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Topics - viccio75

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Lost / che sia la stessa isola?
« il: 30 June 2010, 16:32:05 »
da repubblica.it




La leggendaria Amelia Earhart
come Robinson Crusoe
Scomparsa 73 anni fa mentre, prima donna al mondo, tentava la circumnavigazione del pianeta attorno all'equatore, potrebbe essere sopravvissuta a lungo su un'isoletta dell'Oceano Pacifico

Amelia Earhart, la leggendaria pilota che scomparve 73 anni fa, quando, prima donna al mondo stava tentando la circumnavigazione del pianeta attorno all'equatore, potrebbe essere sopravissuta parecchie settimane o addirittura mesi come naufraga solitaria su una remota isola dell'Oceano Pacifico. Sono questi i risultati preliminari di una spedizione durata due settimane su un piccolo atollo corallino che si trova a sudovest di Kiribati, dove si pensa che Earhart e il suo navigatore Fred Noonan siano morti dopo un atterraggio d'emergenza.


"Ci sono molti indizi che suggeriscono che sull'isola Nikumaroro uno o più naufraghi sopravvissero per moltissimi giorni", ha detto Ric Gillespie, direttore del Tighar (The International Group for Historic Aircraft Recovery) che ha diretto le operazioni di ricerca. "Abbiamo scoperto un campo dove vennero tenuti accesi a lungo almeno 9 fuochi - ha continuato, in un'intervista a Discovery - In loro prossimità abbiamo trovato migliaia  di ossa di pesci, tartarughe e uccelli che furono cucinati a dovere. L'interno dell'isola è ricca di grandi quantità di acqua dolce (per la forte piovosità diurna) che permettono a una persona di sopravvivere senza grossi problemi per molti giorni".

Non è la prima spedizione che viene realizzata su quell'isola alla ricerca di elementi che possono comprovare l'ipotesi che vuole che Earhart atterrò proprio lì. Ma è la prima volta che vengono raccolti un centinaio di oggetti che sono stati sottoposti all'analisi del Dna da un laboratorio canadese e che sono indizi di una prolungata sopravvivenza. "Parliamo di Dna rilevato su oggetti che qualcuno deve aver toccato e non di parti di corpo  - sottolinea Gillespie - In ogni caso i dati preliminari sostengono che gli oggetti dovrebbero essere stati più e più volte maneggiati dalla trasvolatrice". L'oggetto meglio conservato per questo tipo di analisi è un vasetto di vetro che probabilmente conteneva dei cosmetici. Vi sono poi due bottoni e un piccolo coltello,  cosmetici e parti di un vestito.

"E' molto interessante il luogo scelto per l'accampamento  -  ha detto Gillespie - in quanto è costantemente battuto da una brezza che si spira tra l'oceano e una laguna interna e dove nidificano numerosi uccelli dei quali risulta facile la cattura. Tuttavia solo una persona che conosceva a fondo l'isola lo avrebbe scelto, perché risulta piuttosto nascosto".

Sull'isola, nel 1940, venne trovata parte di uno scheletro che stando a Gerald Gallagher, che allora era un ufficiale coloniale britannico, sarebbe appartenuto "più a una femmina che a un uomo, più probabilmente a una donna bianca che polinesiana". Sfortunatamente quei resti sono andati persi. Difficile trovare altri reperti umani perché secondo Gillespie il corpo di una persona morta viene velocemente smembrato dai granchi. E con ogni probabilità fu questa la fine che fece anche il corpo del navigatore. "I granchi su quell'isola sono un problema serio. Quando mi sedevo in terra a mangiare, si avvicinavano a centinaia ai miei piedi e se stavo fermo risalivano sulle mie gambe pensando che fossi morto e mordevano a più non posso", ha raccontato Gillespie.

Amelia Earhart è una vera e propria leggenda. Bionda, alta, davvero molto bella e soprattutto coraggiosa. A 23 anni scopre, durante il suo primo volo, che quella è l'unica cosa che potrebbe dare un senso alla sua vita. E così intraprende la strada che la porta a diventare molto presto un pilota di grande esperienza. Diventa la prima donna a volare non stop sull'Atlantico. E' la prima a volare in solitaria da Honolulu nelle Hawaii ad Oakland in California. Si batte per dimostrare che l'aviazione non è una faccenda per soli uomini, ma che le donne, lassù, ci sanno fare tanto quanto gli uomini. Diventa una pioniera, e un'eroina.

Di volo in volo, di record in record, arriva al suo sogno più grande: circumnavigare la Terra. E' il 1937 e il suo sogno sta per avverarsi. Lei e il suo secondo pilota riescono a vincere tutti i problemi che ostacolano il tentativo: il motore fa le bizze e obbliga a un atterraggio non previsto, poi, forse un errore o una casualità fanno esplodere una gomma. Ma non importa. Riparte: Sud America, Africa, India e Sud-Est asiatico, questo l'itinerario. Il 29 giugno i due sono a Lae, Nuova Guinea. Hanno coperto 36.000 chilometri. Ne restano 11.000. Il 2 luglio a mezzanotte l'aereo decolla da Lae per arrivare a Howland Island, una piccola isola disabitata nell'Oceano Pacifico. Ma all'alba ecco l'ultima comunicazione con la Guardia costiera degli Stati Uniti. Sono vicini alle Isole Nukumanu. I contatti sono confusi e tutta'altro che chiari. Forse sono rimasti senza carburante e tentano un atterraggio di fortuna. Poi il mistero: dei due piloti non si sa più nulla. Quindici giorni di ricerche da parte della Marina degli Stati Uniti non portano a nulla. Amelia Earth e Fred Noonan sono scomparsi e il 5 gennaio 1939 vengono ufficialmente dichiarati morti. Poi tante ipotesi. Oggi forse, è stata detta la parola fine.

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Debug & Feedback / heroes 4x16
« il: 19 January 2010, 17:53:26 »
piccolissima nota per i traduttori: "remember by heart"  significa letteralmente "memorizzare" (si sottintende l'uso di qualche tecnica o metodo di memorizzazione) e non "ricordare con il cuore" (minuto 21:52)  :ciao:

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Debug & Feedback / dragon ball kai 06
« il: 17 May 2009, 14:23:16 »
ciao a tutti!
volevo segnalarvi 2 cosine piccole piccole.

1)buona parte dei sottotitoli (per intenderci fino a quando goku non inizia l'allenamento con  re kaio) mi appare due volte (cioè la stessa frase appare contemporaneamente su due righe). ho provato diversi lettori per capire se era un mio problema. visto che però l'ultima parte funziona correttamente, magari potreste darci un'occhiata anche voi

2) avete tradotto "sayan" con "sayajin" o meglio lo avete lasciato così come si sente pronunciare (o molto probabilmente è così che lo avete trovato nella base inglese). in giapponese il suffisso "jin" indica "persona" e fatto seguire al nome di una nazione indica la nazionalità. ad esempio, italiano (inteso come persona di nazionalità italiana) si dice "itariajin", così come francese si dice "fransujin" eccetera. per cui in italiano può (anzi dovrebbe) essere omesso e quindi "sayajin" andrebbe sostituito con l'ormai noto "sayan"

colgo l'occasione per ringraziarvi dello splendido lavoro che fate ogni settimana

domoarigatougozaimasu!!!!  :ciao:

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Cogito Ergo Sub / effetto serra? per il PDL non esiste
« il: 31 March 2009, 17:16:29 »
da repubblica.it


Effetto serra? Non esiste
Pdl all'attacco di Kyoto e Ue
Mozione a firma Dell'Utri: "Cambiamenti climatici modesti, e comunque non dannosi" di ANTONIO CIANCIULLO

I cambiamenti climatici non esistono. E se esistessero farebbero un gran bene. Parola di Pdl. Non è una barzelletta. E' una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza, anche quelle di Dell'Utri, Nania e Poli Bortone. In polemica con la Commissione europea che dà "per scontata l'attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell'atmosfera terrestre all'emissione dei gas serra antropogenici", i parlamentari del centrodestra professano senza esitazione la loro fede scettica. Sostengono che "una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica".

E se invece il mutamento climatico fosse veramente in atto? Niente paura - si legge nella mozione che verrà discussa giovedì in Senato - sarebbe una gran bella cosa: "Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici".

Non è puro amore del paradosso. Nel mirino ci sono, ancora una volta, gli accordi di Kyoto e l'impegno dell'Unione europea ad arrivare agli obiettivi del 20 - 20 -20, cioè a far correre la macchina dell'industria europea per renderla in tempi rapidi più competitiva sul mercato internazionale aumentando l'efficienza e diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili: "Gli obiettivi intermedi e le relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca".

Al testo presentato dalla maggioranza verrà contrapposta una mozione dell'opposizione. "Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica", commenta Roberto Della Seta, capogruppo pd in commissione Ambiente.



 :aka: :aka: :aka: :aka: :aka:

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Cogito Ergo Sub / discorso tipico dello schiavo
« il: 19 March 2009, 15:14:50 »


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Hardware & Software / help tiscali!!!!
« il: 20 February 2009, 17:16:19 »
da circa le 15 di oggi pomeriggio non ho nè linea telefonica ne linea adsl (ora sto navigando a sbafo su una rete wireless non protetta). abbiamo provato a contattare il servizio assistenza tiscali via cellulare, ma non c'è modo di prendere la linea ("problemi di rete"). anche il sito è down. io sto a pisa, ho sentito un amico a firenze ed anche lui è senza connessione.

c'è qualcuno che usa tiscali a cui la connessione funziona? oppure qualcuno ha idea di ciò che sta succedendo? per caso Soru ha dato fuoco ai server?  :look:

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ho messo un titolo ad effetto per avere la vostra piena attenzione  :huhu:
anche se in realtà le cose potrebbero veramente andare in questo modo. ascoltate bene quest'uomo
se l'audio fosse troppo basso, qui http://www.beppegrillo.it/2009/02/il_merda_wall_c.html c'è la trascrizione dell'intervista

http://www.youtube.com/watch?v=7tfEDqBCOWw&eurl=http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/02/10/«facebook-e-youtube-o-obbediscono-o-li-oscuro»

la parte che potrebbe riguardare itasa è quella in cui dice:
A. Gilioli: Un altro caso: c'è una discussione online, nei siti, nei forum. Fra utenti del forum può capitare che ci si insulti o anche che ci si minacci. Lei questo lo ritiene una tipologia...

D'Alia: Se io minaccio qualcuno, lo minaccio nella realtà o su internet sempre un reato è.

 :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka: :aka:

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Trash / berlusconi in Lost
« il: 10 February 2009, 15:38:33 »
non ho avuto il coraggio di postarlo nella sezione di Lost  :huhu:




il finale è bellissimo!!!  :rofl: :rofl:

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Dexter / malviviendo
« il: 8 February 2009, 12:15:26 »
telefilm spagnolo trasmesso online

http://malviviendo.com/1x01-me-llaman-negro-piloto/

occhio alla sigla!  :lol?:

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da repubblica.it

Musica online, vincono i "pirati" Le major del disco: basta processi
CANNES - "Basta fare guerra a chi scarica la musica su Internet. Mandarli in galera non ci farà guadagnare un solo dollaro in più. L'industria deve dare ai consumatori quello che vogliono, in maniera legittima, assicurandosi che gli artisti, i compositori e le case discografiche siano pagate". Chi alza bandiera bianca di fronte alla "pirateria informatica" è Feagarl Sharkey, responsabile di Uk Music, l'associazione che mette insieme discografici, artisti e produttori del più florido mercato musicale europeo, quello inglese. "La lotta al downloading non ha prodotto risultati rilevanti. C'è bisogno di un nuovo approccio al problema del file sharing, e c'è il consenso di tutti a lavorare con i fornitori di accesso per consentire una nuova politica" dice John Kennedy, presidente dell'Ifpi, la Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica, presentando, in occasione del Midem di Cannes, il "Digital Music Report 2009", dove c'è scritto a chiare lettere che il 95% della musica on line viene scaricata dai siti illegali.

Per le major del disco è un cambiamento di rotta radicale, sottolineato da tre grandi novità: alla fine di dicembre, l'associazione dei discografici americani, la Riaa, aveva annunciato di rinunciare alla strategia che li aveva portati a fare causa a circa 35.000 "pirati" che avevano scaricato illegalmente musica da Internet, non intraprendendo più alcuna azione legale; a gennaio la discografia ha annunciato di aver chiuso l'accordo con la Apple per togliere le limitazioni alle copie alle canzoni scaricate legalmente da iTunes; e a Cannes Tero Ojampero della Nokia ha annunciato che la sua azienda lancerà nei prossimi mesi su tutto il territorio europeo il suo nuovo servizio "Comes with music", che consente con un unico pagamento di scaricare per un anno sul cellulare canzoni senza limiti.
Insomma, a Cannes, dopo dieci anni di inutili battaglie legali, dopo aver fatto chiudere decine di siti di file sharing illegale e combattuto una infruttuosa guerra ai "pirati", l'industria discografica ha ufficialmente annunciato la fine di un'era e l'inizio di una strategia nuova. Visto che il file sharing non può essere combattuto, visto che la musica gratis è una realtà incontrovertibile, "meglio adattarci a questa realtà", dice ancora Sharkey, "Il 2009 sarà l'anno in cui l'industria della musica smetterà di preoccuparsi e imparerà ad amare la bomba. Il file sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di ricavi".
E' una rivoluzione sostenuta quasi da tutti i partecipanti al Midem, la grande fiera della musica che ogni anno vede radunarsi musicisti, discografici, produttori di tutto il mondo, da Peter Jenner, ex manager dei Pink Floyd, di Marc Bolan e dei Clash ("E' del tutto inutile fare causa a gente che non ha soldi"), a Mark Kelly, musicista dei Marillion ("L'idea di portare in tribunale chi ama la nostra musica mi è sempre sembrata sbagliata. E' non ha prodotto alcun risultato"), fino a Eric Nicoli, fino a qualche mese fa amministratore delegato della Emi ("Chiaramente abbiamo fatto degli errori, siamo stati tecnofobici, non abbiamo saputo cogliere le opportunità. Autorizzare Napster dieci anni fa non era la soluzione, ma fargli causa non ha prodotto alcun risultato").
"Cercare di fermare il file sharing è stata una sostanziale sconfitta", ha sostenuto Gerd Leonhard, uno dei massimi esperti del settore "Invece di mettere in galera i ragazzi bisogna cercare accordi con le compagnie telefoniche, che dal file sharing guadagnano moltissimo. Cerchiamo accordi con loro per compensare un consumo di musica che è cresciuto esponenzialmente". Ed è questa la linea che l'industria discografica vuole imporre, cercando di far entrare nella partita anche i governi: "I governi stanno cominciando ad accettare l'idea che non fare nulla non è un'opzione", dice ancora John Kennedy. E una risposta al Midem è già arrivata, anche se da un paese piccolissimo come l'Isola di Man, che ha creato una licenza per i fornitori di accesso a Internet che consente agli utenti di pagare una quota fissa mensile (che poi viene girata all'industria musicale) e scaricare tutto quello che si vuole.

I numeri? Li fa Gerd Leonhard: "Se potessimo avere una licenza in grado di far pagare a chi si connette a Internet un solo euro al mese per poter scaricare liberamente la musica, l'industria potrebbe guadagnare 500 milioni di euro al mese, circa 26 miliardi di euro l'anno". Il modello è quello che dai primi anni del '900 è in vigore per le radio, che consentono di ascoltare musica gratis, ma che pagano una licenza per poterlo fare. "Alla fine di tutto quello che conta è la musica", tiene a sottolineare Feargal Sharkey, "e dobbiamo tornare a pensare alla musica prima di tutto".


io ci starei a pagare 1 euro la mese (anche 2 và, mi voglio rovinare!) per poter scaricare tutta la musica che voglio.
voi che ne pensate?  :ciao:


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Debug & Feedback / (auto)edit in messaggi privati
« il: 11 January 2009, 09:52:45 »
stavo rispondendo privatamente ad una persona circa la reperibilità di sub non rilasciati da itasa ed ovviamente ho citato il link per il sito di un altro team. ho salvato il messaggio e l'ho inviato. quando sono andato a rivedere il messaggio ho trovato al posto del link "EDIT:non si parla di altri team".

credo che abbiate impostato l'edit in modo automatico sui messaggi, senza discriminazione tra privati e pubblici  :ciao:

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Proposte & Domande / the diary of anna frank
« il: 7 January 2009, 17:17:58 »
Synopsis:
Melissa Gilbert's version of the memorable drama recounting a Jewish teenager's ordeal hiding from the Nazis in occupied Amsterdam with her family and their friends for two years continued the star's projects (through her Half Pint Productions) to do new TV versions of film classics, including "The Miracle Worker" before and "Splendor in the Grass" later. Originally a prize-winning Broadway play by the husband-and-wife writing team of Frances Goodrich and Albert Hackett, "The Diary of Anne Frank" was made into a movie in 1959 and previously staged for television in 1967 with Theodore Bikel as Otto Frank. This latest version garnered Emmy Award nominations for cinematography, makeup and costume design.


potrebbe interessare?  :ciao:

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Cogito Ergo Sub / I supereroi? purtroppo esistono
« il: 1 January 2009, 05:25:22 »
da repubblica.it

Sul web, in lotta contro il crimine
sono i supereroi della vita reale
Un fenomeno nato dopo l'11/9, alimentato dalla politica dell'active citizenship di Obama
Regole precise e nessuna speculazione, pena la radiazione dall'albo

 
FOX Fire indossa una maschera da volpe, un lungo cappotto di pelle nera e insieme ai Nameless Few protegge dalla violenza le strade del Michigan. Ha 26 anni, è una donna, e di notte diventa una supereroina. Come Wonder Woman. Senza superpoteri, però. La sua forza sta in alcune nozioni di magia e in un buon allenamento fisico. Come lei, in giro per il mondo, centinai di altri supereroi della vita reale, che si dividono tra professioni normali e lotta al crimine.

Quella dei supereroi della vita reale è un'esperienza nata dopo l'11 settembre e rafforzata dalla recente politica dell'active citizenship promossa da Barack Obama. Negli anni recenti la loro comunità è cresciuta intorno al sito http://www.worldsuperheroregistry.com/, l'anagrafe dei "difensori dell'umanità" che a oggi registra trenta iscritti e due aspiranti. Ognuno con un nome, uno stile, un "costume" e un'area d'azione. Il resto è nelle mani della loro fantasia. A eccezione di tre regole, alle quali ogni supereroe, che ambisca a entrare nel registro mondiale, deve sottostare.

La prima riguarda il costume. Non un semplice travestimento per tutelarsi da eventuali ritorsioni, ma un segno di rispetto nei confronti dell'umanità. L'abito è il biglietto da visita con cui presentarsi al mondo, e dal quale dipende la propria credibilità. La seconda regola definisce l'attività del supereroe, che deve agire per il bene dell'umanità, mantenendo però un livello d'azione più attivo e partecipativo del semplice comportamento quotidiano. In caso di inattività o di inadempienza, il registro segnala nella scheda l'eventuale ritiro dall'anagrafe mondiale.

Infine, l'ultima regola, quella che riguarda la motivazione personale e definisce i doveri del paladino. Essere supereroi non ha niente a che fare con campagne di promozione personale o trovate pubblicitarie. La vocazione deve venire dal singolo individuo, che non può ricevere denaro per la sua attività né lavorare come rappresentante, stipendiato o volontario che sia, di un'organizzazione.

Detto questo, non resta che scorrere il registro per scoprire travestimenti e crociate di questi paladini che molto devono al mondo dei fumetti ma dal quale non possono prendere neanche un nome, pena l'infrazione del copyright. E allora l'ispirazione arriva dalla fantasia. A New York lavora Terrifica, in Inghilterra c'è Black Arrow, in Florida opera Amazonia mentre la Regina di Cuori è del Michigan. Ultima limitazione all'operato di questi eroi incompresi - che in questi giorni grazie ad alcuni articoli su The Sunday Times e Rolling Stones vivono momenti di gloria - è l'utilizzo di pistole e coltelli. Ben vengano quelli in plastica, che fanno da complemento all'abito. La loro vera arma non è metallica, ma virtuale.

Dalle pagine dei loro siti, i supereroi lanciano le loro minacce al mondo del crimine. Ed è sempre online, con l'iscrizione al registro ufficiale, che l'attività trova definitiva consacrazione. Inutile fare pressioni per entrare nel registro: la nomina deve essere promossa da parte del registro stesso in seguito a una comprovata carriera da supereroe.

I capostipiti sono i quattro più celebri iscritti che a oggi, tuttavia, risultano in pensione. C'è Terrifica, paladina della sicurezza femminile che per anni ha tutelato le donne newyorkesi da uomini violenti e pericolosi. C'è Angle-Grinder Man, il vigilante inglese degli automobilisti che, operando tra Londra e il Kent, ha liberato centinaia di automobili dalle ganasce applicate dalla polizia municipale. Ci sono anche Mr. Silent, angelo delle notti dell'Illinois, e Crime Fighter Girl, ragazzina in maschera gialla impegnata in attività di volontariato e assistenza sociale nella contea di Jackson.

A loro si ispirano gli attuali supereroi, tra i quali spiccano per notorietà, con tanto di interviste a Cnn o Fox, SuperBarrio e Shadow Hare. Il primo, costume in lycra rosso, mutandoni e mantello dorati, difende i diritti dei lavoratori e dei poveri messicani. Il secondo, maschera nera, aiuta i senzatetto di Cincinnati. C'è anche chi difende il mondo dall'inquinamento, come Black Harrow - cappuccio nero, capelli rossi e amore per gli animali - o Entomo: quest'ultimo è l'unico supereroe italiano ammesso nel registro. Il fiorentino Superataf è in attesa che la sua candidatura venga valutata.

Entomo è un uomo insetto che opera a Napoli per promuovere una più ampia coscienza ambientalista. E dalla sua pagina MySpace lancia una testimonianza: "Essere un supereroe è il gesto più importante che si possa realizzare in un mondo arretrato come il nostro. Utilizzo le mie capacità salvando quel che resta da salvare e distruggendo quel che non rientra nel grande schema dell'equilibrio".

lascio a voi i commenti, io sono troppo allibito e basito

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Debug & Feedback / errore "hacking attempt"
« il: 24 December 2008, 20:35:03 »
volevo karmare alcune persone, ma dopo avere inserito la motivazione e cliccato su continua mi è uscito questo messaggio di errore: "hacking attempt"  :look: :look: :look:

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Cogito Ergo Sub / se il lodo alfano non dovesse bastare...
« il: 15 December 2008, 11:28:58 »
...Pronta una legge allunga-processi se la Consulta boccia il lodo Alfano

AVVOCATI più potenti, anzi potentissimi. Capaci di allungare a dismisura i tempi di un processo con un nuovo strumento nelle loro mani: "interrogare" tutte le persone che vogliono e "convocare" i testi a difesa "nelle stesse condizioni dell'accusa". Non basta: "acquisire" ogni altro mezzo di prova ritenuto necessario. Non più come semplice optional, ma come "obbligo" al quale il giudice non può sottrarsi. È l'ultima trovata degli uomini del Cavaliere per salvare il "capo" comunque vada a finire il lodo Alfano. Un articolo del futuro disegno di legge del Guardasigilli, messo a punto e curato nei minimi dettagli dal suo ufficio legislativo e dal consigliere giuridico del premier Niccolò Ghedini, finora strettamente riservato, cambia un articolo del codice di procedura penale (il 190 sul diritto alla prova) e c'infila dentro pari pari il dettato costituzionale sul giusto processo. Le parole del famoso articolo 111, riscritto, discusso e approvato (era il 5 gennaio del 2000) negli anni del centrosinistra con plauso bipartisan, da principio a caratura generale, diventano un potente strumento nelle mani di chi vuole fare melina nei processi e si pone l'obiettivo non di ottenere giustizia in tempi rapidi, ma al contrario allontanare il più possibile nel tempo una sentenza. Una a caso? No, quella dei processi contro Berlusconi, Mills e diritti televisivi attualmente fermi a Milano, se lo scudo del lodo Alfano dovesse fallire il suo appuntamento con la Corte costituzionale.

Dicono alla Consulta che la delicatissima decisione sull'ombrello protettivo, la pronuncia sulla coerenza costituzionale della legge che blocca i processi per le quattro più alte cariche dello Stato (in realtà solo i due del Cavaliere), non potrà arrivare prima della tarda primavera visto che la questione s'intreccia con il referendum promosso da Antonio Di Pietro il quale, solo il 7 gennaio, depositerà in Cassazione le firme raccolte. Toccherà poi alla Suprema corte valutarne l'effettiva correttezza e all'Alta corte spetterà la sentenza definitiva sull'ammissibilità del quesito. Per una volta, le mosse dell'ex pm giovano al Cavaliere che ha di fronte a sé un lasso di tempo più lungo, qualora la Corte dovesse bocciare il lodo (ipotesi non peregrina considerati i pareri "contro" di tanti costituzionalisti) e a Milano dovessero di conseguenza riprendere i suoi due processi fermi dall'autunno, per attrezzare norme e leggine che fanno al caso suo. Ecco perché Berlusconi non ha alcuna intenzione di sprecare l'occasione del disegno di legge sul processo penale che, previsto prima di Natale, è slittato a dopo l'Epifania.

Top secret il testo, tranne sommarie indiscrezioni. Tra cui non figurano proprio gli articoli che ampliano il diritto alla prova e che calzano a pennello per i suoi processi e gli consentiranno, all'eventuale ripresa, di rovesciare sul tavolo del giudice una lista testi che non finisce mai. Sarà per questo che il Cavaliere non investe un centesimo di euro sul dialogo con l'opposizione e non crede alla formula delle "riforme condivise" pur sponsorizzata dai suoi alleati Fini e Bossi. Che, quando conosceranno nel dettaglio l'articolato del ministro della Giustizia Angelino Alfano in cui, ancora una volta, non ci sarà un rigo per garantire l'efficienza e accelerare i processi, saranno i primi a restare basiti. Quando poi ne prenderanno contezza quelli dell'opposizione c'è da giurare che esploderà di nuovo il tormentone delle leggi ad personam.

Dichiarava in aula, a Milano, l'avvocato Ghedini, lo scorso 9 maggio, durante un'udienza del processo Mills: "Ancora una volta riteniamo sia stato precluso il diritto di difesa in quanto non solo è stata falcidiata la lista dei testimoni, ma non ci è neppure consentito di sentire in maniera diretta uno dei pochi testi che abbiamo potuto citare (era l'armatore napoletano Diego Attanasio, ndr.)". Lo stesso Ghedini, in questi mesi, si è più volte lamentato di un "buco" nel codice di procedura: "L'articolo 111 della Costituzione c'è, ma in realtà è come se non ci fosse, perché le difese vengono massacrate nei processi". Detto fatto: ecco l'articolo 190 riveduto e corretto ad uso del premier, pronto per presentare elementi di prova e una lista testi infinita che il giudice dovrà accettare pena l'accusa di ledere irrimediabilmente i diritti della difesa. Egli dovrà limitarsi a verificarne la pertinenza col giudizio in atto, ma le motivazioni sull'ammissibilità o meno dovranno essere assolutamente stringenti. Una pacchia che allontana nel tempo l'incubo di due sentenze che potrebbero mettere in crisi il Berlusconi quater e tutto il suo futuro politico.


da repubblica.it

venitemi a dire ancora una volta che la macchina della giustizia è lenta per colpa dei magistrati  :?$%&: :?$%&:

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