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Post - Davidan92

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1
Tutti i soldi del mondo (2017) di Ridley Scott

Un bellissimo film di fantascienza di quelli che solo il nostro amato Ridley sa fare. Statene alla larga a meno che non vogliate farvi due risate per la ridicola ricostruzione storica e degli eventi. Recitazione sottotono da parte di tutti gli attori, si salva parzialmente Plummer. Oltretutto poteva durare un'ora in meno e non se ne sarebbe accorto nessuno per quanto è diluito l'ilare intreccio. Non aggiungo altro per non rovinarvi la visione,  perché credetemi certe scene sono così surreali che vanno vissute per essere apprezzate appieno. Sono sicuro che gli sceneggiatori per studiare la 'ndrangheta si siano limitati a leggere le prime due righe di Wikipedia e poi non contenti, abbiano applicato anche l'opposto di quanto scritto.

Voto 3

2
Resident Evil: The Final Chapter

Credo che a Paul WS Anderson sia piaciuto parecchio Mad Max: Fury Road perché il film in sé è un'enorme sequenza d'azione che dura 90 minuti e dove il ritmo frenetico e accompagnato da inquadrature dinamiche che però se non sei George Miller causano solo confusione e conati di vomito nello spettatore.
I dialoghi rasentano il minimo sindacabile e sono perlopiù pessimi così come i personaggi di contorno che esistono col solo fine di essere uccisi in modo più o meno cruento.
Milla Jovovich regna sovrana, è bella, muscolare ed è innegabile che il suo personaggio sia diventato iconico per il genere action, cosa non particolarmente diffusa quando si parla di eroi al femminile.
Sarebbe troppo facile attaccare questo film che comunque risente di un budget parecchio limitato rispetto agli episodi di maggior successo della saga. Io mi sono sinceramente divertito entrando in sala sapendo che mi sarei trovato di fronte ad un b-movie senza pretese che nell'intrattenere riesce più che bene. E' senz'altro opinabile la scelta di girarlo in 3D ma credo che la distribuzione perlomeno in Italia abbia privilegiato la versione in due dimensioni, senz'altro più godibile.

Voto 5

3
Videogiochi / Re: Uncharted 4: A Thief's End [PS4] [10/05/2016]
« il: 30 June 2016, 17:59:00 »
Ho finito Uncharted IV. Dopo l'entusiasmo iniziale dovuto allo stupore per una grafica e uno spessore tecnico senza precedenti, mi sono scontrato con la dura realtà ovvero un polpettone di 20 ore in cui la flebile trama viene diluita fino allo sfinimento creando una combinazione letale con il gameplay, povero di contenuti, poco vario, dove hanno inspiegabilmente ridotto all'osso l'azione e, nello specifico, le sparatorie che latitano in modo preoccupante durante tutto il gioco, schiacciate dal semplice procedere in avanti in lande distese in cui l'unica difficoltà è quella di trovare il mattone dove arrampicarsi o il buco dove infilarsi per proseguire. Non mi capacito di questa scelta, che se di certo valorizza la possibilità di godere dei meravigliosi panorami e delle ambientazioni mozzafiato, dall'altro trasforma questo capitolo in una sorta di avventura grafica alternata qua e là da qualche sparatoria o da qualche enigma (quest'ultimi per la verità veramente rari). Questo aspetto poteva anche andarmi bene se fosse stato retto, come ho già accennato, da una adeguata storia, ma in realtà la profondità data ai personaggi nella parte iniziale, impatta con la banale e classica evoluzione della trama che ha caratterizzato già la trilogia su ps3.
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Il finale stesso è meno epico e apocalittico di quello che pensavo, all'azione è stato inserito il freno a mano. Non posso negare quindi che il gioco mi ha terribilmente annoiato, piatto sia a livello di storia che di gameplay, poca azione utilizzata spesso per far svegliare il giocatore dal torpore causato dalle infinite ore a saltare su e giu, a guidare mezzi in aree prive di reali ostacoli e ad abusare dell'unica fottuta novità del gioco: quel dannato rampino che sembra sia stato inventato dalla NaughtyDog. L'unico momento alto è ovviamente quello utilizzato per l'anteprima del gioco di mesi fa, lì effettivamente si sviluppa una sequenza davvero divertente che mi ha ricordato Uncharted II; per il resto solo un film di 20 ore nemmeno così coinvolgente. VOTO 6.5

4
Sicario di Denis Villeneuve

Sono sincero, mi aspettavo qualcosa di diverso da questo film o più semplicemente le recensioni altisonanti e positive in senso estremo, mi hanno portato ad alzare un po' troppo le aspettative. Per carità, parliamo di un tipo di cinema che con le sue atmosfere, in certi frangenti particolarmente cupe e tetre e i suoi effetti visivi, garantisce un alto livello di coinvolgimento per lo spettatore ma non ho trovato la stessa immedesimazione in termini emotivi con un distacco evidente rispetto alla drammaticità di certe scene, specie nel finale. Questo a mio avviso a causa di una trama forse troppo ingigantita rispetto a ciò che poi è realmente, ove la storia si incanala verso binari ben prestabiliti e schemi già visti per chi è amante del genere thriller. Anonima Emily Blunt, non tanto per sue dirette colpe ma è proprio il personaggio che appare irritante nella sua cocciutaggine a tratti infantile; ottimo invece Benicio Del Toro che regge sulle sue gambe le parti migliori del film. Ho molto amato Prisoners e continuo a ritenere quest'ultima la migliore opera di un regista che in fin dei conti non ha ancora sbagliato un colpo, perché Sicario non è forse quel capolavoro di originalità che ci si aspetta ma è pur sempre cinema di livello fatto da un professionista che, la butto lì, mi ricorda il primo David Fincher per suspance e colpi di scena.

Voto 7

5
Contagious - Maggie opera prima di Henry Hobson

Ero piuttosto incuriosito da questo indie di cui hanno parlato in molti negli ultimi tempi soprattutto per la questione di Arnold Schwarzenegger che recita in un ruolo drammatico. Sinceramente non ritengo che abbia eseguito una prestazione interessante o capace di fargli scrollare di dosso l'immagine di attore monofacciale. Svolge il suo compitino di padre amorevole verso la figlia infetta senza infamia e senza lode e devo ammettere che proprio questo deficit d'empatia che si prova nei suoi confronti avrebbe potuto gettare all'ortica l'intero lavoro di Hobson visto che esso si regge quasi esclusivamente sul rapporto tra il genitore e la ragazza, quest'ultima interpretata da una magistrale Abigail Breslin, che ho trovato molto più brava e credibile, rimanendo nel genere horror, rispetto ad un'altra attrice piuttosto popolare negli ultimi anni come Chloe Grace Moretz (quest'ultima gode di tutta la mia stima ma la trovo piuttosto acerba e sopra le righe quando interpreta personaggi articolati e che richiedono diverse sfaccettature, vedi Carrie).

Il film per il resto è molto intimista nelle atmosfere, di zombie (per fortuna?) se ne vedono pochi e la fotografia svolge bene il suo compito. Niente di eclatante, sia chiaro, ma i 90 minuti filano lisci come raramente ormai capita e questo già mi basta.

Voto 6,5

6
Still Alice del compianto Richard Glatzer

La sensazione è quella di aver visto un'opera riuscita a metà e in un certo qual modo incompleta. Abbastanza godibile nella descrizione dei vari episodi in cui il personaggio interpretato da una splendida Julianne Moore, si trova alle prese con una malattia atroce come il morbo di Alzheimer, ma al di là dell'empatia che si crea con la protagonista e la sua famiglia, a prescindere dalla pura e semplice descrizione di questo dramma poco sdoganato all'interno del cinema Hollywoodiano, l'ultima opera di Glatzer sembra non regalare altro. Manca una vera e propria riflessione sull'argomento, si avverte una neutralità in certi aspetti piuttosto fastidiosa; parlo di un coraggio nel trattare questo tema, presente fino ad un certo punto. Forse la paura di prendere una posizione piuttosto che un'altra con il conseguente rischio di essere penalizzati agli Oscar, ha portato a questa indecisione di fondo sul da farsi che si avverte un po' per tutto il film. Inoltre un finale quasi troncato che si chiude con il solito messaggio buonista, mi porta a consigliarvi quest'opera solo se siete interessati effettivamente alla tematica trattata; gli altri non si perderanno nulla.

Voto 6

7
La Teoria del Tutto di James Marsh

Mamma mia, che film brutto; ma proprio di quel genere che non vedevo da tanto tempo. Al di là della indiscutibile bravura di Eddie Redmayne (anche se l'Oscar se lo meritava Keaton, a mio modesto parere), ci troviamo di fronte a un qualcosa di così piatto e retorico, che già dopo i primi 10 minuti volevo scappare dalla sala e tornare alla cassa per chiedere indietro i miei 3 innocenti euro. I dialoghi sono sconcertanti e soprattutto ho visto tante scene che contraddicevano quelle precedenti.
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Poi non concepisco questa decisione, in termini di fotografia, di illuminare tante scene in maniera così eccessiva da far concorrenza al direttore delle luci di Pomeriggio 5. Per non parlare delle sequenze costruite appositamente con lo stampino per far piangere lo spettatore sensibile di turno; soprattutto nel finale c'è una certa esagerazione da questo punto di vista, ciò dimostra una mancanza di sincerità da parte del regista, incapace di riuscire a creare empatia senza ricorrere ai classici trucchetti da manuale accademico. La domanda che mi sono posto alla fine è la seguente: è stato il film incapace di sfruttare una storia potenzialmente intrigante e stimolante oppure è la storia che già in sé era priva di mordente e di cui forse non era proprio opportuno fare l'ennesimo biopic-dramma romantico?

Voto 4

8
American Sniper di Clint Eastwood

Ero partito molto prevenuto nei confronti di quest'ultima fatica di Eastwood; al di là delle critiche al film in sé, ammetto che non apprezzo il pupillo di Sergio Leone nelle vesti di regista sin dai tempi di Gran Torino. Ora, nonostante il patriottismo invadente che fa affiorare tutta la vocazione repubblicana di Clint e tralasciando una caratterizzazione del protagonista abbastanza superficiale di cui ho avuto la vaga sensazione che abbiano cercato di propinarci una figura ben più morbida e "smussata" nelle sue ossessioni e idee radicali rispetto alla controparte reale, il film è comunque godibile e ha dalla sua un buon ritmo e delle coinvolgenti scene d'azione, ottimamente mescolate con quelle intimiste (ma non troppo) della vita familiare. Bravo Bradley Cooper, che riesce a reggere tranquillamente l'intera pellicola sulle sue spalle, cosa non da poco considerando l'inconsistenza dei personaggi di contorno, in primis un'opaca e scialba Sienna Miller.

Voto 6

9
Boyhood di Linklater

Non potevo immaginarmelo meglio. Un film di quasi 3 ore dove viene raccontata la normalità della quotidianità, senza annoiare lo spettatore nemmeno per un secondo. Il regista deve aver avuto anche una certa fortuna nel saper trovare un cast capace di prendere un impegno di tale portata e soprattutto senza mai cedere in termini di professionalità e costanza. Il montaggio e la fotografia sono assolutamente impeccabili, non si avverte in alcun modo il passaggio dalle riprese di un determinato anno a quelle dell'anno successivo, al di là ovviamente dell'invecchiamento anagrafico e fisico degli attori e quindi dei personaggi. La colonna sonora è magnifica, si passa dal pop commerciale all'alternative, in un contesto in cui la musica non viene utilizzata in maniera furba per cercare di commuovere lo spettatore. Anzi, le canzoni non sono per niente invadenti e fungono più da sottofondo necessario per orientarsi a livello temporale. Nessuna retorica spicciola, nessun dialogo artificioso costruito ad hoc per creare empatia nello spettatore; vengono registrare e riprese conversazioni normali e sincere, sempre in quell'ottica di descrivere il quotidiano con un realismo disarmante. Si meriterebbe di vincere tutto agli Oscar ma ho paura che non sarà così. Dispiace inoltre come per me sia stato impossibile trovare un cinema che lo proiettasse. Qualcuno ha avuto il coraggio di metterlo in programmazione ma per non più di una settimana. Meritava decisamente di più.

Voto 10

10
Ho appena terminato di recuperare entrambe le stagioni grazie ai vostri subs in modo tale da evitare il pur sempre dignitoso doppiaggio italiano. Ammetto che mi sono sbranato la serie nel giro di una decina di giorni. Ho assolutamente adorato la prima stagione, in particolar modo per il suo lato humour che purtroppo ho notato di meno nei 22 episodi della seconda; Cooper stesso diventa troppo serioso e i personaggi bizzarri si riducono o vengono depotenziati rispetto alle loro reali capacità. Per quanto riguarda la recitazione è divertente notare questa sorta di "coesistenza" tra attori cani (che presumo siano stati scelti appositamente anche per soddisfare quella tendenza parodistica della serie nei confronti del genere soap opera) e attori che considero straordinari. In quest'ultimi non posso non mettere Kyle MacLachlan che secondo me non è riuscito a costruire una carriera all'altezza della sua bravura. Tra i primi invece credo che domini su tutti il povero sceriffo  Harry Truman, interpretato da un attore scandaloso, monofacciale, una specie di Joseph Fiennes degli anni '90. La serie ha una sua linearità a livello di trama, non la ritengo di certo confusionaria al di là dei misteri e delle domande che affiorano nel corso delle puntate. Forse si potrebbe criticare l'eccessiva presenza di sottotrame piuttosto inutili e per certi versi ridicole che vanno ad affiorare soprattutto tra la 2x10 e la 2x16, ma lì c'erano dei problemi di base con la ABC, quindi è inutile incolpare gli sceneggiatori. Musiche di Badalamenti ipnotizzanti e a tratti angoscianti. Per il resto, non faccio spoiler, la serie va vista, mi ha regalato emozioni uniche diverse da quelle che ho provato ad esempio per Breaking Bad, Lost, True Detective e via dicendo. Sensazioni di paura, isolamento e anche di malinconia nel vedere come sono cambiati tutti nel giro di questi 25 anni. Ora attendo con trepidazione il libro, sperando che possa spiegare un bel po' di questioni lasciate irrisolte, non tanto inerenti alla dimensione mitologica dove qui bene o male mi sono fatto la mia idea e ho dato una personale interpretazione ai misteri presenti ma spero soprattutto che si possa dare una risposta a domande ben più frivole (
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). xD

11
Wish I Was Here di Zach Braff

L'ho trovato inferiore rispetto al primo film che considero più "genuino"(se mi passate il termine). Qui si cerca in maniera poco naturale di attenersi agli stessi binari di Garden State, sia per quanto riguarda la parte più comedy sia per quella più drammatica. La solita colonna sonora teen con gli immancabili Coldplay o Bon Iver, la solita passerella di amici dell'attore/regista che sbucano in qualche scena per far felici i fan e soprattutto la solita, ennesima e ritrita trama presente in centinaia di film e qui proposta senza un minimo di originalità. Mi ha lasciato totalmente  indifferente, mi aspettavo molto di più considerando la relativa pubblicità che ha accompagnato la produzione e l'uscita di questa seconda fatica di Braff come regista. Un filmetto che potrebbe essere proposto su Italia 1 il sabato pomeriggio alle 15.

Voto 5

12
Le Meraviglie di Alice Rohrwacher

E' un film scorrevole, che per gran parte della sua durata si lascia guardare con piacere pur non brillando a livello di contenuti. Regia, fotografia assolutamente ineccepibili, ma il problema come temevo, giunge nella parte finale dove ci si perde nelle solite scenette iperreali e in un conclusione per la storia un po' troppo raffazzonata e buonista. La qualità della recitazione è forse la migliore tra i film italiani usciti quest'anno che ho avuto modo di vedere; splendida Alba Rohrwacher che ultimamente sta avendo lo spazio che merita così come i ragazzini protagonisti. Inutile come sempre Monica Bellucci che probabilmente si sarà succhiata mezzo budget solo per il suo cachet.

Voto finale: 7

13
P.S.: unico errore del trailer e quindi del film... Dylan è inglese... niente euro, sterline :doh:!!! Ma vabbè.... :asd:

E' una scelta ben voluta, non un errore. Diciamo che più che essere un film su Dylan Dog e un film che si ispira FORTEMENTE ai personaggi e all'universo creati da Tiziano Sclavi.

14
Lucy di Luc Besson

Lucy è intrattenimento a 360 gradi. Bisogna partire da questa considerazione nel momento in cui si prova ad analizzare un film come questo. Ho letto recensioni che hanno attaccato i buchi e le carenze a livello di trama, ma dobbiamo metterci l'anima in pace e iniziare a sorvolare su questi aspetti nel momento in cui decidiamo di andare a vedere prodotti preconfezionati come questo. Entri in sala e devi maturare la consapevolezza di aver pagato il biglietto per assistere a quella meraviglia della Johansson spazzare via tutti e tutto, poco importa la scarsa credibilità e l'alta confusione della causa e dell'effetto che sta alla base della storia oltre che di uno scopo finale abbastanza ridicolo. Isolate tutti quelli impulsi del vostro cervello che vi spingerebbero a denunciare le assurdità presenti nel film e godetevi lo spettacolo per quell'ora e mezza scarsa di durata della pellicola. Il cinema oggi è (in gran parte) questo; io personalmente non vedo l'ora che finisca questo Annus horribilis per la settima arte in cui le uscite anche solo decenti si contano sulle dita di una mano. Unica consolazione è che le peggiori commedie italiane non stanno andando per niente bene in termini di incassi, mi auguro che ciò possa portare ad un'ulteriore fisiologica diminuzione di tali prodotti infamanti per il nostro cinema.

15
Good bye Lenin!

Un film che per una volta ha il coraggio di descrivere l'altra Germania pre crollo del muro di Berlino, quella sotto il controllo sovietico, la Repubblica democratica Tedesca, ricostruita piuttosto fedelmente, dove con altrettanta cura si descrive la trasformazione dello Stato nel passaggio alla Germania unita. Probabilmente la prima parte supera quella finale, che mi è apparsa un po' più deboluccia, soprattutto nel momento in cui si lascia meno spazio all'ironia per stabilizzarsi definitivamente nei binari del dramma. Avrei preferito un approccio più omogeneo da questo punto di vista, ma per il resto il film è uno dei migliori che abbia partorito la Germania negli ultimi 15 anni. Cast fenomenale con un grande Daniel Brühl e certe scene cult, che difficilmente lo spettatore medio tenderà a scordare nel lungo periodo.

Voto 8

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