Autore Topic: Corso di Laurea in Storia?  (Letto 245 volte)

darkparanor

  • Jonah Ryan
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Corso di Laurea in Storia?
« il: 20 November 2018, 11:01:24 »
Ciao a tutti,
una domanda un po' strana, ma consideratemi come quel tipo strano che ogni tanto si incontra per strada, nei negozi alle feste  :rofl:.

Rimugino da parecchio sulla laurea in storia, un mio vecchissimo pallino che non ho mai provato a prendere (e oramai non piu' possibile).

Comunque nel caso volessi vedere quali studi e percorsi un tizio deve fare, quali corsi, che libri etc etc dove posso consultarmi?
Sono andato sul sito della Sapienza ma mi sono perso tra meandri di link e sotto link.....

Sarei interessato ad una laurea in storia dalla caduta dell'impero romano in poi quindi medioevo, moderna e contemporanea....e' piu' una curiosita' ed anche vedere che libri usano per dare una letta in quanto adoro leggere libri che trattano di storia.

Sapete indirizzarmi?

Un subfan un po' strano  :sooRy:

Grazie
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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #1 il: 20 November 2018, 11:49:48 »
hai provato ad andare di persona in segreteria o in presidenza (si chiama ancora presidenza?)?

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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #2 il: 20 November 2018, 12:30:58 »
Sono andato nel "catalogo dei corsi di studio" e ho trovato la triennale in "Storia, Antropologia, Religioni":
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29407

Qui trovi gli insegnamenti:
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29407/programmazione

Cliccando ad esempio su "Storia Moderna 1"
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/view-course-details/2018/29407/20181112160038/92bd38a6-daa7-41f4-9b9d-74fbcc97d01d/91c6453f-5543-49ba-b1e0-a2f1aa05c2b7/6aa61c06-4fed-4565-8eb0-ac09a319024f/c68693d8-de5f-4070-9c26-68ba599f4d37

trovi che viene tenuto dalla professoressa Paola Volpini. Se clicchi sull'icona a forma di libro, ti mostra i testi consigliati. Nello specifico:

Citazione
Testi consigliati

1. Un manuale a scelta fra:
I. C. Capra, Storia moderna (1492-1848), cap. 1-26, Le Monnier;
II. F. Benigno, L’eta moderna. Dalla scoperta dell’America alla Restaurazione, Laterza.



2. Un testo o gruppo di testi a scelta fra:


a. Pierpaolo MERLIN, Nelle stanze del re. Vita e politica nelle corti europee tra XV e XVIII secolo, Roma, Salerno, 2010, e S. Calonaci, Lo spirito del dominio. Giustizia e giurisdizioni feudali nell’Italia moderna (secoli XVI-XVIII), Carocci, Roma, 2017.

b. Charles H. PARKER, Relazioni globali nell’età moderna 1400-1800, Bologna, Il Mulino, 2012 e G. Ricci, Appello al Turco. I confini infranti del Rinascimento, Roma Viellla 2011.

c. Andrew PETTEGREE, L’invenzione delle notizie. Come il mondo arrivò a conoscersi, Torino, Einaudi, 2015.

E via così, di materia in materia.

Poi ho visto che c'è una Laurea Magistrale
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29967

E anche qui clicchi su "Frequentare"
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29967/programmazione

Su un insegnamento, ad esempio "Storia Moderna IV A"
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/view-course-details/2018/29967/20181112160038/5508b884-d866-4887-b921-0249af19e2ea/92305b8f-efef-478f-95d3-3c7097fc90dd/92763519-0392-4a2c-ba58-67c963cd16d1/c1a29c18-1202-4bd9-a3fb-ed66e8b0d503

Accanto al nome del professore, Vittorio Frajese, clicchi sull'icona a libro e trovi i testi consigliati. Qui c'è anche una seconda icona per la Bibliografia.
1. In funzione comparativa, "piuttosto che" significa "più che": conviene prendere l'aereo piuttosto che il treno. In funzione avversativa, equivale ad "anziché": piuttosto che perdere tempo, mettiti a studiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso  si è diffuso un terzo uso di "piuttosto che", che dà a questa espressione  lo stesso valore che ha la parola "o". Si tratta di una moda proveniente dall'Italia settentrionale. I primi a intercettare golosamente questa infelice novità lessicale sono stati i conduttori e i giornalisti televisivi. Dalle loro bocche il "piuttosto che" al posto di "o" è passato a quelle degli altri, contaminando linguisticamente un po' tutti. Mangerò carne piuttosto che pesce: da che italiano è italiano, una frase di questo genere ha indicato una scelta; una o travestita da piuttosto che indica l'esatto contrario di una scelta, e cioè la possibilità di un'alternativa. Così non va bene.

2. Si scrive "prosieguo" (continuazione, prosecuzione), [pro-siè-guo]. Non proseguo né proseguio.

3. http://pennerosse.it/a-meno-che-o-almeno-che/

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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #3 il: 20 November 2018, 13:16:02 »
Grazie Kraven!
Ma che differenza c'e' tra una "triennale" ed una "magistrale"?
Immagino qualcosa in piu' oltre la durata degli anni.
Grazie comunque per il dettaglio del tuo post!
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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #4 il: 20 November 2018, 13:27:59 »
Dopo il diploma si fa la triennale o la magistrale a ciclo unico che dura 5 anni (a parte tipo medicina ecc). Dopo la triennale c'è la magistrale di altri 2

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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #5 il: 20 November 2018, 13:39:09 »
Grazie Kraven!
Ma che differenza c'e' tra una "triennale" ed una "magistrale"?
Immagino qualcosa in piu' oltre la durata degli anni.
Grazie comunque per il dettaglio del tuo post!

Figurati  :OOOKKK:
La Laurea in Storia è anche per me un "avrei voluto ma... "  :T_T:
1. In funzione comparativa, "piuttosto che" significa "più che": conviene prendere l'aereo piuttosto che il treno. In funzione avversativa, equivale ad "anziché": piuttosto che perdere tempo, mettiti a studiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso  si è diffuso un terzo uso di "piuttosto che", che dà a questa espressione  lo stesso valore che ha la parola "o". Si tratta di una moda proveniente dall'Italia settentrionale. I primi a intercettare golosamente questa infelice novità lessicale sono stati i conduttori e i giornalisti televisivi. Dalle loro bocche il "piuttosto che" al posto di "o" è passato a quelle degli altri, contaminando linguisticamente un po' tutti. Mangerò carne piuttosto che pesce: da che italiano è italiano, una frase di questo genere ha indicato una scelta; una o travestita da piuttosto che indica l'esatto contrario di una scelta, e cioè la possibilità di un'alternativa. Così non va bene.

2. Si scrive "prosieguo" (continuazione, prosecuzione), [pro-siè-guo]. Non proseguo né proseguio.

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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #6 il: 20 November 2018, 16:40:16 »
Wow,
spulciate tutte le sezioni....se ne studia di roba  :O.O: anche materie che non pensavo potessero esistere.
Certo al giorno d'oggi un ragazzo deve avere una bella capoccia per fare in un semestre tutti quei corsi tutti insieme...
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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #7 il: 20 November 2018, 18:29:09 »
Fai conto che per ogni anno accademico sono previsti 60 crediti. Significa circa una decina di corsi da 6 crediti ciascuno oppure 5 da 12.
Nel link della triennale che ti ho messo nel mio primo messaggio, il secondo anno ha decisamente "troppi" corsi, questo di solito significa che lo studente ha una serie di insegnamenti che sono obbligatori e altri che sono a sua discrezione, tutto ciò per arrivare ai fatidici 180 crediti totali.

Quindi verosimilmente si fanno sempre tra un massimo di dieci (o nove, dato che nel computo dei crediti ci sono anche la tesi/prova finale e il tirocinio obbligatorio) e un minimo di cinque corsi per anno accademico. Sembra tanto ma non lo è. Era peggio nei primi anni duemila, in particolare con i corsi di laurea "interfacoltà" dove si ammassavano quasi una quarantina di esami nel triennio (comprensivi di laboratori) perché le Facoltà non si erano regolate bene sul carico di lavoro sopportabile umanamente dagli studenti senza costringerli a finire fuoricorso (per i malpensanti invece era proprio quello uno deglio obiettivi, oltre al garantire cattedre per più professori possibile).
Ad esempio si sottovalutavano corsi con libri di testo da 400 o più pagine assegnando loro un valore di 1, 2 o 3 crediti e spesso unendoli a due a due. In tal modo lo studente si spaccava la schiena per raccogliere 4 o 6 crediti studiando materiale che oggi viene assegnato a corsi da 6 crediti ciascuno.

Tutto ciò per dire che no, la capoccia necessaria non è poi così straordinaria come sembra ad una prima occhiata  :D
Se ben pensato, un corso di laurea è stimolante senza essere... soverchiante.
1. In funzione comparativa, "piuttosto che" significa "più che": conviene prendere l'aereo piuttosto che il treno. In funzione avversativa, equivale ad "anziché": piuttosto che perdere tempo, mettiti a studiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso  si è diffuso un terzo uso di "piuttosto che", che dà a questa espressione  lo stesso valore che ha la parola "o". Si tratta di una moda proveniente dall'Italia settentrionale. I primi a intercettare golosamente questa infelice novità lessicale sono stati i conduttori e i giornalisti televisivi. Dalle loro bocche il "piuttosto che" al posto di "o" è passato a quelle degli altri, contaminando linguisticamente un po' tutti. Mangerò carne piuttosto che pesce: da che italiano è italiano, una frase di questo genere ha indicato una scelta; una o travestita da piuttosto che indica l'esatto contrario di una scelta, e cioè la possibilità di un'alternativa. Così non va bene.

2. Si scrive "prosieguo" (continuazione, prosecuzione), [pro-siè-guo]. Non proseguo né proseguio.

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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #8 il: 21 November 2018, 06:22:03 »
Ciao,
grazie mille per la spiegazione!
Devo dire che di cose ne sono cambiate.
Quando frequentai io l'università (senza finirla) non c'erano questi crediti, mi sembra di capire che ora lo studente e' meglio indirizzato e "aiutato" nella scelta e nella formazione. Quando andai io  (mid-90s) c'era veramente il marasma per le aule straaffollate e mancanza di info e "aiuti".

Mi sai dire quali sono i corsi obbligatori o dove trovare la lista? Ho cercato sui link ma non l'ho trovati.

Comunque grazie ancora sei stato semplicemente fantastico nelle spiegazioni

Ciao
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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #9 il: 21 November 2018, 12:50:12 »
Il "percorso formativo" è descritto a questo link
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29407/cds

Come puoi vedere, c'è "Storia medievale e Paleografia" che comprende al primo anno solo esami appartenenti al gruppo "orientamento unico", poi al secondo anno invece ci sono gli esami in grigio chiaro che sono fondamentali (o in altri termini, obbligatori e uguali per tutti gli studenti che intraprendono quel determinato percorso) mentre nei menù grigio scuro viene ad esempio specificato "Gruppo Opzionale 6 CFU: Discipline letterarie e storico-artistiche (curriculum medievo e paleografia)" e se ci clicchi ti spara a fine pagina con un elenco di otto esami tra i quali sceglierne uno solo in modo da adempiere al requisito dei 6 CFU che servono.
Idem per "Gruppo Opzionale 6 CFU: STORIA ANTICA (curriculum Storia medievale e Paleografia) " anche se in questo caso si può scegliere solo tra due diversi corsi, Storia greca e Storia Romana. Di nuovo da 6 crediti formativi.

Nel terzo anno oltre a tirocinio e prova finale (rispettivamente 6 e 9 crediti) ci sono ben tre categorie grigio scuro (6, 18 e 6 crediti) e poi, cosa che non capisco, c'è una riga "a scelta dello studente" per 12 crediti ma lì non corrisponde a insegnamenti esplorabili e cliccabili come i precedenti. Ma presumo che a quel punto lo studente se ne vada in segreteria e chieda cosa fare  :asd:

In generale diciamo che adesso tutto è più strutturato dal punto di vista formale e quantificato. In pratica una laurea è una serie di mattoncini che si addizionano e ti portano al titolo di studio. Tutto ciò si esplicita nell'operazione che di solito si fa il secondo anno quando lo studente mette a punto il proprio programma di studi, momento nel quale si scelgono definitivamente gli insegnamenti opzionali (che però poi si possono comunque modificare all'inizio del terzo anno accademico).

Se hai altre domande, sono qui  :zizi:
« Ultima modifica: 21 November 2018, 12:54:11 da .::Kraven::. »
1. In funzione comparativa, "piuttosto che" significa "più che": conviene prendere l'aereo piuttosto che il treno. In funzione avversativa, equivale ad "anziché": piuttosto che perdere tempo, mettiti a studiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso  si è diffuso un terzo uso di "piuttosto che", che dà a questa espressione  lo stesso valore che ha la parola "o". Si tratta di una moda proveniente dall'Italia settentrionale. I primi a intercettare golosamente questa infelice novità lessicale sono stati i conduttori e i giornalisti televisivi. Dalle loro bocche il "piuttosto che" al posto di "o" è passato a quelle degli altri, contaminando linguisticamente un po' tutti. Mangerò carne piuttosto che pesce: da che italiano è italiano, una frase di questo genere ha indicato una scelta; una o travestita da piuttosto che indica l'esatto contrario di una scelta, e cioè la possibilità di un'alternativa. Così non va bene.

2. Si scrive "prosieguo" (continuazione, prosecuzione), [pro-siè-guo]. Non proseguo né proseguio.

3. http://pennerosse.it/a-meno-che-o-almeno-che/

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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #10 il: 21 November 2018, 13:46:14 »
In linea torica potresti informarti per convertire i tuoi vecchi esami se ne hai dati in crediti, penso si possa fare magari chiedendo alla segreteria didattica o un coordinatore del corso di laurea.
Nella mia esperienza i professori sono molto clementi con studenti più adulti ;)

darkparanor

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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #11 il: 21 November 2018, 14:53:56 »
In linea torica potresti informarti per convertire i tuoi vecchi esami se ne hai dati in crediti, penso si possa fare magari chiedendo alla segreteria didattica o un coordinatore del corso di laurea.
Nella mia esperienza i professori sono molto clementi con studenti più adulti ;)

Penso di aver oramai superato quella soglia in cui si possa riprendere a studiare (45) ma non e' tanto l'eta' quanto il tempo che ora con famiglia e lavoro diventa praticamente impossibile avere del tempo da dedicare allo studio.
Il post e' nato da una mia curiosità volendo vedere come e' oggi l'universita a distanza di venti anni dalla mia ultima presenza e puntando a qualcosa che veramente mi interessa come passione (facendo oltretutto un lavoro all'opposto).
Per gli esami non credo siano convertibili in quanto la facolta' che scelsi all'epoca (ing. inf) non credo abbia qualcosa in comune con questa.
Comunque mi e' paiciuto capire oggi giorno come e' strutturata l'universita'.

Grazie comunque per la dritta


Post unito: [time]<strong>Oggi</strong> alle 14:21:03[/time]
Il "percorso formativo" è descritto a questo link
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29407/cds

....
In generale diciamo che adesso tutto è più strutturato dal punto di vista formale e quantificato. In pratica una laurea è una serie di mattoncini che si addizionano e ti portano al titolo di studio. Tutto ciò si esplicita nell'operazione che di solito si fa il secondo anno quando lo studente mette a punto il proprio programma di studi, momento nel quale si scelgono definitivamente gli insegnamenti opzionali (che però poi si possono comunque modificare all'inizio del terzo anno accademico).

Se hai altre domande, sono qui  :zizi:

Mitico!

Grazie Grazie Grazie

Post unito: [time]<strong>Oggi</strong> alle 14:53:56[/time]
@.::Kraven::.

Ma anche per la laurea magistrale vale il conto di 30 crediti per semestre/60 per anno accedemico ?

Oltretutto non capisco una cosa, la laurea magistrale e' di 5 anni , ma qui
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29967/cds
ne descrive solo i primi 2....come mai?

Oltretutto la lista dei corsi qui per la LM eì:
https://corsidilaurea.uniroma1.it/it/corso/2018/29967/programmazione/a9b8db27-ffe8-4e47-9304-af37e59d26b6

veramente un botto per il primo semestre.
Inoltre essendo questo un anno da "matricole" non dovrebbe esserci storia moderna 1 e non storia moderna III (senza contare che vuol dire A-B)? ...

Ancora grazie per tutte le info.

Grazie
« Ultima modifica: 21 November 2018, 15:15:49 da darkparanor »
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Re: Corso di Laurea in Storia?
« Risposta #12 il: 21 November 2018, 17:42:35 »
Sì, anche la magistrale ha il requisito spannometrico dei 60 crediti annuali e per ottenerla bisogna comunque accumulare un minimo di 120 CFU.

Gli anni sono soltanto 2 e sono il proseguimento - a volte naturale, a volte no* - della laurea triennale già acquisita. Devi pensare che il primo anno della magistrale è, per lo studente, il quarto anno del suo percorso del complessivo 3+2. Un po' come (a rovescio) al liceo classico c'erano i primi due anni che erano considerati ginnasio (quarta e quinta, ma erano il primo e secondo anno di superiori) e poi c'erano prima, seconda e terza liceo che erano il terzo, quarto e quinto anno rispettivamente di superiori.

Per questo non deve stupirti che nel primo anno di magistrale i corsi siano spesso un "Storia moderna 3", o nel mio caso "Economia Aziendale 3", perché si tratta di esami che presuppongono tu abbia fatto durante la triennale i corsi SM1 ed SM2, ad esempio.

Quando vedi lettere maiuscole è perché le materie sono a volte suddivise in "moduli". Ad esempio SM3 potrebbe essere diviso in SM3A, SM3B e SMC in tal modo lo studente può dare ad un appello la porzione A, a quello successivo la B e a quella dopo ancora la C senza dover né sostenere un esame "enorme" né rischiando di bocciare e perdere così tempo e finire fuoricorso.

Quanto al numero di insegnamenti opzionali che ci sono nel tuo ultimo link posso solo immaginare che ci sia qualcosa di sbagliato nella pagina o che non ho capito perché comunque il totale dei due anni deve portare a 120 crediti e vedo che ben 30 sono di prova finale, 4 di tirocinio e 2 di lingua straniera. Rimangono 84 cfu e non più di quelli (o meglio, quelli sono obbligatori, poi uno TEORICAMENTE potrebbe mentre è iscritto all'università anche darne di ulteriori ed esterni al suo curriculum, o anche integrarli nel suo curriculum ma nella pratica non lo fa nessuno perché tanto varrebbe allora prendersi una ulteriore laurea magistrale leggermente diversa, cosa che spesso fanno i lavoratori della pubblica amministrazione per diletto o per accumulare punteggi per le promozioni interne).

* a volte naturale, a volte no perché ad esempio alcuni corsi vengono pensati come un blocco organico di triennale più magistrale ma per via della natura modulare dell'università di oggi, può capitare che uno studente iscritto decida di cambiare parzialmente indirizzo (per esempio da Economia Aziendale nella triennale ad Economia e Commercio nella magistrale oppure da Scienze politiche alla triennale a Economia alla magistrale). Oppure potrebbe provenire da un ateneo diverso nel quale i contenuti della triennale, pur uguale per denominazione, erano diversi (esami assenti oppure con meno CFU). In questi casi lo studente deve recuperare il proprio debito formativo.
Ad esempio un mio amico dalla triennale di Scienze politiche volle fare la magistrale in Economia Aziendale e non avendo sostenuto né l'esame di Analisi matematica né i due di lettura del bilancio, dovette farli per essere ammesso propriamente. Anche qui dipende molto degli atenei. Solitamente sono piuttosto "buoni" ed inclini a fare del loro meglio per rendere meno difficoltosa possibile la transizione.
« Ultima modifica: 21 November 2018, 17:49:01 da .::Kraven::. »
1. In funzione comparativa, "piuttosto che" significa "più che": conviene prendere l'aereo piuttosto che il treno. In funzione avversativa, equivale ad "anziché": piuttosto che perdere tempo, mettiti a studiare. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso  si è diffuso un terzo uso di "piuttosto che", che dà a questa espressione  lo stesso valore che ha la parola "o". Si tratta di una moda proveniente dall'Italia settentrionale. I primi a intercettare golosamente questa infelice novità lessicale sono stati i conduttori e i giornalisti televisivi. Dalle loro bocche il "piuttosto che" al posto di "o" è passato a quelle degli altri, contaminando linguisticamente un po' tutti. Mangerò carne piuttosto che pesce: da che italiano è italiano, una frase di questo genere ha indicato una scelta; una o travestita da piuttosto che indica l'esatto contrario di una scelta, e cioè la possibilità di un'alternativa. Così non va bene.

2. Si scrive "prosieguo" (continuazione, prosecuzione), [pro-siè-guo]. Non proseguo né proseguio.

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« Risposta #13 il: 21 November 2018, 18:55:49 »
Sì, anche la magistrale ha il requisito spannometrico dei 60 crediti annuali e per ottenerla bisogna comunque accumulare un minimo di 120 CFU.
....
 Solitamente sono piuttosto "buoni" ed inclini a fare del loro meglio per rendere meno difficoltosa possibile la transizione.

Tutto chiarissimo!
Grazie Mille!
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