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Post - BoomerLover

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puntata orrenda, rivederla è stata un'autentica tortura.

a distanza di qualche mese: io non la rivedrei mai! l'umorismo era mezzo discreto ma per il resto una delle puntate più brutte di sempre di DW. ricordo lo spreco assurdo di effetti speciali per questo episodio orrendo.
La cosa assurda è come abbia fatto a scrivere questo orrore lo stesso autore che nella serie 6 scriverà il capolavoro "The God Complex" che io reputo una delle puntate più belle di sempre di DW

ho visto le 6 stagioni in due settimane, adesso voglio rivedermele con più calma; tante puntate che alla prima visione non mi piacevano le ho molto rivalutate, speravo che avrei rivalutato anche questa; invece devo dire che è stata ancora più irritante: è proprio l'umorismo che ha dato il colpo di grazia, soprattutto perché ho ancora nelle orecchie le magnifiche battute della 4a stagione! Magari a qualcuno che inizia DW dalla 5a potrà anche sembrare divertente...ma per me non è neanche DW sembra un altro telefilm (di serie C).

le cappellate le fanno tutti, anche i grandi geni; - the god complex - terribile! una puntata che mi aveva annoiato penso come mai nessun telefilm aveva fatto prima di allora; comunque spero sempre di cambiare idea ad una seconda visione.

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con GoT non mi lamento mai, la seguo come se fosse un sogno ad occhi aperti, e valeva la pena seguire tre puntate di assestamento per poi vedere questa!

l'immagine che mi è rimasta più impressa è quella dello scettro buttato nella sabbia da Daenerys, calpestato dai soldati non più macchine per uccidere, ma finalmente liberati in un discorso stupendo: abbiamo tutto, soddisfazione estetica e morale nel suo personaggio;

eccezionale l'attore che interpreta Theon, un personaggio incredibilmente complessato e per giunta anche un po' tonto, non dev'essere facile da interpretare ma le sue scene rimangono sempre impresse, come quella stupenda del suonatore di corno nella scorsa stagione; Iwan Rheon altro grande acquisto, la sua risata da psicopatico quando riconsegna Theon mi riporta ai bei tempi di Misfits;

mi dispiace tantissimo per Mormont, "Tarly, I forbid you to die", lo ricorderò così;

il declino di Jaime troppo crudo, quasi inguardabile, la rivolta dei GDN folle e rovinosa, il Ragno spietato come giustamente un ragno sa essere, Sansa stritolata dagli interessi altrui... e tanto altro, funziona tutto a meraviglia adesso, è un miracolo vista la complessità dell'intreccio, spero che la serie non esploda e attendo fiducioso la prossima puntata  :OOOKKK:

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 6x10 - A Tale of Two Cities
« il: 9 November 2013, 20:13:34 »
"siamo conquistadores, io sono Vasco de Gama e tu... un altro qualsiasi messicano!"

la confusione regna sovrana negli uffici della [snocciolare iniziali a caso] e nella società americana; siamo ancora nel solco tracciato dalla puntata precedente, l'ardua scelta della metà migliore, ma non è proprio chiaro cosa sia l'alternativa, non si capisce se i manifestanti siano vittime o teppisti, se le feste hippie rappresentino la libertà o un girone dantesco, se Cutler sia un fascista o solo un dirigente severo; Danny è un licenziato o un produttore di successo? Benson un manipolatore o un malato di mente? Joan fa la sua scelta ma si trova totalmente impreparata, trattare con i clienti non è la stessa cosa che mettere in riga le segretarie, il nuovo sembra bello eccitante liberatorio, fino a quando non ti ci trovi in mezzo e non capisci più nulla, come dopo una fumata di hashish...

e come sempre in tutte le rivoluzioni, l'ingenuità di chi crede in esse viene raggirata da chi si professa progressista, ecumenico, ma approfitta della confusione per organizzarsi nelle retrovie; Ted si lascia convincere da Cutler, o forse era il suo disegno fin dall'inizio, tutta quella solarità, quell'accondiscendenza nascondevano l'obiettivo di prendere le redini della nuova azienda, è lui the man with a plan, sta mettendo in pratica il consiglio di Frank, "dagli qualche round di vantaggio": "Peace & Love" per tutti, ma intanto ci facciamo i cazzi nostri e a loro gli diamo il contentino del nome dell'agenzia, non c'è mai stata condivisione, siamo sempre noi e loro, come Don e Roger sono sempre in giacca e cravatta anche se partecipano ad una festa hippie, come i neri sono sempre in fondo alla piramide sociale anche se tutti si disperano per la morte di M.L.K.;

Pete capisce l'antifona e si ritrova ancora una volta solo e inascoltato, come quando leggeva "Ebony" e proponeva al cliente delle televisioni di rivolgersi al mercato dei neri; è sempre avanti come sguardo sulla società americana, ma ascoltarlo significa perdersi l'illusione del momento, non godersi la festa; l'advertising si rivolge verso se stesso, pubblicitari attaccano altri pubblicitari a suon di slogan e la stanchezza per quello stile di vita fa il resto, stavolta l'arte cannibbalizza se stessa

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 6x09 - The Better Half
« il: 9 November 2013, 08:54:31 »
"it's a brand new week"

è la puntata in cui tutti ritornano al punto di partenza, ma con la consapevolezza di averlo fatto, di essere incastrati nei propri ruoli, e di essere incredibilmente stanchi; Peggy è sempre stata indecisa, distante, in bilico tra essere donna o comportarsi da uomo in carriera, ha sempre rimosso i problemi (come la sua gravidanza) fino a quando non le scoppiano in faccia, e in quel momento è come l'asino di Buridano, non sa decidere se comprare la margarina a 29 o 45 cents, non sa decidere se amare Abe fino in fondo o lasciarlo per incompatibilità di visione del mondo (infatti è lui che lascia lei), perfino la coltellata gliela tira perfettamente nel mezzo, non sa decidere tra Don e Ted; in questo è simile a Pete, non a caso si sono trovati nella prima stagione, anche lui non riesce a decidere tra la famiglia che pure gli serve per non morire d'angoscia, o il lavoro che è l'unico modo in cui si sfoga, non sa decidere se essere completamente spietato o coltivare fino in fondo quella dignità che ha mostrato in diverse occasioni, e quella vulnerabilità che dimostra parlando con Joan; Don, dopo il disastro della puntata scorsa, finisce nelle braccia di Bets, capisce che la sua presenza rassicurante gli sarebbe stata d'aiuto in quello che ha appena passato, invece deve accontentarsi di Megan, di una comprensione umana che sarà sempre a metà (e non la metà migliore); Megan realizza quanto è distante suo marito, è come se non si fosse mai sposata, è stato tutto un equivoco, ammirava Don come uomo e professionista brillante, mentre per Don lei era come un rifugio materno in cui regredire in uno stato fetale; Roger rimane intrappolato nel suo personaggio, ancora alla ricerca di Joan, ancora incapace e infantile come un bambino di quattro anni; Bob rappresenta la ciclicità della serie, ripercorre con la sua ruffianeria tutto ciò che hanno fatto gli altri personaggi per arrivare lì dove sono, a partire da Don che consiglia la pelliccia migliore a Sterling per il primo incontro clandestino con Joan; sarà anche "the man with a plan", ma è il plan che più o meno hanno avuto tutti appena entrati in quegli uffici;

è lunedì dunque, dopo un weekend di sregolatezza e disastri, durato diverse stagioni, bisogna ripartire da capo, solo un po' più invecchiati

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 6x03 - The Collaborators
« il: 8 November 2013, 03:45:00 »
“We thought he was Senor Wences, turned out he was George Washington.”

puntata-lezione sull'arte dell'inganno, ci vuole sicurezza, prontezza di spirito, creatività istantanea, una visione intuitiva della partita da giocare, la strategia vince sulla tattica, su chi appronta piccoli inganni giorno per giorno senza vedere il quadro generale; i flashbacks di Don ci fanno capire che lui la visione generale l'ha avuta molto presto, quante cose non si imparano crescendo tra le stanze di un bordello? è una formazione talmente forte che poi costringe Don a praticarla costantemente, è l'unica cosa che sa fare bene il fingere, è la sua specialità e la sua condanna, ha provato a diventare un marito fedele con Megan, una persona agiata della buona società, ma non c'è riuscito; al contrario Pete sarebbe perfetto come estrazione sociale e educazione per il matrimonio con Trudy, eppure è una vita talmente esangue e vuota da spingerlo a tentar di essere quello che non sarà mai, non potrà mai essere un ragazzo di strada perché in strada non ci ha mai vissuto; Don si è rassegnato, Pete no, la differenza anagrafica gioca a suo sfavore;

i collaborazionisti arrivano a scompigliare la mappa di guerra, il cliente della Jaguar volontariamente, Stan e Peggy involontariamente, le informazioni passano al nemico se non c'è accortezza e dignità, l'ingenuità viene sempre punita, è per questo che la vita privata dovrebbe sempre essere lasciata fuori dagli uffici...

Bob, what the hell is Bob, una spia del nemico?

"That was Churchill"


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Mad Men / Re: [commenti] Mad Men 5x09 - Dark Shadows
« il: 6 November 2013, 23:57:22 »
"Jesus, it's not bad..."

l'idea del diavolo non è male, ma non è certo brillante come quelle del glorioso vecchio Don; Ginsberg esagera (come sempre) a farglielo notare, e Don lo punisce "dimenticando" il lavoro di lui nel taxi; Don difende la sua posizione lavorativa come Megan difende il suo matrimonio, intercettando il missile cruise di Bets e rimandandolo al mittente tramite Sally; siamo in una fase di stallo, nessuno dei personaggi ottiene realmente ciò che desidera, è una puntata senza luce, senza brillantezza, senza scene madri, una foschia, uno smog che rende poco interessante la vita di tutti e li confonde anche un pochino, come se potessero essere rimpiazzati l'uno con l'altro, come dice Pete allo squallido compagno di treno (e nella foto della rivista i tre ragazzi assomigliano ai creativi della società rivale, ma non sono loro);

gli autori ci mettono a dieta, ci siamo abbuffati di troppe suggestioni negli ultimi episodi, ci tocca centellinare i bocconi con la bilancia, recuperare la capacità di misurare le cose, di apprezzare i dettagli insignificanti, di riposare l'occhio dopo psichedelie e serate di gala, di sgombrare l'orecchio dai Beatles con un noiosissimo discorso da Weight Watchers; la vita immobile e spenta di Bets diventa il mezzo per farlo, personaggio tragico perché non può essere tragico, la noia non suscita nemmeno quell'angoscia psicotica che nobilita un personaggio come Pete, o quella saggia superficialità che rende indispensabile Roger; "already" dice Cooper guardando l'orologio, Sterling si è già stufato di Jane come altri personaggi si stufano della loro felicità, non sanno trattenerla, sono troppo affamati per accorgersi di essere sazi

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Mad Men / Re: [commenti] Mad Men 5x04 - Mystery Date
« il: 4 November 2013, 05:13:35 »
NATION HUNTS MASS KILLER

i titoli cubitali dei giornali cadenzano questa puntata psicoanalitica, l'America è come il personaggio di Greg, preferisce sfogare la sua aggressività in guerre esterne, piuttosto che prendersi cura di ciò che succede nei suoi confini: rivolte, scioperi, assassini di massa, i personaggi della serie sono vittime di questa suggestione oscura, morbosa (le foto che vengono guardate con avidità, la nonna di Sally che spettegola al telefono dell'assassinio, Sally che recupera il giornale dalla spazzatura);

la malattia di Don riflette la situazione generale, le sue visioni le paure/desideri più inconfessabili... eppure il macabro conquista, il cliente delle scarpe è soddisfatto dalla versione truce di Cenerentola, lo spettatore si scopre a desiderare che Don abbia veramente ucciso l'ex-amante, per dare una svolta tragica, malata alla serie; gli autori fanno come Ginsberg, ci dànno due versioni della stessa storia (come nel bellissimo finale della prima stagione, quando Don torna a casa e non trova nessuno), e ci forzano a domandarci quale desideriamo veramente, alimentando il nostro gusto perverso che coincide con le nostre paure... ce la siamo cercata? non siamo ancora stanchi di scavare nell'immondizia di questi personaggi per soddisfare il nostro ludibrio? cosa mai potremmo volere ancora da Don Draper, altre menzogne, altri tradimenti, altre sconcezze, addirittura un omicidio??? e da Peggy che diventa sempre più vorace, non è indecente per noi soffermarci sul modo in cui conta avidamente i soldi, sull'imbarazzo che prova lasciando la borsetta con la segretaria di colore? quanto deve vermificarsi Sterling prima che diciamo basta? ma no, siamo sempre lì a spiare dal buco della serratura, o addirittura ad aprire la porta per far entrare il nostro assassino, come quelle sfortunate infermiere;

"you know Joannie plays the accordeon"

no stavolta Joan non ce la fa, non si presta a tappare i buchi con una canzoncina in francese, è lei l'anima della serie, è lei a dirci come dobbiamo sentirci di fronte allo spiegamento delle forze inconsce di cui rischiamo di essere succubi come Greg è succube del potere militare, è lei a dire basta e a farci tornare sulla retta via, è dura accettare la realtà ma questa volta niente compromessi, nessun trastullo con miti e archetipi ambivalenti, non dorme e rifiuta il mondo dei sogni, dell'inconscio, fa la scelta di ripulire la sua vita dalla spazzatura che aveva nascosto sotto il letto e rimane sveglia sul letto, in un incerto mattino, meglio l'incertezza reale che il piacere ambiguo dei sogni

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 5x03 - Tea Leaves
« il: 4 November 2013, 03:04:13 »
"birdy..."

puntata cancerogena in cui il mondo sfavillante che fu quello di Don e Bets ormai è solo un ricordo, fuggevole e inadeguato, eppure tenace traccia del loro tenero rapporto quasi padre/figlia; il disordine ormai è inarrestabile, masse tumorali più o meno benigne ingrassano e stravolgono il vecchio mondo dell'advertising, l'unica segretaria di colore alla SCDP è un corpo estraneo, il writer ebreo viene assunto solo perché è cool, ma è così diverso, spontaneo, come spontanee sono le groupies degli Stones, come spontanea è Megan; Campbell conquista potere, si è stufato di reggere il moccolo a Sterling che ha ricevuto tutto in eredità e non ha mai portato nuovi clienti, limitandosi ad ubriacarsi coi vecchi; Pete si è fatto il mazzo, litigando anche con il suocero, sgobbando in California mentre Don si sollazzava col jet set, ha dovuto ingoiare tantissimi bocconi indigesti per coprire le intemperanze dei "vecchi", adesso reclama la sua importanza e fa di tutto per farlo capire, Sterling sempre più appannato è fuori posto, come lo è Don nel backstage degli Stones... si fa fatica a riconoscere questi due personaggi così appannati, che nel passato erano la brillantezza della serie... "quando tornerà tutto alla normalità?" è quello che si chiede anche lo spettatore, che non riconosce più il solito Mad Men, eppure è sempre il solito, scene come il sogno di Bets ce lo ricordano prepotentemente, la famiglia vestita in nero che la ignora, Sally che capovolge una sedia e la mette al posto della madre... le foglie di tè ognuno le interpreta come vuole, i giovani con ottimismo, gli anziani con pessimismo, eppure sono sempre la stessa cosa, la serie è sempre la stessa

"if, if, if..."

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 4x10 - Hands and Knees
« il: 1 November 2013, 00:35:41 »
"G Men"

puntata che getta a terra lo spettatore e gli schiaccia anche la mano; di bastonate ne prendiamo tante, e in ordine progressivo, si comincia da Joan incinta di Roger, una cosa leggera si fa per dire, per poi passare a Don sull'orlo del baratro, Lane in piena crisi esistenziale, Sterling sull'orlo dell'infarto finale, Campbell che rinuncia a un contratto vitale e si prende pure gli insulti incolpevole;

sullo sfondo ma minacciosissima un'altra America, quella che non vive di slogan e fa le cose sul serio, bombarda e aspira alla luna, G Men vs Mad Men, uomini in nero che interrogano una ex-modella nel salotto della sua casa di bambole, un gusto spionistico che si perfeziona con l'equivoco degli uomini incontrati da Don nel corridoio, e il contatto di Pete alla difesa...

"visto, si è risolto tutto"

chiusura quanto mai ironica, la segretaria che si mette il rossetto ricorda a noi (e forse anche a Don) quanto era bello lavorare nel mondo della pura apparenza, quando Peggy veniva convocata per testare i vari rossetti del cliente e Don si godeva disinvoltamente il suo ruolo di sciupafemmine... impossibile tornare indietro ora che anche Faye sa, ora che la SDCP ha perso il 69% del suo fatturato, ora che i Beatles sconvolgono l'immaginazione pubblica rendendo desueto quel mondo di costumi e consumi che era esteticamente così ben congegnato...

si sente anche nel locale dove Lane invita il padre e Don, il jazz è diventato free, la musica è cambiata e tutti dovranno imparare a danzarla

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 4x07 - The Suitcase
« il: 30 October 2013, 05:12:49 »
"you win, again"

è un incontro di box, violento e senza sconti, quello tra Peggy e Don, e quello tra Don e la morte di Anna;
una nottata lunghissima in cui si esplora la psicologia dei due personaggi più importanti della serie, vengono allo scoperto recriminazioni e maldicenze, fragilità e paure; impercettibilmente si passa da sfide lavorative, tensioni familiari, a una dimensione onirica, dove accade il miracolo della visione di Anna con la valigia Samsonite... il sacro e il profano sono fusi in maniera simbolica, il successo professionale di Don e il suo tracollo personale sono due facce della stessa medaglia, la vita feconda l'arte e l'arte sfrutta la vita, incurante dei danni che l'artista riceve nella sua trascurabile esistenza... Don e Peggy si conoscono molto bene invece, hanno entrambi il sacro fuoco della creatività, se ne rendono conto appena, ma già sanno che per loro la creazione avrà sempre la priorità, saranno disposti a bruciare per essa tutte le possibili gioie terrene perché nulla eguaglia l'ebbrezza di aver trovato l'idea giusta;

la Samsonite che vince sul ring è il risultato di sangue, botte, sofferenza e logoramento, la sua resistenza è la metafora di ciò che bisogna essere per arrivare fino in fondo, Don e Peggy sono i personaggi più sensibili ma anche i più duri e senza di loro non ci sarebbe show, non ci sarebbe lo spettacolo per gli altri comuni mortali che si accontentano come Trudy, o si autoincensano come Sterling... senza la morte di Amleto non ci sarebbe l'Amleto, senza le vittime di guerra non ci sarebbe l'epica, e la suprema ipocrisia dell'arte è svelata quando raggiunge vette così drammatiche, che alla SCDP continuino a soffrire per la gioia di noi tutti!

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Mad Men / Re: [COMMENTI] Mad Men - 4×04 - The Rejected
« il: 29 October 2013, 03:21:02 »
"Right now my life is very                             "

Consgrove sbava immaginando quanto sarebbe fico lavorare per Don, meglio un dittatore geniale che un vecchio scurreggione; in realtà solo noi spettatori (e Peggy che spia dalla vetrata) siamo così privilegiati da rilevare quanto si sia approfondita la spaccatura tra pubblico e privato: Don è un ubriacone, un misero uomo, solo e REJECTED anche dalla sua segretaria, persino la dottoressa Faye deve rigettare la sua idea sulla crema per il viso; la sua vita è uno spazio bianco, non c'è scritto nulla e alla fine della sua vita probabilmente non avrà nemmeno una donna con cui condividere la privacy fatta di piccole cose; che un uomo in carriera come lui debba invidiare due miseri vecchietti la dice lunga sul fondo che ha toccato;

Pete è stato a suo tempo rejected da Peggy, e lei sembra essersene pentita, ma non si torna indietro, le loro solitudini si guarderanno da lontano, due vite parallele vissute nel rimpianto di non aver saputo cogliere l'occasione per trovarsi ed essere felici; hanno già passato ciò che sta passando Don, si sono buttati in nuove esperienze ma qualcosa in loro si è rotto per sempre; finirà così anche Don o la sua creatività piena di risorse riuscirà a ricreare una nuova esistenza?

un insulto a queste solitudini la bizzarra promiscuità della nuova epoca, ostentata sia negli uffici della SCDP (personale e dirigenti confusi disinvoltamente insieme, negli stessi spazi multifunzionali), sia nell'illegal party dove l'individualità si perde, e sovrastati dalla musica ad alto volume, ogni personaggio sembra l'ennesima variazione a colori fosforescenti di un'immagine di Warhol; confondersi nella massa o conservare in solitudine la propria sofferente identità?

"non può vendere la propria anima chi non ne ha una"


P.S. è possibile rintracciare i commenti di don_draper da qualche parte o sono persi per sempre, "come lacrime nella pioggia" ? :XD:
vedere le discussioni che si sviluppano in absentia è un'idea degna del gusto di Matthew Weiner  :O.O:

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"occuperanno le nostre case e stupreranno le nostre mogli"

il Natale festa old fashion, un relitto antropologico in un momento storico in cui il sovvertimento è dietro l'angolo;
Glen bambino problematico nella prima stagione, cresce e diventa un vandalo, la rabbia verso i suoi genitori e quelli di Sally la sfoga così, e fa capire a Sally che c'è un legame tra loro... la ribellione giovanile è preparata da lontano, in seno a una società che allegramente ha trasformato la santità del Natale in un'orgia romana, e la verginità in una scusa per non rimanere soli a Capodanno;

"era così bello quando eravamo bambini, desideravi una cosa e poi l'ottenevi"

il cliente delle Lucky Strikes dimostra a tutti che il Natale non esiste più, i regali arrivano soprattutto ai cattivi, basta che abbiano le tasche piene di soldi; Babbo Natale è ormai un pagliaccio interpretato da Sterling, il quale si salva solo riducendo a zero il suo orgoglio; la cosa del resto gli è sempre riuscita benissimo, cinismo e sarcasmo gli permettono di surfare sulla vita senza rimanere ferito, un distacco che è l'unica arma vincente in quell'ambiente;

il bel momento di intimità tra Don e la segretaria viene bruciato il mattino dopo dalla freddezza di Don, il bonus, gesto sincero di apprezzamento, si trasforma nel pagamento di una prostituzione; ogni cosa genuina viene sporcata in un Natale che non riunisce di fronte al focolare della civiltà contadina che lo ha inventato, ma separa le persone nella freddezza di ambienti che ormai sembrano "un ospedale italiano", Freddy uomo all'antica nota subito il cambio di stile entrando nei nuovi uffici;

"la differenza tra cosa gli altri vogliono da te, e cosa realmente vuoi"

la dottoressa Faye è l'ennesima donna che cerca di capire Don, e che si trova di fronte a un muro: cosa veramente vogliamo dev'essere sepolto e dimenticato, sostituito da desideri socialmente ammirati, come andare in vacanza ad Acapulco; Don vorrebbe passare il Natale con i suoi figli, regalare a Sally la catenina che lei si aspetta da suo padre in persona, ma la società ha reso questo desiderio legittimo, autentico e naturale impossibile da realizzare; compra loro tutti i regali possibili, la bulimia di beni materiali compensa maldestramente l'angoscia per la mancanza di affetto

"amo il Natale, non amo questo Natale"

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 3x10 - The Color Blue
« il: 25 October 2013, 03:19:43 »
la domanda metafisica a cui non è possibile rispondere: le persone chiamano con lo stesso nome dei colori che ognuno vede in modo diverso?
Don non lo sa, ma sa che ognuno vuole segretamente che il colore blu sia identico per tutti, il bisogno di illudersi per qualcosa di rassicurante è insopprimibile; così Don crede che la telefonata sia di Suzy, Bets di Henry; Suzy s'illude che il suo fratellino ce la metterà tutta con il nuovo lavoro, la moglie di Lane che ritorneranno a Londra; così Bets ha creduto per anni che Donald Draper fosse Donald Draper, e forse, dopo aver scoperto la verità, e dopo aver visto il marito all'apice del riconoscimento sociale, lascerà correre e se lo terrà per sé, perché non ha nessuna importanza chi sia veramente Donald Draper, l'importante è che tutti desiderino di vederlo per come appare, la funzione di un uomo è ciò che gli altri vogliono che sia, e la funzione è più importante dell'essenza; il colore blu occupa il suo posto preciso in relazione agli altri colori, non ha importanza come ognuno possa vederlo (Saussure ringrazia);

Don sembra molto coinvolto con la generosa Suzy, che ascolta "Dominique" di Suor Sorriso (i fans di American Horror Story la conoscono fin troppo bene...), la religiosa benefattrice dalla vita controversa, ha un cuore grande e non manca di dimostrarlo al fratello; Don rimane colpito da quest'ultimo, forse la bontà di Suzy inizia a contagiarlo, forse non vuole dispiacerle, forse gli ricorda anche troppo il suo disgraziato fratello, Adam, e prova rimorso per non essere riuscito a salvarlo; Danny è un alieno, le sue crisi epilettiche lo costringono a una vita errante, routier come il San Domenico della canzone, Don non lo capisce o forse sì, anche lui sarà sempre come un alieno per chi non lo conosce davvero, anche lui deve affrontare periodicamente delle crisi di verità che rischiano di mandare in frantumi la sua vita;

"non puoi incorniciare una telefonata", Kinsey deve capire che il lavoro di gruppo va oltre la competizione, lui e Peggy possono valorizzarsi a vicenda, e nella vita alcuni sono più bravi come spalle che come protagonisti;

la Sterling & Cooper è in vendita, finirà errante come Dominique?

"Dominique, nique, nique s'en allait tout simplement,
Routier, pauvre et chantant
En tous chemins, en tous lieux,
Il ne parle que du Bon Dieu,
Il ne parle que du Bon Dieu"



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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 3x09 - Wee Small Hours
« il: 24 October 2013, 22:50:32 »
"dumb or pure?"

le ore piccole, il dormire a sprazzi, la mancanza di sonno rendono la vita sconclusionata e ossessiva, e prima o poi arrivano i primi rovinosi passi falsi: "you people..." Don si meraviglia di Salvatore che ingenuo (o puro?) non si è prostituito col cliente da 25 milioni di dollari, e non s'accorge che lui stesso sarebbe dovuto arrivare a un livello di prostituzione ben maggiore col supercagacazzi Connie Hilton: rispondere alle sue chiamate ogni 4 ore, andare da lui a bere vecchie porcherie del Proibizionismo, sorbirsi le sue idee parareligiose, prostituzione minima accettabile per mantenersi il cliente... quello che proprio non accetta è venire meno alla sua creatività, dover concedere il suo proprio intimo spazio privilegiato al cliente che se vuole la Luna, se l'aspetta: "come si dice acqua liscia in italiano?" "Hilton", lo slogan è ottimo, ma questa volta Don avrebbe dovuto prostituire la sua eleganza e soddisfare il lunatico Mr. Hilton;

Bets anche lei patisce la mancanza di sonno, velleità oniriche confondono la sua lucidità e sovvertono le regole sociali, inizia a scrivere a Henry, lo invita a casa sua, va nel suo ufficio... ma come lui le ricorda giustamente, c'è un modo discreto, socialmente accettato di perpetrare un tradimento tra persone sposate; un motel è troppo squallido per Bets, troppo prosaico, lei fantasticava qualcosa di più infantile, un principe che la portasse via dalla banalità quotidiana, e cosa c'è di più banale di una tresca in un alberghetto? Bets è dumb and pure, il suo percorso per uscire dalla gabbia dorata in cui suo padre l'ha fatta crescere sarà ancora molto lungo...

ottime le sequenze di Salvatore, Crane, Kinsey, Sterling, Don, un caso specioso e imbarazzante che toglie la maschera a tutti nell'ufficio, dialoghi e recitazione perfetti per rappresentare l'osceno turbamento dell'Olimpo dell'advertising;

Don è attratto da donne indipendenti, che frequentano circoli letterari d'avanguardia, o leggeranno ai loro alunni le parole di M.L.K.; non si può vivere di sola esteriorità, Don ha bisogno anche di profondità, e come Bets, il suo percorso per scoprire se stesso è appena iniziato

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Mad Men / Re: [Commenti] Mad Men 3x08 - Souvenir
« il: 24 October 2013, 04:23:30 »
"ne verranno molti altri di primi baci"

c'è il souvenir interiore, un bacio cercato ma non chiesto, programmato da lontano, facendosi desiderare senza mai perdere la dignità, vissuto come un trofeo e una conquista completa in se stessa; è il bacio che Bets si fa dare da Henry, dopo aver giocato tutte le sue mosse per avvicinarlo e farlo lavorare per la Junior League; quelli successivi non contano, saranno solo ombre, Bets conosce la santità del momento presente e sa come preservarlo dalla banalità e dalla ripetizione;

il souvenir di Don invece è solo esteriorità, il ciondolo a forma di Colosseo che loro non hanno nemmeno potuto visitare, solo per poter testimoniare agli amici che sono stati a Roma... quando Francine le dice che vorrebbe andare a Madrid, Bets risponde che non l'ha vista, come non ha visto Roma, la loro vacanza consisteva nel testare il servizio offerto dall'Hilton, ma guai a rivelarlo agli amici; coppia che trova una sintonia solo quando giocano insieme, appaiono e recitano di comune accordo le parti che la società propone loro volta per volta;

Sally continua con la sua precocità, si accorge della rinnovata femminilità della madre e prende spunto...

Joan sempre più periferica, fa male vederla in un posto che non è il suo, per forza Pete le chiede due volte "come stai?" (ma credo anche perché Pete si sente incredibilmente solo, è felice di rivederla);

Pete sprofonda nella solitudine quando i suoi colleghi non se lo filano, nella confusione quando ubriaco insidia la tata e nella vergogna quando il suo vicino gli fa la paternale, considerandolo come un ragazzotto un po' coglione che deve far sbollire i suoi ardori estivi altrove; in realtà c'è un'angoscia incredibile nel suo personaggio, nessun legame forte con la famiglia, la perdita del padre per cui non provava nulla, una moglie sterile, Peggy che non lo ricambierà mai, un figlio avuto a sua insaputa che non può vedere, il suocero che gli ha voltato le spalle, le sue intuizioni sui cambiamenti sociali (legge "Ebony" all'inizio della puntata) che non vengono riconosciute in azienda; anche se non ama la moglie, si rende conto che senza di lei rischia di sprofondare nella pazzia di una vita apatica e completamente esteriore, e lei se ne accorge, lo capisce senza domandargli nulla; non è amore, ma a volte una comprensione profonda è anche più salutare, e rigide convenzioni sociali servono anche a contenere l'angoscia, in mancanza di meglio