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Topics - martyinthesky89

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Non credo di dover spiegare, non si può razionalizzare la magia del sentimento.




Non ridevo così tanto dal forum dei Giovani Padani. Ringrazio ufficialmente CasaSurace per avermi modificato gli interessi di YT, che hanno "uscito" questo movimento fatato.

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Cogito Ergo Sub / Situazione mediorientale
« il: 7 May 2018, 14:15:23 »
In un thread dedicato, per esempio. O in un thread generico sul medioriente, che pure si potrebbe aprire.


Eravamo orfani di un topic.


Ciò detto, ieri in Libano hanno votato, riporto un articolo del Post più completo di quello che avevo preso inizialmente:
https://www.ilpost.it/2018/05/06/elezioni-libano-hezbollah-hariri/


Citazione
Oggi in Libano ci saranno le prime elezioni parlamentari degli ultimi 9 anni, in una situazione di grandi tensioni interne alimentate tra le altre cose dalla guerra siriana, combattuta al di là del confine orientale. Le crisi del Libano di oggi, comunque, sono parecchie: l’accoglienza di un milione di profughi siriani costretti a lasciare le loro case a causa del conflitto, le tensioni tra gruppi religiosi e forze politiche diverse, la paura dell’inizio di una nuova guerra tra Israele e il gruppo sciita Hezbollah appoggiato dall’Iran, la corruzione dilagante e l’inefficacia dei molti servizi che lo stato non sembra più in grado di offrire. Per dirne un’altra: il Parlamento libanese verrà rinnovato dopo cinque anni dalla scadenza naturale del suo mandato. Nel 2013, quando avrebbe dovuto essere sciolto, i parlamentari libanesi decisero che non c’erano le condizioni ideali per andare al voto. Si rielessero da soli, in pratica.

Non è facile capire com’è fatta la politica in Libano, ma per semplificare si potrebbe sintetizzare così: l’attuale sistema politico libanese è nato dall’Accordo di Taif del 1989, che mise fine a 15 anni di violenta guerra civile. L’accordo prevedeva che il Parlamento fosse composto da 128 seggi, divisi equamente tra musulmani (circa il 45 per cento della popolazione) e cristiani (il 55 per cento). Inoltre, secondo il Patto nazionale del 1943, cioè quello che trasformò il Libano in uno stato multi-confessionale, il presidente deve essere sempre un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita (i sunniti sono il 15 per cento della popolazione libanese) e il presidente del Parlamento un musulmano sciita (22 per cento).

Le cose sono ulteriormente complicate dal fatto che le due principali coalizioni presenti oggi in Parlamento – l’Alleanza dell’8 marzo e l’Alleanza del 14 marzo – non seguono necessariamente linee confessionali. Per esempio il principale partito cristiano del Libano, il Movimento patriottico libero, fondato dall’attuale presidente libanese Michel Aoun, fa parte dell’Alleanza 8 marzo, cioè la coalizione che include Hezbollah, gruppo sciita radicale considerato terroristico da diversi paesi del mondo. Altri partiti cristiani, tra cui le Falangi libanesi, molto attive e responsabili di parecchie violenze durante la guerra civile combattuta tra il 1975 e il 1990, fanno parte invece dell’Alleanza 14 marzo, quella guidata dal Movimento il Futuro, partito conservatore dell’attuale primo ministro sunnita Saad Hariri.

Ma non è finita. Gli stessi rapporti tra i due schieramenti sono piuttosto fluidi. L’attuale governo, entrato in carica nel dicembre 2016 e guidato da Hariri, comprende diversi ministri dell’Alleanza 8 marzo: il ministro dell’Industria e quello dello Sport sono di Hezbollah, mentre i ministri di Finanza, Agricoltura e Sviluppo sono di Amal, altro storico partito sciita libanese. Questa fluidità ha creato spesso tensioni e instabilità nella politica locale.

La presenza di Hezbollah nel governo e in generale l’influenza del gruppo sciita in tutte le istituzioni statali sono state anche alla base dell’ultima grande crisi internazionale che ha coinvolto il Libano: la sparizione temporanea del primo ministro Hariri. Nel novembre dello scorso anno Hariri fece un viaggio improvviso e inaspettato in Arabia Saudita, paese con cui mantiene forti legami politici e d’affari. Dopo essere sparito per qualche giorno – si dice che fosse bloccato contro la sua volontà in uno dei palazzi della famiglia reale saudita – Hariri annunciò le sue dimissioni dall’Arabia Saudita in un’intervista televisiva piuttosto inquietante, provocando sorpresa e costernazione tra i suoi alleati. I sauditi volevano sostituirlo con un altro esponente del suo partito, perché lo accusavano di avere legami troppo stretti con Hezbollah, alleato dell’Iran, che a sua volta è il principale nemico dell’Arabia Saudita. Poi la cosa si risolse – Hariri tornò in Libano e ritirò le dimissioni – ma la crisi mise in evidenza ancora una volta la vulnerabilità della politica libanese di fronte alle influenze esterne, una costante che ha segnato la storia del Libano degli ultimi decenni e che continua a farlo ancora oggi.

Il principale punto di divisione tra l’Alleanza 14 marzo e l’Alleanza 8 marzo, infatti, è la posizione su uno stato straniero: la Siria. La prima si chiama così perché l’8 marzo 2005, meno di un mese dopo l’assassinio dell’allora primo ministro libanese Rafiq Hariri, padre di Saad, fu organizzata una manifestazione a Beirut per ringraziare la Siria per il suo intervento in Libano: secondo i suoi sostenitori la Siria aiutò i libanesi a resistere contro Israele, anch’esso paese occupante negli anni del conflitto, e contribuì a mettere fine alla guerra civile iniziata nel 1975. Il problema è che dopo la pace i soldati siriani non se ne andarono, di fatto occupando il paese per i successivi 15 anni. Si ritirarono solo dopo l’assassinio di Hariri, che secondo molti fu compiuto da Hezbollah su ordine dei siriani, e dopo la cosiddetta “rivoluzione dei cedri”, una serie di manifestazioni anti-siriane. Fu una di queste proteste, quella che si tenne il 14 marzo 2005, a dare il nome alla seconda grande coalizione oggi presente nel Parlamento libanese. Questo intreccio di relazioni e alleanze spiega bene il motivo per cui le elezioni libanesi sono seguite con grande attenzione anche da diversi paesi dell’area, compresi Iran, Arabia Saudita, Israele e Siria.

Il sistema delle due Alleanze, che ha caratterizzato la politica libanese dell’ultimo decennio, potrebbe non sopravvivere alle elezioni di domenica. Nel giugno 2017 il Parlamento ha approvato una nuova legge elettorale che ha introdotto di fatto un sistema proporzionale complicatissimo, che potrebbe frammentare ulteriormente la politica libanese e che sembra essere stato capito da pochi. L’idea dovrebbe essere quella di permettere a più candidati di presentarsi, riducendo il potere dei grandi partiti. Ma è difficile fare previsioni e diversi analisti hanno parlato di imprevedibilità dei risultati.

Va anche aggiunto che la riforma della legge elettorale non è stata accompagnata da altre iniziative che avrebbero rafforzato le possibilità dei partiti più piccoli di guadagnare voti. Per finire in televisione un’ora, per esempio, i candidati hanno dovuto pagare ogni volta decine di migliaia di dollari, una cifra che non tutti si sono potuti permettere. Yahya Chamas, candidato alle elezioni di domenica per un piccolo partito, ha raccontato al New York Times quanto sia stato difficile fare campagna elettorale senza una forza politica grossa alle spalle, in grado di sostenere le spese per cartelloni pubblicitari e spot televisivi.

Nella circoscrizione di Chamas il partito più forte è da sempre Hezbollah, che secondo molti è anche la forza più potente del Libano, nonostante non abbia moltissimi seggi in Parlamento. Hezbollah controlla diversi aspetti della vita politica ed economica libanese, ha una sua televisione e un suo esercito, che viene considerato più forte dello stesso esercito nazionale. «Hanno governato per 30 anni, con la corruzione e senza fornire alcun servizio. Non c’è elettricità, non ci sono strade, non c’è economia. Chi è il responsabile?», ha chiesto retoricamente Chamas al New York Times, riferendosi all’intera classe politica del Libano.

Per queste ragioni, diversi analisti ritengono che sia improbabile che i risultati elettorali rivoluzionino lo scenario politico libanese, nonostante l’introduzione del proporzionale. L’impressione è che il Libano abbia bisogno di qualcosa di diverso da un nuovo governo, qualcosa che cambi i meccanismi settari e clientelari che hanno segnato la politica libanese degli ultimi decenni.

Opinioni? Prese di posizione? Ma soprattutto, previsioni?
Dai primi risultati sembra ci sia un grande successo di Hezbollah, che alla luce anche dei recenti inasprimenti del conflitto fra Israele e Iran (*) dovrebbe far riflettere. Anche sul fatto che magari gli Israeliani sapevano già?  :interello:

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Cogito Ergo Sub / Autonomie regionali
« il: 25 October 2017, 11:53:55 »
Parliamo dei connazionali di Treno e i lumbard che vanno a votare ai referendum.
Che vogliono i 9/10 delle tasse.

Io sarei per ricalcolare tutto il dato e il preso fin dal 1900 con adeguamenti ISTAT da tutte le regioni a tutte le regioni.

E poi parliamo così, in generale, di autonomie.


La  :cerca: l'ho fatta  e non c'era una sembola.

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Cogito Ergo Sub / Le fonti
« il: 27 June 2017, 12:01:20 »
Mi piacerebbe fare una sorta di bibliografia/filmografia/quanto altro utile di sezione, cioè raccogliere in un elenco libri/documentari/articoli/pamphlet o comunque "fonti" interessanti e, allo stesso tempo, dove poter chiedere consigli per potersi aggiornare su argomenti che non si conoscono o sentiamo di non avere chiarissimi.  :zizi: Oppure scrivere e recensire i saggi che stiamo leggendo.

Ad esempio, mi sento di consigliare un testo molto carino, cioè Colorblind di Tim Wise, incentrato sulla falsa vittoria dell'anti razzismo negli USA.



ELENCO



STORIA/POLITICA

Libri- "Armi, acciao e malattie" di Jared Diamond
- "Storia economica dell'Europa pre-industriale" di Carlo Maria Cipolla
- "ANSCHLUSS. L 'annessione: L'unificazione della Germania e il futuro dell'Europa" di Vladimiro Giacché
- "Euro e (o?) democrazia costituzionale. La convivenza impossibile tra costituzione e trattati europei" di Luciano Barra Caracciolo
- "Costituzione italiana contro trattati europei. Il conflitto inevitabile" di Vladimiro Giacché
- "La scomparsa della sinistra in Europa” di Aldo Barba e Massimo Pivetti
- "La variante populista" di Carlo Formenti
- "Apologia della storia" di Bloch
- "Nerone" di Massimo Fini
- "Storia di Roma" di Indro Montanelli
- "Storia d'Italia" (12 o 13 volumi, dalle origini alla fine del 900) di Indro Montanelli con Gervaso e Cervi
- "Storia dell'IRI" autori vari Laterza edizioni.
- "Il califfato e l'Europa" di Franco Cardini
- "Gli stregoni della notizia. Da Kennedy alla guerra in Iraq. Come si fabbrica informazione al servizio dei governi" di Marcello Foà
- "Propaganda - Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia" di Edward Bernays
- "A cosa serve la politica" di Piero Angela
- "Barbari: immigrati, profughi, deportati nell'impero romano" di Alessandro Barbero
- "Il conflitto Israele-Palestina e altri scritti" di Noam Chomsky
- "Storia del popolo americano dal 1492 a oggi" di Zinn
- "La tragedia di un popolo. La rivoluzione russa 1891-1924" di Figes
- Biografie di Lenin, Stalin e Trotsky di Robert Service
Periodici
- "Internazionale"
- "Limes"
- "Aspenia"
Documentari
- Apocalypse: The First World War
- Apocalypse: The Second World War
ECONOMIA
- "Lezioni di economia politica" di Federico Caffè
- "La dignità del lavoro" di Federico Caffè
- "Il tramonto dell'Euro" di Alberto Bagnai
- "Sei lezioni di economia. Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga (e come uscirne)" di Sergio Cesaratto
- "The Big Short: Inside the Doomsday Machine", Lewis, Michael

SCIENZA
Libri
- "La cattiva scienza" B. Goldacre
- "Il grande disegno" S. Hawking 
- "Dal big bang ai buchi neri" S. Hawking
- "L'universo in un guscio di noce" S. Hawking
- "Il dilemma dell´onnivoro" M.Pollan
- "Sette brevi lezioni di fisica" C. Rovelli
- "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" O. Sacks
- "QED,La strana teoria della luce e della materia" R. Feynman (*difficile)
- "Macchine come noi" di Oliviero Stock e Yurij Castelfranchi
- "Le 5 equazioni che hanno cambiato il mondo" di Michael Guillen
- "The Science of Interstellar" Kip Thorn
- "L'enigma dei numeri primi" di Sautoy
- "Mind Time" di Benjamin Libet.
- "La fisica di Star Trek" di Lawrence M. Krauss
- "La fisica dei supereroi", James Kakalios
- "Guida alla Scienza per (quasi) Tutti" di Gribbin
- "La piccola bottega delle curiosità matematiche del professor Stewart" di I. Stewart
Periodici
- "Le scienze" - ed. GEDI L'Espresso

SOCIOLOGIA/PSICOLOGIA
- "Colorblind" di Tim Wise
- "Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza"di Julian Jaynes



FILOSOFIA
- "Godel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante" di Douglas Hofstadter

ARTE
- "Gli occhi della gioconda" di Alberto Angela


SITI INTERNET
- Chernobyl 30 anni dopo- diario di viaggio
http://goofynomics.blogspot.it/
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/
http://orizzonte48.blogspot.it/
http://politicaeconomiablog.blogspot.it/
http://www.valigiablu.it/
http://www.vincitorievinti.com/
http://vocidallestero.it/

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Stamani ho trovato un fringuellino. Ho aspettato un po' perché la (presumo) madre e altri due uccelli stava cercando di dargli da mangiare, poi è iniziato a diluviare e se ne sono andati, quindi l'ho tirato su prima che affoganesse nella zanella e me lo sono portato a casa.

Dal civaio mi hanno dato vermi secchi e della roba bianca (gnummy) e di farlo mangiare ogni ora/mezz'ora.


Lui per ora non è per nulla impaurito e sembra tranquillo (mi saltella addosso e quanto altro, mentre i passerotti raccolti precedentemente erano terrorizzati), in ogni caso ho pianificato per verso le tre se non mangia adeguatamente di provare a riportarlo sotto l'albero (ammesso che non piova forte).

Però sono terrorizzata: al mio migliore amico sono già morti due stornini e a me negli anni due passerotti. :nu:

Avete suggerimenti?  :interello:

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Cogito Ergo Sub / Lo Zibaldone
« il: 2 December 2016, 15:03:57 »
Creo questo Topic per dare rifugio a tutti i piccoli OT di Cogito Ergo Sub destinati altrimenti a morire di inedia.

Finché chiusura non ci separi.

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Cogito Ergo Sub / Il Fatto Quotidiano (& la censura.)
« il: 12 January 2016, 21:41:28 »
Visto che l'estrazione di un dente pregiudizioso mi regala un po' di tempo libero ( :interello:), volevo lanciare un argomento che mi ha fatto girare non poco i cacabissi: cioè il modo meschino e totalitarista con cui http://www.ilfattoquotidiano.it/ gestisce la censura dei  commenti(i vostri uomini aggiornati, nuovi di fuori e vecchi di dentro! cit.) !

La piattaforma su cui si appoggiano è @Disqus e avendo io un account&l'app, avevo iniziato a commentare di tanto in tanto.
Quasi subito noto fatti strani: mi vengono rimossi commenti educati ed in tema ancora prima della pubblicazione. Tanto ero stranita (essendo tra l'altro il sito ovviamente pieno di sostenitori del M5S e quindi pieno anche di soggetti autoinsignitisi del titolo di "geni assoluti e persone di cultura" che si prendono la libertà di insultare chiunque e in qualunque modo), che lì per lì pensavo che ci fosse qualche sistema di censura automatica se il post conteneva determinate parole/caratteri. Inizio quindi a modificare il post cercando di eludere la presunta censura automatica: niente.  :look:
Lascio perdere.

Mi succede di nuovo, di nuovo e di nuovo. Chiedo spiegazioni e il commento non passa.
Poi inizio a notare che non mi succede MAI quando commento circa la politica estera o la musica o il calcio, ma puntualmente quando commento la politica interna, anzi: tanto più curato e intelligente è il mio commento, tante meno possibilità ha di passare.

Caso palese: Questione Buona-Scuola, argomento principale le rivolte dei professori del Sud Italia che si vedevano costretti a spostarsi, con tanto di intervista strappalacrime ad una donna trasferita, strappata alle sue due povere bambine (ultraventicinquenni).

Commento in modo piuttosto prosaico e sintetico e il commento mi passa (in particolare mi pare scrissi che se anche solo un laureato in lettere su dieci in Sicilia avesse diritto ad un posto di professore, ci sarebbe da insegnare Dante anche nelle aie e ai pesci -che fra l'altro è una semiquote di una giovane professoressa del mio liceo, siciliana apputno).
Poi un altro utente mi risponde e ne nasce un battibecco: per mettere fine mi impegno e argomento bene la mia opinione in un lungo post, in cui non solo espongo meglio il mio punto di vista, ma metto in campo anche parzialmente la mia (ahimè lacrimevole  :asd:) storia personale.
Indovinate? Censurato.

Ho scritto spesso anche in questa sezione: non sono una fascista né una berlusconiana né una facinorosa né una leghista (ma poi anche se lo fossi)... ma di sicuro non voto, né mi piace, né mi rispecchio nel M5S. Quindi di politica interna, sul giornale libertario per definizione, così come gli piace dipingersi, non ho diritto di scrivere.

Sinceramente non mi era mai capitato altrove.

Ovviamente sono pronta a screenshottare tutto, se si vogliono prove provate!


Vabbè, avevo voglia di scrivere quanto mi fanno cacare in un posto davvero gggiovane e libertario.  :pirurì:



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Libri & Fumetti / [Saga] Hunger Games - Suzanne Collins (2008-2010)
« il: 26 September 2013, 16:15:40 »
La fortunata trilogia ad ambientazione post apocalittica di Suzanne Collins composta da Hunger Games, Catching Fire -in italiano "Ragazza di fuoco"- e Mockingjay -"Il canto della rivolta"-.

Quel che rimane del mondo è Panem, un territorio diviso in 12 distretti amministrativi sotto il controllo di una capitale (molto fantasiosamente denominata The Capitol). 74 anni prima dell'inizio della saga i 13 distretti si ribellarono alla capitale, durante quelli che verranno poi chiamati i Giorni Bui. A seguito di questi eventi Capitol, una volta sedata i disordini e distrutto il distretto 13, reo di aver dato il via alle rivolte, decide che in ciascuno dei 12 distretti rimasti, a eterna memoria di quello che è successo, verranno estratti a sorte due ragazzi di sesso diverso dai 12 ai 18 anni che dovranno partecipare agli Hunger Games, i giochi della fame. Durante gli Hunger Games i 24 "tributi" vengono portati in un'arena appositamente costruita, diversa ogni anno, dove diventano i protagonisti del più cruento reality show mai visto: devono infatti, sotto gli occhi dell'intera nazione, uccidersi l'un con l'altro finché uno solo rimarrà in piedi e potrà tornare a casa coperto di gloria (e ogni tipo di comfort).

Protagonista della saga è Katniss Everdeen, che si offre volontaria come tributo del Distretto 12 per la 74esima edizione dei Giochi per salvare la sorellina dodicenne.



Fatto il mio dovere di apritrice ordinata di topic (  :rofl: )..





@Asialea
(clicca per mostrare/nascondere)

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