa analisi ma di quella che noi chiamiamo vita naturale, la nostra.
« Ultima modifica: 5 March 2017, 14:01:26 da Lorenzo T. Moody »

jumpjack

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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #9 il: 5 July 2017, 14:03:43 »
mi riesce un po' difficile accettare che ci sia ancora qualcosa da raccontare.
Anche a me.
Ma la legge di mercato dice: "Se la prima stagione frutta un sacco di soldi, fanne un'altra. Se la seconda frutta meno soldi, fanne comunque un'altra ancora. Se la terza frutta ancora meno, fai uno spinoff, un crossover e un prequel".  :zizi:

Scherzi a parte.... il progetto non prevedeva già dall'inizio 5 stagioni?

.::Kraven::.

  • Max Black
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Re: Che senso ha una seconda stagione?
« Risposta #10 il: 27 July 2017, 16:27:34 »
Non credo che una diversa ambientazione sia di per se uno spunto narrativo, la prima stagione poteva essere ambientata ovunque senza inficiare sul tema principale. Al di la' dei primi episodi il fatto che fossimo in una rappresentazione del far west non e' che significhi moltissimo per gli scopi del racconto e cambiare scenografia non sara' abbastanza, sapendo quello che sappiamo adesso sullo sviluppo di questi robot in che modo averli vestiti da samurai anziche' da pionieri americani potrebbe fare da base per un'intera trama?

Invece, di possibilita' ce ne sono ancora molte.
I robot sono riusciti, dopo un lungo processo, a trovare il loro dio e a portarsi sul suo stesso livello. Adesso sta a l'uomo fare lo stesso?

I robot, ormai in possesso delle qualita' per definirsi umani ed il loro rapporto con la specie umana. Come si evolveranno gli eventi dal momento in cui usciranno dal controllo del parco? Credo ci sia molto materiale qui.

Io però non sono così certo che si possa usare il plurale.
Dolores dovrebbe aver acquisito l'autocoscienza: la voce che sente, infine, è la propria. Ok.
Su Maeve ho dei dubbi invece.

E in ogni caso entrambe fanno parte della prima generazione e hanno avuto bisogno di numerosi tentativi e tanta fatica per riuscire ad afferrare questa intangibile qualità che le porrebbe alla pari di un qualsiasi homo sapiens. Non credo sia automatico che adesso anche tutti gli altri host le seguano.


Citazione
Ma anche assumendo che non vi sia piu' niente da raccontare, non vedo come le risposte avute siano esaustive, per come la vedo io la prima stagione potrebbe essere una mera introduzione.
Chiediamoci allora che senso ha raccontare una storia in assoluto.
Prima che questa serie venisse creata che senso aveva farla? Chi dice che un eventuale cambio, anche radicale, di tematiche debba essere inferiore a quelle gia' affrontate?
A me sembra che siamo ad un punto in cui la differenza tra uomini e robot non sia poi cosi netta e se prima si partiva dall'analizzare il senso/l'origine di una vita artificiale adesso si potrebbe fare la stessa analisi ma di quella che noi chiamiamo vita naturale, la nostra.

Bingo.
A me questa cosa sembra che già venisse suggerita in diversi dei dialoghi di Ford, Bernard, MIB/William e persino Logan.
Siamo davvero, tutti, sempre, autocoscienti? Siamo davvero, tutti, sempre, liberi?
1. In funzione comparativa, "piuttosto che" significa "più che": conviene prendere l'aereo piuttosto che il treno. In funzione avversativa, equivale ad "anziché": piuttosto che perdere tempo, mettiti a studiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso  si è diffuso un terzo uso di "piuttosto che", che dà a questa espressione  lo stesso valore che ha la parola "o". Si tratta di una moda proveniente dall'Italia settentrionale. I primi a intercettare golosamente questa infelice novità lessicale sono stati i conduttori e i giornalisti televisivi. Dalle loro bocche il "piuttosto che" al posto di "o" è passato a quelle degli altri, contaminando linguisticamente un po' tutti. Mangerò carne piuttosto che pesce: da che italiano è italiano, una frase di questo genere ha indicato una scelta; una o travestita da piuttosto che indica l'esatto contrario di una scelta, e cioè la possibilità di un'alternativa. Così non va bene.

2. Si scrive "prosieguo" (continuazione, prosecuzione), [pro-siè-guo]. Non proseguo né proseguio.

3. http://pennerosse.it/a-meno-che-o-almeno-che/