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Post - Eleucalypthus

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Negli ultimi tempi sto facendo un recuperone della filmografia di Ken Loach, finora ho visto:

I, Daniel Blake, Riff-Raff, Kes, The Navigators, Sweet Sixteen, Il vento che accarezza l'erba, Ladybird Ladybird, La parte degli angeli e L'agenda nascosta.

Uno dei migliori registi di sempre, formatosi nel periodo del Kitchen Sink inglese porta avanti ancora oggi questo stile di purezza realista sulla classe popolare degli "improduttivi": senza per questo sottovalutare minimamente la necessità di un racconto ad alta "concentrazione" di emozioni, idee e momenti cinematografici che non lasci sfilacciare la narrazione. Paul Laverty, il suo sceneggiatore di fiducia, si è specializzato in questo.

I miei preferiti finora sono stati I, Daniel Blake (Palma d'oro a Cannes qualche anno fa, struggente e di una malinconia sconfinata), Sweet Sixteen (crime, tragedia, family drama e coming-of-age fusi come non avevo mai visto in un film) e Il vento che accarezza l'erba (altra Palma d'oro a Cannes, che in ampiezza di racconto e senso del tragico mi fa venire in mente soltanto i grandi romanzi dell'Ottocento).
Estremamente datato invece Kes, che secondo molti è il suo film più "importante": prevedibile, sfilacciato, manca di focalizzazione ed è persino fine a se stesso in alcune scene... nulla a che vedere con la maestria narrativa di altre sue opere.

A breve recupererò anche Piovono pietre, My Name Is Joe, Terrà e libertà e Sorry We Missed You :metal:

Anche se è vecchiotto, guardati anche Family Life  :zizi:

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Un borghese piccolo piccolo di Monicelli

Chi lo ha definito la pietra tombale della commedia all'italiana ha colto il punto della questione.

Quello che inizia come l'ennesimo esempio di commedia sulla scalata sociale di un borghese prende presto una piega inquietante, esoterica, oscura... e il midpoint del film (con quell'indimenticabile e straziante "è mio figlio!" urlato da Sordi) è l'inizio dell'incubo. Il punto di non ritorno dell'ironia, l'apocalisse della comicità oltre cui c'è solo morte e perdizione.
Assolutamente emblematica la scena in cui un prete sentenzia una condanna all'umanità: per 26 anni la commedia all'italiana (da quel capolavoro che fu Divorzio all'italiana di Germi) ha deriso e inquisito, ma forse anche assolto con una risata, gli italiani... Monicelli chiude invece il discorso di questo genere cinematografico, uno dei migliori e più importanti di tutta la storia del cinema, con una condanna a morte senza possibilità di appello.

Perfetta la scelta di Sordi nel ruolo del protagonista: la più grande maschera del cinema italiano, che ha in sé tutta la malignità della commedia all'italiana e di tutte le sue derivazioni più tragiche (La grande guerra, Detenuto in attesa di giudizio, Tutti a casa, Lo scopone scientifico ecc.), non poteva che portare alle estreme conseguenze il genere in questione.

Una pietra miliare, di quelle che oggi l'Italia non sa neanche immaginarne.

Si racconta che sul set vi furono parecchi dissapori tra Monicelli e Sordi: il primo voleva imporre al secondo un taglio recitativo meno sornione e più votato a sottolineare la sgradevolezza piccoloborghese del personaggio, pare avesse in mente un film più strettamente "a tesi", e Sordi - che era una straordinaria maschera di "italiano medio" anche perché ERA un italiano medio - rispondeva serafico "ao', a me me sta simpatico"   :XD:

A posteriori, visto il risultato, Iddio lo benedica, perché senza quella piacioneria iniziale la parte finale non avrebbe mai avuto una tale potenza.
Consiglio, a chi non lo avesse visto, La più bella serata della mia vita di Scola, sempre con Sordi protagonista, tratto da un racconto di Durrenmatt. Non ha la stessa potenza tragica, che viene sublimata nel grottesco, ma condivide (in questo caso letteralmente  :asd: ) l'idea del "processo" ai vizi piccoloborghesi.

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Libri / Re: L'ultimo libro che state leggendo o avete letto?
« il: 17 April 2020, 13:22:45 »
In questi giorni sto invece rileggendo L'incanto del lotto 49 di Pynchon, che alla prima lettura mi lasciò più perplesso che soddisfatto, ma ora vedo che scorre molto meglio della prima volta, quindi penso lo terminerò in tempi brevi e senza problemi (a tal proposito, quale leggo dopo? C'è chi consiglia V, chi Vizio di Forma, altri Contro il Giorno, che dite?)

 :distratto:

Tanto per mischiare le carte... Gravity's Rainbow   :XD:
Se sei una persona con ritmi di lettura normali ti terrà impegnato almeno un paio di settimane  :asd:

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Infatti io non riesco ad apprezzare Tarantino perché appunto supera sempre il limite, spesso in maniera del tutto insensata (e Django ne è forse l'esempio più lampante), e usa la violenza come fulcro dell'intrattenimento, e non come contorno.

Django è uno dei miei preferiti proprio perchè invece di sbracare (tipo Death Proof) riesce a raccontare, alle volte anche con un'inaspettata intelligenza (far marciare gli schiavi a passo di hip-hop, per esempio, ancor prima di "funzionare" nella messa in scena funziona concettualmente, dice qualcosa). Quindi immagina cosa ne posso pensare di quel finale, che sembra il saltare sulla sedia di un bambino annoiato appena suona la ricreazione   :interello:

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Eh ma ora voglio sapere quali sono!!!!!

Vabbè, dopo lunga riflessione te ne cito uno, ma giusto per chiarire cosa intendevo dire. Per carità, non si riapra il dibattito in materia, ho una certa età e non credo di poter reggere  :asd:
Scrivevo questo nel lontano 2012 e, come noterai, esprimo più o meno gli stessi concetti.

Antichrist

Finalmente sono riuscito a vederlo. Avevo sentito (pochi) commenti entusiasti e (molti) furibondi e solo a posteriori ho voluto leggere recensioni, per cercare di capire cosa, in questo film, abbia fatto incazzare cosi' tanto la critica.
Ve lo dico subito: fatte salve un paio di piccole cadute di stile, per me e' un film enorme. Lo e' stilisticamente, cosa cui d'altronde Von Trier ci ha abituati... ma lo e' sopratutto per la purezza rigorosa e feroce con cui si svolge, per il suo essere opera non disperata ma disperante, che ti accompagna per mano fino a una cruda constatazione dei fatti. Non c'e' niente di "horror", non c'e' alcun orrore se non quello cui non riusciamo a rassegnarci: che tutto si corrompe e muore, che tutto cio' che nasce corre verso la propria dissoluzione e sopratutto che non c'e' alcuna prospettiva in questo, nessun fine, nessuna etica, nessun valore sacro e salvifico dell'atto generativo se non l'imperativo primario a tenere in equilibrio la bilancia. Penso sia questo che ha tanto urtato alcune sensibilita'... cio' che viene mostrato travalica i simboli usati per rappresentarlo, la visione che ne emerge e' totalmente astorica, buca qualsiasi filtro e non si adatta a nessun contesto in cui si cerca di infilarla. Tentare di storicizzare un'opera del genere (e vale tanto per la storia del cinema quanto per la storia del pensiero o dell'umanita') significa usare strumenti concettuali inadatti all'opera stessa, anche se spesso gli unici che un critico ha, perche' sono l'essenza del concetto stesso di critica. Il parallelismo con quanto accade al protagonista maschile e' illuminante: tenta di comprendere, razionalizzare, riportare tutto in territori conoscibili, ma tutto gli sfugge di mano, ne resta ferito, quasi soccombe e alla fine uccide... non per ripicca, ma per sopravvivere. Alcuni, con onesta' intellettuale, hanno riconosciuto questo scarto, pur mantenendo un giudizio negativo. Altri, chi con esemplare grettezza caciottara, chi con quella spocchia imbecille che solo certi progressisti sanno avere, hanno ripiegato su accuse di volgarita', misoginia, clerico-fascismo (o satanismo, a seconda dei giornali) e gusto della provocazione fine a se stessa in differenti dosaggi. Non c'e' niente di tutto questo, come non c'e' la preponderanza del dolore, della "discesa agli inferi", non e' un film "profondamente intimista", non e' "un'analisi sul male", non c'e' NIENTE di tutte le cazzate sempre uguali che i critici tirano fuori quando hanno ancora abbastanza pudore da non sbrodolare in accuse ben piu' ridicole. C'e' una visione precisa. Condivisibile o meno, di certo non rassicurante, ma c'e'. Posso anche non condividerla del tutto, ma ne ho visto la chiarezza e lo spessore, tanto formale quanto concettuale. E a me questo basta.

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Pic esplicativa

Eh, appunto quello che intendevo. Se uno ci vede un misto tra Taxi Driver e The King Of Comedy condito da una grande interpretazione e basta secondo me si perde un pezzo... oh, magari un pezzo che il regista non sospetta nemmeno di averci messo, magari ce lo vedo solo io e pochi altri, ma secondo me c'è.

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Joker è un buon film che si regge sull'interpretazione di Phoenix.
Parasite è tutto un altro livello.
Todd Phillips è un buon regista, Bong Joon Ho è di gran lunga un regista migliore e più autore, non scherziamo.

Concordo sulla caratura del regista in senso assoluto (anche i precedenti parlano chiaro), ma nel caso specifico del film... secondo me se la giocano. Ripeto, secondo me la questione è che la radicalità assoluta di Joker non è stata colta fino in fondo, ci si fa abbagliare (comprensibilmente) da un'interpretazione enorme, ma per il resto tendenzialmente ci si vede o uno sbrocco suburbano o il disaggggiosociale.
Però oh, magariddio ogni anno agli Oscar si dessero battaglia film così  :asd:

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Libri / Re: L\'ultimo libro che state leggendo o avete letto?
« il: 20 February 2020, 16:14:33 »
Adesso inizio a leggere "Ghiaccio Nove", letteralmente ora.

Una volta o l'altra, con qualche fidanzata, devo provare quella cosa coi piedi che fanno i bokononiani  :asd:
(ora chi non l'ha letto starà immaginando una cosa zozzizzima   :XD: )

Tra l'altro dovrebbe essere in cantiere una miniserie, dallo showrunner di Fargo e Legion   :huhu:

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Libri / Re: L'ultimo libro che state leggendo o avete letto?
« il: 19 February 2020, 18:44:51 »
Mi è successo più volte... ma a volte lo devi fare se la traduzione è fatta con i piedi ( le traduzioni di Fruttero e Lucentini ci sono costate i romanzi di Harlan Ellison, visto che lui è poliglotta e si è reso conto del lavoro di me*da che avevano fatto ).... io infatti ho 4 versioni del "L' Arte Della Guerra" e la versione migliore che ho è quella della collana 1 libro mille lire ( se ti ricordi il periodo ).

Ellison poi, oltre che poliglotta, è famigerato nella stessa comunità della vecchia guardia di scrittori sci-fi per essere un tipo parecchio fumantino (o come si direbbe dalle mie parti, uno che ten' a cazzimma  :XD: ). Asimov racconta che a una convention uno si riferì a un giovane autore come "un piccolo Harlan Ellison" e un altro rispose "Oddio, uccidiamolo subito, prima che cresca!"   :XD:. Per dire, non ci pensò due volte a denunciare la produzione del film In Time, ritenendolo (un po' a ragione, almeno nel concept) un plagio di un suo racconto  :asd:

Io davo per scontato che avessi letto Vonnegut, anche se è un autore che è un po' restrittivo definire di fantascienza, ma se così non fosse ti consiglio col sangue almeno Cat's Cradle (in italiano "Ghiacchio 9") e il misconosciuto ma geniale Slapstick (in italiano "Comica Finale ovvero Non Più Soli"). Poi in realtà ci sarebbe anche Madre Notte, ma per quanto bellissimo di sci-fi non ha proprio niente. Se poi hai tempo... beh, merita tutto, ma proprio tutto.

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Devo dire la verità, Joker è un gran bel film, ma l'Oscar secondo me non se lo meritava se non per le categorie che ha vinto, dato che essenzialmente è un mashup di Re Per Un Giorno e Taxi Driver.

Questa cosa l'ho sentita dire da molti e secondo me deriva dal trascurare quello che può sembrare un particolare - appunto - trascurabile, ma che non lo è affatto... e che per altro chiarisce anche la necessità di usare (anche se in maniera non canonica) proprio quel personaggio specifico: la maschera. E' proprio quello, l'adesione alla maschera attraverso lo spogliarsi di tutto il resto, che fa sì che non sia (solo) una storia di disagio mentale e/o sociale, ma una trasfigurazione. La potenza evocativa e concettuale di quel film è proprio nel trascendere la storia di un uomo per arrivare a raccontare a suo modo qualcosa di assoluto. Quando un film riesce a trasmettermi una cosa del genere (e in pochissimi ci sono riusciti, ma non faccio nomi altrimenti parte il dibattito e poi so che mi incazzo   :XD: ) con me ha vinto a mani basse. E non ha vinto l'Oscar  per lo stesso motivo per cui i suddetti pochissimi di cui sopra non hanno mai vinto: perché in opere del genere c'è sempre qualcosa che sfugge all'analisi, qualcosa di perennemente fuori fuoco, di slegato (absolutus, appunto) da categorie e chiavi interpretative e questo mette obiettivamente i critici (ovvero coloro che di quelle categorie hanno bisogno per circostanziare un giudizio) in difficoltà.

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Libri / Re: L\'ultimo libro che state leggendo o avete letto?
« il: 13 February 2020, 20:31:47 »
Iniziato e finito "L' Inferno E' L' Assenza Di Dio" ( andato via in un amen ) breve ma originale e godibile ( il Premio Hugo non te lo danno solo se sei un bell' uomo devi anche saper scrivere e scrivere roba almeno interessante )... mi spiace solo che non abbia dato profondità alla storia giustificando, almeno un pò, le apparizioni soprannaturali, ci sono e basta.

Mi interessa MOLTO, mi sa che mi prendo anch'io l'antologia  :zizi:

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Dal mio punto di vista il miglior film è palesemente Joker, con il secondo che arriva quarto. Come anche la miglior scenografia sarebbe dovuta essere sua: neanche nominato.
Dal mio punto di vista la miglior sceneggiatura originale è palesemente Marriage Story, e in particolare trovo assolutamente insensato il premio a Parasite che ha un 2-3 cose imbarazzanti a livello di scrittura, che ci stanno in quanto black comedy, ma a livello assoluto proprio no. E pensa che considero Parasite un 9,5 (come film di genere ovviamente). Ma visti gli oscar dati alla miglior sceneggiatura originale negli ultimi anni non mi stupisco della scelta.
Dal mio punto di vista la miglior regia poteva andare a Parasite come a 1917, che avrebbe dovuto aggiudicarsi anche il miglior montaggio: neanche nominato. (A onor del vero non ho ancora visto Ford v Ferrari, quindi su 1917 scrivo con qualche riserva, ma almeno la nomination perdìo...).

Ma io non sono nessuno e le mie opinioni valgono solo per me, quindi peace and love.
Comunque ripeto: degli Oscar mi importa meno di zero e non mi interessano neanche le discussioni a riguardo.

Quanto al miglior film concordo... Parasite è un gran film, ma Joker è una roba enorme, se non altro per la portata concettuale della storia che racconta. Secondo me è stato proprio questo il problema: gli Oscar hanno sempre un che di "politico" e se non ci si poteva esimere - ripeto, politicamente - dal premiare un film che rappresenta un certo tipo di conflitto che nella società è vibrante, meglio la "semplice" rabbia sociale e il conflitto di classe di Parasite che la radicalità feroce di Joker. Il fatto che il primo, rispetto al secondo, rappresenti l'alternativa moderata direi che la dice lunga sui tempi che viviamo  :asd:
Non ho visto Marriage Story, ma concordo sul fatto (l'ho anche detto post-visione) che in Parasite certe scelte narrative che avrebbero avuto senso in un film pienamente virato al grottesco finiscono per stonare quando si cerca di riportare il tutto su binari tipicamente drammatici.
Non ho visto nemmeno 1917, ma ho sentito che in effetti ha dei bei virtuosismi registici. La questione (e non avendolo visto non posso saperlo) è se siano puro manierismo o se siano funzionali a esigenze narrative e poetiche, quindi non posso esprimermi su chi lo meritasse DI PIU'... però di certo non si può dire che Bong Joon-Ho non lo meriti tout court, perché di sicuro ha dimostrato di essere capace di eccellenti messe in scena. Tra l'altro ho letto che sull'onda del successo dovrebbe passare in sala anche Memories Of Murder, con giusto quei 15 anni di ritardo   :XD:

In generale, sarò sincero, mi aspettavo che sarebbero andati ancor più sul sicuro (tipo Almodovar come Miglior Film Straniero, tanto per rispettare le quote  :asd:) e 1917 o Marriage Story maggiormente rappresentati (la storia e l'intimismo sono settori più facili da maneggiare), ma evidentemento il sentiment percepito era particolarmente orientato al sociale. Se questo è un significativo termometro della società statunitense direi che alle primarie Dem succederanno cose interessanti   :huhu:
(avrei una gran voglia di discuterne, se ancora Cogito fosse un minimo vitale, ma se inizio a parlare di Buttigieg o AOC mi arrestano   :XD: )

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Libri / Re: L\'ultimo libro che state leggendo o avete letto?
« il: 12 February 2020, 19:54:22 »
:ciao:
Ribadisco : Clarke leggiti "Superiorità" e "La Stella" e poi ne riparliamo. Sono due racconti brevi ma, ti assicuro, valgono decisamemte la pena.

Post unito: 12 February 2020, 17:53:34
Finito di leggere "Ritorno Da Giove"... ho scoperto però che il ciclo non è di tre libri ma di quattro (  :?$%&: :?$%&: :?$%&:  :XD: ) così imparo a non controllare con attenzione.
Ho già iniziato "Il Presidente Moltiplicato"... poi passerò ad un' altra sezione monografica su autore ad minchiam... accetto suggerimenti... vista la quantità di libri che ho letto non garantisco che li seguirò, soprattutto se l' ho già letto... necessito di sangue nuovo.

Mi hanno parlato molto bene della tetralogia di Vurt di Jeff Noon   :ninja2:
Mi dicono bene anche di Ted Chiang, che ha scritto (tra gli altri) il racconto da cui è tratto Arrival (il film di Villeneuve)   :ninja2: :ninja2:

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Libri / Re: L\'ultimo libro che state leggendo o avete letto?
« il: 10 February 2020, 13:03:03 »
Ho già iniziato "Il Mondo Dopo La Fine Del Mondo"... insolito ma sembra piacevole.

Considera che il primo capitolo ti catapulta in un contesto che si fatica un po' a capire... ma il secondo fa un gigantesco passo indietro e ti spiega bene tutto dall'inizio, quindi è da lì che inizia la vera piacevolezza di lettura e si costruisce davvero la storia  :zizi:

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Libri / Re: L'ultimo libro che state leggendo o avete letto?
« il: 9 February 2020, 22:46:29 »
Mi hanno parlato molto bene anche di QUESTO, ma non sono ancora riuscito a leggerlo.
Consiglio invece tantissimo QUEST'ALTRO (che avevo anche recensito qui, ma non funzionando la ricerca - almeno a me - non riesco a linkare il post), che è davvero uno di quei rari libri che hanno la dote di essere molto intelligenti senza volertelo far a tutti i costi notare.

EDIT:

Rettifico, usando la ricerca di Google l'ho trovato  :zizi:

Il Mondo Dopo La Fine Del Mondo - Nick Harkaway

Anzitutto, come confermano le recensioni che si trovano in giro, e' un libro che si ama o si odia. Preliminarmente vi rimando a questa recensione:

http://welcome-to-midian.blogspot.com/2010/12/il-mondo-dopo-la-fine-del-mondo-di-nick.html

Qualche nota personale.. questo libro appartiene a una categoria che io apprezzo particolarmente.. come quei movimenti politici che sono talmente di destra da sembrare di sinistra (o viceversa), e' talmente ricco di immaginazione da distaccarsi del tutto dalla realta', fare il giro completo e tornare a raccontartela attraverso una trasfigurazione che la rende molto piu' reale di una cronaca.
Solo col ciclo della Guardia di Pratchett mi era successa una cosa del genere, dove ci sono un mondo piatto, troll, nani e draghi eppure si riesce a parlare con ironia e intelligenza della natura profonda delle dinamiche di potere come nemmeno Chomski riesce a fare.

Intendiamoci, e' ostico come una saga familiare sudamericana.. mille personaggi, tutti molto ben caratterizzati, che rispuntano qui e la', una storyline all'inizio complessa da decifrare, alcune digressioni deliziose ma lunghissime.. anche se alla fine nulla e' inutile, NULLA.

Ricorda vagamente il Benni migliore, quello un po' amaro di "Spiriti", senza riprenderne pero' la parte didascalica, quella dei riferimenti ammiccanti ai personaggi reali (quando chiami una famiglia della borghesia cittadina con amicizie militar/mafiose "la famiglia Del Bene" penso o che mi prendi per cretino o che mi prendi per il culo).. ma qui il respiro e' molto piu' ampio e quello che ti lascia alla fine e' davvero uno sguardo diverso sulla realta'.

Percio' vi prego, leggetelo, ho bisogno di parlarne con qualcuno..  :XD:

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