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Post - capitanmicio

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Le storie di ogni personaggio sembrano slegate, ma penso che in realtà ci sia un filo conduttore: l'incapacità di affrontare il dolore improvviso e andare avanti, il continuo aggrapparsi a una vita che potrebbe riprendere con un eventuale ritorno degli scomparsi e tutto ciò che ne consegue, ma soprattutto la paura di avventurarsi in un futuro incerto che nessuno aveva osato prevedere. Naturalmente permane il dubbio che l'evento della sparizione possa in qualche modo ripetersi o risolversi con la peggiore delle angosce.

Ogni personaggio, alla fine, sta mostrando segni di squilibrio mentale.

Ora è tempo di cominciare a dare qualche risposta da parte degli sceneggiatori perché non si può buttare carne al fuoco all'infinito:
  • Cos'è la giostra di Brandeburgo e perché è citata in diversi episodi?
  • Perché il cane di uno degli scomparsi è tornato dopo tre anni?
  • Perché i cani sono diventati feroci e ostili e cos'è che Dean vuole mostrare a Kevin Jr.?
  • Gladys si è offerta di sacrificarsi in nome della causa dei Guilty Remnants o Mapleton è diventata la città dei lapidatori?
  • Laurie è stata soggiogata dalla setta o ha voltato le spalle al marito e ai figli di sua sponte?
  • Wayne riesce davvero a liberare le persone dalle proprie afflizioni, o è solo un abile manipolatore che ingravida le giovinette asiatiche?
  • Ma i gemelli Carver non potevano starsene a fare i lupi mannari in Teen Wolf?

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come ho scritto nel 3ad generale, vanno bene tutte le opinioni e tutte le "spiegazioni" o non "spiegazioni" ma secondo ME non funziona, punto. Ma quale viaggio interiore sentite (a chi piace) con dei testi assurdi? Ma li leggete/sentite o guardate solo le immagini?
Quale persona, in uno stato di forte stress emotivo e tensione nervosa, parla dei massimi sistemi? La logica è una delle prime cose che va a forsi benedire in situazioni di smarrimento e di paura.

Cazzo, culo, stronza, fuck fuck,
Non ti è mai capitato di usare parolacce quando c'è qualcosa che ti fa arrabbiare o sei sotto stress?

una puntata sul bambolotto: LUI prima se ne fotte, poi lo cerca, poi lo butta!....ma come DELINEI un personaggio uno stato d'animo se dicono solo "stronzate" ?
Stanno cercando di dare una parvenza di normalità alle loro vite sconvolte, di ripartire con ciò che li rendeva sicuri e felici (anche se si tratta di una festa consumista) e non vogliono che ci sia qualcosa che possa intromettersi. Il bambolotto, vestito da Gesù, è la metafora della nascita, di qualcosa di nuovo e felice che è arrivato ma, trattandosi di un bambolotto, è anche il simbolo di qualcosa di finto, uguale a se stesso e quindi senza importanza. Quel bambolotto simboleggia un contrasto tra ciò che è rimasto e ciò che si rivorrebbe indietro.

La moglie non parla. Prima butta l'accendino con l'unica persona "normale" di testa (e con cui condivide qualche segreto) e poi lo cerca di riprendere....mah...e ovviamente NON PARLA.
La moglie fa parte di una setta che vieta (o scoraggia fortemente) l'uso della parola. L'accendino simboleggia il contrasto tra il legame con la figlia e la setta che le impone di rinunciare alla sua vita precedente. La scena dell'accendino nel tombino indica che lei vuole tornare alla sua vita, ai suoi legami, ma c'è un ostacolo (conseguenza delle sue scelte sbagliate) che le impedisce di afferrare ciò che sembra a portata di mano.

Il figlio non lo chiama per settimane (anche se non è suo figlio) , lui è il capo della polizia e se ne fotte nonostante la compagnia gli dice "NUMERO INESISTENTE".
Il figlio se n'è andato di casa e la moglie si è unita a una setta. Penso che mettere la pressione addosso a un ragazzo arrabbiato e confuso possa allontanarlo ancora di più. Probabilmente nel prossimo episodio si metterà a cercare il figlio. Ricorda che la serie è ancora in corso.

Lui non dice nulla e la figlia fa che cavolo vuole.
Si è preso una scazzottata cercando di convincere la moglie a tornare. Il rapporto con la figlia è teso perché lei è un'adolescente arrabbiata e frustrata dopo che ha vissuto due drammi familiari.

Il sindaco dice solo stronzate.
Un conto è amministrare un piccolo comune, un altro conto è mantenere un equilibrio in mezzo a tutti i casini creati dalle teste calde che abbondano in città.

Le due adolescenti dicono e fanno solo stronzate.
Ne riparliamo il giorno che avrai una figlia della sua età con la madre che se n'è andata a vivere in una setta e il fratello sperduto chissà dove.

Quale stati d'animo? quale "profondità d'autore" vedete? Ma quali testi? Quali riflessioni mi dovrebbe scatenare?
Non so quali aspettative nutrissi, ma se ti fermi a guardare con più attenzione, noterai cose che sfuggono a una prima occhiata.

3
Oltretutto si comportano tutti in maniera assurda, ok sono scomparse delle persone ma è davvero così sconvolgente? Forse gli sceneggiatori non se ne sono accorti ma non siamo immortali, la gente muore e quindi sparisce ogni giorno, sono traumi naturali che si superano
Immagina questo: all'improvviso, per ragioni che nessuno è riuscito a spiegare o comunque basate su convinzioni religiose-filosofiche-fantastiche, le persone che hanno un significato nella tua vita svaniscono davanti ai tuoi occhi. Sono tutti morti? Sono tutti vivi? Stanno bene? Soffrono? Dove sono finiti? Torneranno? Quando torneranno? Com'è possibile che una parte dell'umanità si smaterializzi nel nulla e nessuno sappia spiegarlo? Tu parti dal presupposto che siano morti quando in realtà nessuno ha capito cosa sia successo e se possa accadere di nuovo. Sono il dubbio, la frustrazione, il senso d'impotenza e di desolazione a farti impazzire.

Ok in questo caso la sparizione ha un che di innaturale e misterioso ma cosa cambia? La sofferenza é la stessa di quando un parente ti sparisce perché muore, ma non per questo la gente diventa tutta pazza
La morte di una persona è un percorso naturale e alla fine te ne fai una ragione. Quando 140 milioni di persone scompaiono all'improvviso, senza sapere perché e senza sapere se sono vivi, se stanno bene e dove sono, finisci a vivere nello sconforto più totale. Prova a chiedere ai genitori con un figlio sparito nel nulla se sono riusciti a farsene una ragione e in quali condizioni sono andate avanti.

Poi gli idioti bianchi sono davvero insensati... Se davvero non hai più voglia di vivere ti suicidi, non ti costringi a vivere una vita senza senso
È una setta. Tutte le sette partono da presupposti insensati e agiscono in modi incomprensibili.

Oltretutto sono tutte storie per niente credibili, come fa una donna con un marito e due figli a decidere di abbandonare la propria famiglia così senza motivo?
Nella piccola cittadina dove vivo io una donna ha abbandonato marito e figli piccoli per andare a vivere con un ubriacone sciroccato che si procura da vivere con le elemosine. Quindi sì, la storia è credibile.

Potrei capire persone che hanno perso tutto ma così ha ancora meno senso
Che senso ha per quella donna di cui sopra abbandonare marito, figli e una vita tranquilla per andare a vivere con un ubriacone che in diverse occasioni la malmena in pubblico e ogni volta devono intervenire i carabinieri?

Boh fa davvero tutto schifo, non riesco a trovare nulla di interessante, credo sia la prima serie in assoluto a raggiungere un livello inferiore alle fiction di Canale 5
Ottima analisi e buona visione con Elisa di Rivombrosa, anzi no, Don Matteo.

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Le storie dei personaggi e la trama, almeno finora, non sono ancora del tutto chiare, ma il quadro che si sta delineando non lascia presagire alcun tipo di happy ending.

Dopo la "rapture" del 14 ottobre, abbiamo assistito alla completa disgregazione della società, della salubrità mentale ed emotiva di molti individui, e alla progressiva negativizzazione dei rapporti umani. Penso che concetti così complessi non possano essere spiegati in mezza puntata e debbano essere osservati attentamente per essere capiti.

I Guilty Remnants applicano una forma distorta di stoicismo che tende a virare al nichilismo. Hanno il complesso messianico di salvare gli altri "aiutandoli" ad abbandonare ogni emozione, ogni legame affettivo, ad annullare tutto il passato e il presente per non dover affrontare di nuovo il dolore di un distacco inspiegabile e forse perché le cose non hanno senso (fumano ossessivamente perché la vita non ha senso e quindi non ha senso preoccuparsi per la vita). Il vestito bianco, oltre alla completa spersonalizzazione dell'individuo, indica anche che non c'è niente, solo un immenso vuoto dentro e intorno a ognuno.

Wayne è uno psicopatico che, dopo aver perso il figlio, ha fondato una setta. Si autofinanzia "liberando" le persone dai tormenti e, nel tempo libero, lecca i cadaveri, ingravida le adolescenti stupide e lascia che un suo seguace protegga la giovane asiatica che porta in grembo suo figlio. Lo scopo della setta sembra, in apparenza, arricchirsi sulle sofferenze altrui.

I loved ones sono delle autentiche riproduzioni in plastica delle persone scomparse alle quali finalmente si potrà celebrare un funerale e andare avanti con la propria vita. Si parte dal presupposto che gli scomparsi siano tutti morti (spiegazione più plausibile del "non lo so" che abbiamo visto nel Pilot).

La religione non ricopre più alcun ruolo nella società: la statua di Gesù bambino viene rubata e a nessuno interessa, se non come elemento decorativo in una festa di paese. Gli abitanti di Mapleton mostrano una certa apatia quando Kevin annuncia di aver ritrovato il bambinello. Gli amici di Jill defecano sulla statua di Gesù come ad indicare che il cristianesimo e i suoi simboli sono solo stronzate e Kevin scaglia dal finestrino baby Jesus nel tentativo di liberarsi di un simbolo che annuncia un giorno che in realtà non ha nessun messaggio buono da portare. Solo Jill, nei suoi continui turbamenti da adolescente stronza, nutre ancora speranza nella natività, rifiutandosi di bruciare Gesù e regalando un accendino alla madre.

Tom ha capito che non troverà la sua strada con Wayne e vuole tornare a casa, ma ormai è in balia del potere che il guru esercita su di lui. Questo suo ondivagare (vado o resto?) porterà sicuramente guai a profusione.

Laurie è ancora aggrappata alla vita che conduceva prima di diventare una GR. Chiede il divorzio al marito perché sa che la sua condotta ha portato solo frustrazioni e sofferenze e tenta disperatamente di ricongiungersi con la figlia cercando di recuperare l'accendino che aveva buttato nel tombino. È probabile che le sue azioni future porteranno scompiglio nella setta e nella vita del marito.

The Leftovers è molto diversa dalle altre serie tv perché scava nel torbido, nell'insensatezza di vite disperate che non riescono (o faticano) a ripartire e mostra con crudo realismo quel senso di fastidio e distacco che si prova dal continuo vivere nella frustrazione e nell'incertezza.

Voto: 8

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The Leftovers / Re: The Leftovers [HBO] (Supernatural/Drama)
« il: 14 July 2014, 15:59:35 »
Lindelof ha detto che ci sarà un finale di stagione che spaccherà il pubblico.
L'importante è arrivare a un finale che concluda tutta la serie e non lasciare le cose in sospeso com'è successo con altre serie di successo ingiustamente cancellate.

(clicca per mostrare/nascondere)
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The Walking Dead / Re: [Commenti] The Walking Dead 4x11 - Claimed
« il: 27 February 2014, 15:31:32 »
Solo due parole per dire il leitmotiv di queste puntate post-carcere: tendenzialmente non succede niente, però sicuramente meglio che stare tutti li a coltivare pomodori. Almeno ogni tanto passa qualche psicopatico che movimenta la giornata al gruppetto di puntata.
Quando il mondo crolla intorno a te, quando tu sei diventato il cibo di qualcun altro, quando rimani solo al mondo con uno stuolo di psicopatici a farti visita ogni tanto e quando c'è quella cosa che all'improvviso potrebbe trasformare te o gli altri sopravvissuti, te ne stai bello quatto quatto a non fare niente per evitare che anche un soffio di vento possa causare altre catastrofi. So che a livello cinematografico è di una noia incommesurabile, ma è ciò che più ci si aspetta ragionevolmente da un gruppo di sopravvissuti.

Insomma puntate da guardare senza pensare troppo.
Io la vedo più come persone di un gruppo ormai separato che devono abituarsi a cavarsela da soli e affrontare difficoltà ancora maggiori, commettendo purtroppo errori e stupidaggini inevitabili, come ad esempio recarsi al rifugio. "Sanctuary for all": siamo davvero sicuri che si tratti di un rifugio per tutti invece che una trappola mortale?

Ah, tranne il tizio che dovrebbe sapere perchè è cominciata l'epidemia, anche se non me ricordo se sa anche come fermarla, non è detto che le cose siano correlate.
I compari di viaggio hanno detto che si chiama Eugene Porter. Esatto, Eugene sembra essere al corrente di com'è cominciato tutto e di voler andare a Washington per aiutare altri scienziati. Tuttavia, non sembra aver lasciato intendere di sapere anche come fermare l'inferno.

Potrebbe essere semplicemente un gran paraculo che non sa un cazzo e abbindola l'omone stile village people per farsi parare il culo in questo mondo di merda. Mica scemo.
I presupposti per pensarlo ci sono. Eugene fa troppo il misterioso e non vuole condividere un'informazione che, considerata la situazione in cui versa il mondo, potrebbe morire con lui da un momento all'altro. Ha un telefono satellitare attraverso il quale comunica con i cervelloni di Washington (Come fa a ricaricarlo? È sempre collegato all'accendisigari del camion?), ma non sembra aver detto nulla neanche a loro. Troppi misteri e una maldestrezza a bucherellare il serbatoio di benzina che capitano al momento giusto e che lasciano presuppore un fine machiavellico.

Ad ogni modo, Eugene sembra essere affetto dalla sindrome di Asperger considerando la postura, la scarsa emotività e il modo di esprimersi ("Totale stato di panico e incapacità di usare armi automatiche", sembra più la frase di un automa che la risposta di un uomo appena scampato alla morte). Dal momento che gli aspergeriani tendono a essere molto intelligenti, potrebbe averne approfittato per crearsi un'opportunità di sopravvivenza in un mondo in cui sarebbe incapace anche a raccogliere e sbucciare un'arancia.

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The Walking Dead / Re: [Commenti] The Walking Dead 4x11 - Claimed
« il: 26 February 2014, 17:00:46 »
Il cambio di troppi sceneggiatori fa male a qualunque serie tv!

Sembra evidente che stiano cercando di fare un reboot di tutta la storia per allinearla con l'idea che il nuovo team di sceneggiatura ha in mente. Da un lato può essere un bene perché così possiamo soffermarci e tentare di comprendere la psiche dei vari personaggi, dall'altro un male perché significa buttare via tutto quello che c'è stato e lasciare incoerenze narrative e plot hole sparpagliati qua e là.

I walker sono attratti principalmente dai rumori e dalle cose in movimento. I palloncini al vento potrebbero in qualche modo aver attirato la loro attenzione famelica.

Tara si segna le strade per capire da dove sono partiti ed eventualmente tornare indietro se le cose vanno storte, visto che Abraham, Rosita e Eugene sono degli sconosciuti e non sono dei gran parlatori.

Glenn è perfettamente coerente: stava cercando di costruire una famiglia e una parvenza di normalità con la moglie e ora si vede strappare tutto quanto. Il dolore per una notizia catastrofica (Glenn non sa che Maggie è viva) si manifesta in 5 fasi e la prima è la negazione. Glenn rifiuta l'idea che Maggie possa essere morta e va a cercarla.

D'accordo che l'area è disabitata, d'accordo che le case abbandonate sono tirate a lucido e sempre piene di provviste e junk food, ma mettere solo un divano davanti al portoncino quando le finestre sul porticato sembrano dei lucernari, è davvero un invito a calamitarsi i guai. Rick, sul serio, ha più culo che anima. Gli amici balordi sono dei semplici ubriaconi che vanno a saccheggiare di casa in casa senza uno scopo (e certa gente sopravvive anche alle apocalissi).

Eugene afferma di essere un scienzato che ha trovato una spiegazione all'apocalisse. Eugene non vuole condividere l'informazione pur sapendo che nemmeno la sua sopravvivenza è garantita. Eugene vuole andare a Washington per usare le sue informazioni. Eugene ha però perso il contatto radio con quelli di Washington due settimane fa. Eugene spara a cazzo di cane e fa una smorfia soddisfatta quando buca il serbatoio del camion. Penso che Eugene stia nascondendo qualcosa e quel "I'm smarter than you" non sia un frase insensata detta a caso.

Michonne finalmente non è più la tipa incazzata che manovra la katana e inizia a stabilire un legame con chi le sta intorno. Carl è un adolescente incazzato che sta crescendo in un mondo barbarico. In quale altro modo dovrebbe comportarsi?

"Sanctuary for all": la storia mi puzza. Quanto è grande questo rifugio? In che modo è difeso? Quante persone ci vivono? Come stanno messi a provviste? E se tra gli "all" arrivassero dei pazzi malintenzionati, tipo il Governatore? Io ci vedo la prossima fonte di guai, altro che santuario!

L'episodio è stato di transizione, portando comunque avanti gli eventi di un gruppo che si è separato dolorosamente e che cerca di ritrovare la propria strada, che alla fine rimane segnata e sempre la stessa (la ferrovia, come l'unico percorso da seguire e dai cui binari non ci può allontanare, è una metafora che trovo piacevole).

Ora però gli sceneggiatori dovranno riuscire a incastrare il discorso di Jenner al CDC (non sappiamo cosa sia, siamo tutti infetti e non c'è una cura) con le dichiarazioni di "smart" Eugene sull'apocalisse zombie.

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Teen Wolf / Re: [commenti] Teen Wolf - 3x18 - Riddled
« il: 12 February 2014, 15:12:57 »
Allora:

-Non capisco come stiles sia arrivato alla buca ne come lydia possa aver sbagliato.
Sonnambulismo e risveglio, anche se piuttosto mischiati tra loro. Lydia aveva visto giusto, ma Stiles nel frattempo si è spostato.

Inoltre:

-Usare il "vecchio" metodo new age rintracciando il cellulare?(troppo difficile!) Oppure se lui avesse usato il GPS?
Il GPS è impreciso nei luoghi chiusi e pertanto restituisce un'area piuttosto vasta legata all'ultimo segnale ricevuto dal satellite. La triangolazione delle celle non sempre è immediata. Considerando che Stiles indossava un pigiama, era scalzo ed era la notte più fredda dell'anno, non potevano rischiare che gli venisse l'ipotermia visto che era scomparso da un po'.

Papà scott si riscatta, almeno in parte. Stiles "scappa" e non viene notato da nessuno,
Almeno sappiamo che Rafael McCall ha dei trascorsi alcolici che potrebbero aver compromesso i rapporti con la famiglia. Nell'ospedale c'è uno sbalzo di corrente e subito dopo il fuggi-fuggi. Nella confusione Stiles non viene notato.

ha un incontro con mamma giapponese(e si scopre "cattiva") e i nemici "ombre" adesso(impotenti) verranno sostituiti dalla giapponesina(boh)...
La madre di Kira è anch'essa una kitsune che ha trasmesso la sovrannaturalità alla figlia. Secondo la mitologia giapponese le kitsune sono spiriti protettori che aumentano i poteri con il passare degli anni e il risveglio del nemeton l'ha condotta a Beacon Hills pensando che anche il nogitsune si sarebbe fatto vivo. Non sappiamo ancora se Kira sarà la chiave per scacciare il nogitsune.

P(oi spiegatemi come una persona potrebbe indossare cuffie(oppure ascoltare musica) quando stai facendo una risonanza: impossibile, watson!
Parlo per esperienza diretta: durante la risonanza ti dicono d'indossare tappi per le orecchie e, a richiesta, delle cuffie insonorizzate in aggiunta.

...E inoltre, potevano notarlo subito il filo della corrente mezzo rotto.
Un cavo parzialmente danneggiato sul tetto di una gabbia che si trova sul tetto di un ospedale? Non è la prima cosa cui vai a pensare e nemmeno il primo posto in cui vai a vedere. Scott e Derek hanno fiutato l'odore di Stiles e sono arrivati sul tetto e poi alla gabbia. Il cavo finisce di rompersi nel momento del sovraccarico.

La parte shiisac(allison+isaac) mi ha intrigato ma, meh: Cioè, t'hanno introdotto nel cellulare messaggi riguardante un falso mito bellico? Tutto qui?
Allison aveva le allucinazioni dopo l'esperienza near-death con il nemeton e in alcuni episodi si è ritrovata quasi a uccidere i suoi amici perché in preda alle visioni. Penso che in qualche modo il nogitsune riesca/riuscisse a controllare anche le sue azioni e le frasi giapponesi mi ricordano il giapponese posseduto dal nogitsune durante il flashback di Chris Argent.

E poi mamma volpe(mamma della giapponesina, per intenderci) che dice che i suoi amici sono al sicuro(includendo, sottintendo io, anche lui, che aveva appena stipulato il suo debito con l'ombra. (tra parentesi, qualche indovinello l'ho imparato, non li conoscevo tutti  :riot: )
Non penso che sia ancora della stessa opinione ora che il nogitsune si è manifestato.

E poi: che ci faceva la sua auto lì(vicino alla clinica), quando poi è stato ritrovato altrove?
Sonnambulismo e tentativo di riuscire a controllare l'entità, seminando indizi qua e là.

Comunque sia babbo stiles non deve preoccuparsi: questo è un altro stramboide che non può morire perchè a quanto pare in teen wolf muore solo il "cattivo" di turno oppure non si sa più nulla(deucalion? Peter? Dove siete?)....
La morte di Stiles sarebbe difficile da digerire per i fan, ma sembra essere la direzione verso cui sta andando la serie. Se il nogitsune potrà essere esorcizzato, l'unico modo per fermare la demenza frontotemporale di Stiles è la trasformazione in lupo mannaro. Peter era con Derek in Sud America e lì potrebbe essere successo qualcosa. Deucalion è adesso un omega che è stato cacciato via da Beacon Hills.

E poi è diventato il "cattivo"(con quel nome impronunciabile) tramite un featuring con "naruto"?(ergo: naruto versione volpe, anche naruto non è male come sostitutivo della cinesina o volpe)..
Deaton aveva avvisato i ragazzi che l'oscurità avrebbe potuto travolgerli. E' probabile che il nogitsune stesse analizzando, e in qualche modo condizionando, tutti quanti per stabilire chi possedere alla fine.

Il punto è che per quanto possa essere polemico, la serie prende, Ma sta prendendo un andamento molto rischioso: tramutarla in un thriller con un bel po' di dubbi.
Gli attori si avvicinano tutti ai 25 anni di età e il loro aspetto fisico tradirebbe l'adolescenzialità dei personaggi. La serie deve "maturare" per forza, anche per non essere troppo statica nella trama.

Spero di essere contraddetto tramite un commento che confuti i miei ragionamenti, ma io vedo sempre meglio TW come la prima stagione: una normale(e non pretenziosa) serie televisiva per ragazzi.
E, come tutti i ragazzi, dopo tre anni mostra segni di stare diventando adulta.

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Teen Wolf / Re: [commenti] Teen Wolf - 3x17 - Silverfinger
« il: 8 February 2014, 18:21:56 »
Mi viene in mente l'episodio S03E12 nel quale Deaton avverte dei pericoli che implica la tecnica di quasi-morte per trovare il Nemeton e salvare i prigionieri: "le vostre vite saranno circondate dall'oscurità" e ora penso che il discorso fosse anche metaforico. Il druido ha già dimostrato di sapere molte cose (e dirne pochissime) e potrebbe rivelarsi una tessera importante per risolvere il puzzle della questione del nuovo bad guy.

Nell'episodio S03E13 Stiles ha degli incubi particolarmente vividi che si riallacciano con questo episodio. In uno di essi la versione onirica di Lydia lo esorta a non aprire la porta della camera da letto. Che sia stata l'apertura di quella porta a permettere al nogitsune di entrare nel corpo di Stiles? Oppure Stiles è stato da sempre un nogitsune ma allo stato dormiente e l'arrivo della kitsune di fuoco e degli Oni lo hanno risvegliato? (Nella mitologia giapponese un umano posseduto da un nogitsune può trasmettere la possessione ai figli e ai familiari e i magari i sintomi di Claudia potrebbero esserne una manifestazione.)

Se le rivelazioni del tizio giapponese sono vere, Stiles deve morire, ma potrebbe trattarsi anche di una morte metaforica e quindi non essere più lo stesso Stiles che conosciamo (Scott lo morderà per salvarlo e diventerà il primo vero beta del suo branco?).

Voglio anch'io un arsenale cazzuto come quello della famiglia Argent ed Isaac è stato abbastanza divertente quando ha detto "anche loro hanno un lupo".

Rafael McCall vuole rovinare la vita allo sceriffo Stilinski (e viene prima turlupinato e poi sfidato da Stiles), pensa di fare il padre dopo anni di assenza (e per poco Scott non lo sbrana), torna per fare una cazziata al figlio e, oltre a essere respinto e accusato di non aver diritto ad avere le chiavi di casa, si ritrova trafitto da un uomo ombra in una casa piena di lupi mannari. Melissa, con stoico aplomb, lo rimprovera di essersi fatto vivo nel momento sbagliato mentre gli tampona l'emorragia. Non potendo fingere sul taglio di una spada che lo ha lasciato semi-morente, presumo che verrà messo al corrente di non essere più il capobranco della famiglia (sperando che da adesso sia meno stronzo del solito).

Derek appare pochi istanti e al momento giusto, strigliando tra l'altro i gemelli in cerca di un branco e cercando di capire fino a che punto considerarli affidabili. Al momento il suo ruolo resta piuttosto marginale ma comunque offre spunti per la trama (cosa ha visto nella visione indotta dallo zio Peter e perché lo guarda poi in modo strano?). A quanti si chiedono (ancora) perché Derek Hale/Tyler Hoechlin appare così poco è perché nel 2012 stava recitando per il film Melvin Smarty e quindi non riusciva a stare più di tanto anche sul set mannaro.

Trovo ben fatto il lavoro dello sceneggiatore Jeff Davis. Finora abbiamo mitologia celtica, sudamericana e giapponese nella stessa serie e ben miscelate tra loro.

Mai avrei pensato che una serie tv che avesse la parola "adolescente" (teen) nel titolo, potesse in realtà rivelarsi un buon thriller da tenermi incollato 40 minuti che passano sempre troppo in fretta (segno che la trama è ben fatta e molto convincente).

Adesso vado a vedermi The Following per chiudermi lo stomaco e perché un'accozzaglia di insulsaggini nonsense è quello che ci vuole in una brutta giornata di pioggia.

10
Io ho un'altra chiave di lettura: decadenza e perdita della ragione.

In AHS Coven la società delle streghe è mostrata in tutta la sua pochezza: le donne della congrega sono troppe egocentriche e competitive per pensare al bene comune. Nessuna di loro ha il minimo senso di organizzazione e di pianificazione perché "siamo streghe e possiamo fare le magie". Si lasciano sopraffare da una suprema che diventa prevedibile e al contempo è delirante e assassina, resuscitano un serial killer con la mannaia, ospitano un maggiordomo in baby-doll che gioca con le bambole, umiliano Misery non deve morire Delphine LaLaurie per ingannare la noia, fanno entrare in casa la loro acerrima nemica che, tra le altre cose, si è fatta uccidere le consorelle da un cacciatore di streghe con il quale aveva stretto un patto scellerato. Aggiungiamo a tutto questo scene quotidiane di cattiveria nonsense (la cattiveria, in molti casi, tende a essere fine a se stessa) e ottieniamo il preludio alla conclusione di tutto ciò che le nostre streghe (non) hanno seminato.

Ryan Murphy comunque è confusionario.

11
È la prima volta che mi sono addormentato guardando AHS (non mi era successo nemmeno con quello stucchevole family drama di Terranova). Ad un certo punto mi sembrava di vedere l'illogicità narrativa di Glee quando Stevie Nicks sedeva al piano e cantava.

Le attrici sono brave, non c'è dubbio, ma la trama ormai si è persa per i campi del Tennessee. Siamo al 10° episodio e non si sa ancora se alla fine vanno a parare da qualche parte: i cacciatori di streghe vogliono ammazzarle tutte e loro si scannano a chi deterrà lo scettro di suprema, i nuovi vicini di casa sono stati messi lì a caso e allo stesso modo sono stati tolti, Fiona è una stronza disperata e nessuna che si muove concretamente almeno per tenerla a bada, Madame LaLaurie ha letteralmente perso la testa e non si sa che fine abbia fatto.

Ok, ci sono le sette meraviglie. Ci sarà una nuova suprema, e poi? Tutto il resto è noia?

A meno che tutta la stagione non si concluda con il racconto di come una congrega sgangherata finisca per essere la rovina delle sue adepte. E a questo punto cacciatori di streghe, concorrenza voodoo, invasati biblici e contorni vari non sono stati altro che un pretesto per allungare una brodaglia che si preannunciava insipida già dal primo sorso.

Questa stagione non mi sta piacendo, non è all'altezza delle prime due (che pure avevano le loro pecche qua e là).

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The Walking Dead / Re: [Commenti] The Walking Dead 4x07 - Dead Weight
« il: 26 November 2013, 16:21:34 »
Bisogna mettere in conto che la storia sia raccontata in modo diverso ogni volta che si cambia showrunner. Certe volte può essere un bene, altre volte è controproducente. Gimple sta dimostrando di essere un bravo narratore intimista ma non è ancora riuscito a mostrare le sue intenzioni per far evolvere la storia e questo, arrivati quasi a metà stagione, è una nota di demerito.

Ora voglio raccontare la mia sull'episodio e la stagione più in generale.

Il governatore è un soggetto malato e ritengo che soffra di disturbo ossessivo-compulsivo e probabilmente schizofrenia. Le sue azioni, passate e attuali, dimostrano come la sua folle routine sia andata distrutta, di come abbia attraversato la tipica fase di depressione e conseguente spersonalizzazione degli ossessi ai quali vengono stravolte le loro turbe. La bambina Megan, in realtà un surrogato della baby-zombie ingabbiata che si è vista nella scorsa stagione, ha costituito la chance di riconquistare tutte le ossessioni che spingevano le sue azioni e di esacerbare i suoi deliri per non lasciarseli sfuggire ancora una volta. Oltre a ciò, il governatore mostra una totale assenza di empatia se non verso se stesso e i suoi obiettivi e lo ha dimostrato affermando che non si pone il dilemma del giusto/sbagliato. Il suo unico scopo di vita è farla pagare a Rick e Michonne, ma sa anche di essere solo e debole, e perciò ha bisogno di conquistare forza e potere con l'inganno e la violenza. L'accampamento, il carro armato, gli armamenti e la presa di potere con il sangue sono solo la continuazione di ciò che aveva interrotto con Woodbury e quindi perfettamente in linea con le sue turbe mentali routinarie.

Il pantano con i walker è molto simbolico e metaforico: c'è qualcosa che trattiene Philip/Brian dal raggiungimento del suo obiettivo e per uscirne deve tornare a essere l'uomo che era prima. Dopo essere tornato indietro, comincia a liberarsi di tutto ciò che che considerava un peso morto.

Lo zombie che faceva cucù dietro al bucato anche qui è metaforico: un pericolo improvviso e non calcolato che può mandare in malora ogni cosa. Per il governatore quello zombie rappresenta Rick e Michonne. Lo scenaggiatore Scott Gimple però deve spiegarci come ha fatto uno zombie a entrare indisturbato in un accampamento protetto da un cordone di vecchie auto e dal filo spinato.  :|

La roulotte dal tetto gocciolante è anch'essa metaforica: non rappresenta l'idea che Philip/Brian ha di sé e della sua vita e pertanto non se ne cura (prende il nastro, quasi come volesse accettare la nuova vita, ma poi ci ripensa).

Gli altri accampati nel bosco durante la spedizione sono morti molto silenziosamente. Uhm...  :??

Capisco che si possa obiettare su tutti questi divertissement che non fanno procedere gli eventi, ma The Walking Dead è fondamentalmente la storia dei sopravvissuti a un'apocalisse e non la storia dell'apocalisse in sé. L'approfondimento quasi viscerale di ogni personaggio è importante ma è avvenuto nel momento sbagliato perché tra la seconda e la terza stagione avrebbe avuto davvero molto più senso. Togli Daranbot, metti Mazzara e poi sostituisci con Gimple ed ecco che la storia sembra deviare per sterrati e viottoli prima di tornare sulla strada principale.

Spero che adesso questa deviazione narrativa sia dosata con moderazione e usata solo quando è necessaria e che Gimple faccia evolvere la storia.

Dulcis in fundo, questa stagione ha un filo narrativo diverso dalle altre, ma non per questo è meno interessante.

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La scrofa moribonda, l'animale selvatico moribondo, un paio di erranti con sembianze diverse dai consimili (occhi fuori dalle orbite e rigagnoli di sangue sulle guance), Patrick è affetto da una presunta influenza che però lo stronca sotto la doccia e subito lo trasforma. Con un errante che scorazza liberamente di notte in una prigione dalla quale non si può uscire (altri erranti ai cancelli), un nuovo flagello è pronto per abbattersi. I sopravvissuti hanno pensato di creare un rifugio, una sorta di spensierato shangri-la, e ora hanno portato la morte dentro casa. Si sono nutriti con le illusioni di una finta serenità e di una finta normalità e ora il destino beffardo gli presenterà il conto.

I nuovi eventi portano altri interrogativi e probabilmente inquietanti sviluppi: il virus è mutato? Si propaga dall'uomo agli animali, rendendo la carne contaminata e immangiabile? Adesso la resurrezione è istantanea? A questo punto è facilmente ipotizzabile che i sopravvissuti si decimeranno inesorabilmente, forse saranno costretti a ricorrere al cannibalismo, e dovranno fare di tutto per trovare una soluzione alla nuova sciagura che li sta per travolgere.

La scena del supermercato aveva un non-so-che di Sharknado, quasi fosse un intermezzo grottesco, ma è stata molto utile ai cercatori di provviste: non importa quanto sei bravo o quanto sei preparato, non sei mai al sicuro.

La pazza fangosa che Rick incontra nel bosco svolge un ruolo abbastanza simile a quello di Morgan nella passata stagione: se non trovi qualcosa a cui aggrapparti allora finisci per impazzire, se abbassi la guardia allora finisci per essere accoppato. È stato un companello d'allarme e un promemoria sul non fidarsi mai di nessuno, anche se apparentemente innocuo.

Carol che legge le favole e insegna ai bambini ad accoltellare gli erranti: impagabile.

Gli altri personaggi, chi più chi meno, hanno cercato di dare un senso all'insensato tirando a campare in qualunque modo.

L'episodio è sembrato lento, a tratti sonnecchiante, ma ha mostrato lo scorrere della vita in un mondo in cui non c'è più senso, non c'è più speranza, non c'è più futuro e si è sempre circondati dalla morte, fuori e dentro le mura di casa. Gli sceneggiatori hanno voluto porre in risalto la vita che continua sempre e comunque, il senso della comunità e la continua ricerca della sicurezza e della serenità a tutti i costi.

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I miei due centesimi

Quello che abbiamo visto non è il classico finale di stagione che ci si aspetterebbe, considerando anche l'hype che poco a poco è montato nel corso delle ultime settimane. Tuttavia, è un finale incentrato soprattutto sui protagonisti che sulle vicende in sé.

Premessa
Le munizioni non bastano mai e non sai quanto siano armati i tuoi nemici.

Rick Grimes è ancora vicino alla follia con le continue allucinazioni, gli smarrimenti e i ripensamenti. Per quanto sia riconosciuto da tutti come leader, non potrà certo condurre una guerra senza quartiere con l'armata di Woodbury che potrebbe sortire esiti incerti e nefasti.

Daryl Dixon ha appena perso il fratello nel peggiore dei modi e sta ancora elaborando il lutto. È altresì motivato dalla rabbia e dalla vendetta e questo potrebbe renderlo imprevedibile e (auto)distruttivo.

Hershel Greene è vecchio e zoppo e, per quanto possa darsi da fare, è un bersaglio ambulante.

Beth Greene, oltre a canticchiare qualche vecchia canzone, non sembra abbia dato prova di grandi abilità belliche.

Judith Grimes vuole allattare, essere cambiata e coccolata.

Carl Grimes è pur sempre un bambino e, per quanto possa essere d'aiuto, sta avendo un'evoluzione alla Shane Walsh, cinico e dai modi piuttosto sbrigativi.

Carol Peletier, Glenn Rhee e Maggie Greene, benché non abbiano avuto ruoli di fondamentale importanza durante questa stagione, non possono certo mettersi a fronteggiare l'intera armata Brancaleone completamente da soli.

Gli abitanti di Woodbury, benché numericamente superiori e sedotti dai vaneggiamenti di un capo squilibrato, non hanno preparazione militare e non sono addestrati contro gli imprevisti. Oltretutto, essendo vissuti per lungo tempo a Illusionville, non sanno nemmeno come comportarsi dinanzi agli erranti che, invece, sono facilmente gestibili dal gruppo di Rick.

La logica conseguenza
Il gruppo di Rick era quasi allo sfascio e si sta ricompattando, è fiaccato e conta tra i suoi componenti uno zoppo e una neonata. Quale sarebbe stato il modo più logico di gestire l'assedio? Abbandonare la prigione, mettendosi in una situazione di precarietà assoluta? Lanciarsi in una guerra spietata, sapendo di essere numericamente inferiori e quindi vulnerabili? Arrendersi e lasciare che la follia di Philip Blake li facesse patire nel peggiore dei modi? Hanno fatto l'unica cosa che, umanamente, ci si aspettava che facessero: restare uniti, non cadere, cercare di respingere l'attacco inventandosi qualcosa e rimanendo nell'unico posto che, almeno fino a quel momento, aveva permesso a tutti di non vivere nell'ansietà e nella paura perenne.
Per quanto riguarda i nuovi ospiti della prigione, penso che sia una scelta sensata perché adesso non daranno più ascolto a uno maniaco omicida e sicuramente costituiranno la base per una nuova comunità. Sanno che Woodbury era/è un'illusione e cercano protezione.

La città di Woodbury, per quanto abbia recinzioni e difese, è comunque meno protetta di una prigione.

Oltre ad essere un pazzo assassino, Philip Blake ha anche un buona oratoria ed è un abile convincitore: ecco perché, nonostante le assurde atrocità che portano la sua firma, si è creato dei fedelissimi scagnozzi.

Andrea, we will miss you. Michonne, forza e coraggio!

L'episodio sarebbe potuto essere migliorabile per i tempi morti e aggiungendo un po' di azione in più, ma dire che è stata una fetecchia inguardabile è un giudizio alquanto azzardato.

Considerazioni per il futuro
La gente alla prigione è troppa, i viveri sono esauriti, armi e munizioni si contano su una mano. Aggiungiamoci un pazzo scatenato che è riuscito a scappare via e sicuramente vorrà tornare a fare danni, un bambino che ormai sta crescendo con qualche trauma di troppo in un mondo malato e distorto, altri sopravvissuti che probabilmente arriveranno (che fine ha fatto il gruppo di 30 sopravvissuti di cui Randall faceva parte nella seconda stagione?), quella prigione dovranno abbandonarla per forza e andare incontro a chissà quale destino.


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