Autore Topic: Presentazione Masters of Horror  (Letto 3509 volte)

blob

  • Clara Oswald
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Presentazione Masters of Horror
« il: 24 April 2007, 20:45:03 »
Masters of Horror
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C'è spazio nel piccolo schermo per il racconto audiovisivo di qualità? La domanda oggi sembrerebbe retorica. La serialità contemporanea ne testimonia quotidianamente tutte le eccezionali potenzialità. Progetti come Lost (radicalizzazione della narratività lineare innestata su quella circolare) oppure 24 (sublimazione dello split screen come legame della pluralità dell'azione scenica) fino ad arrivare all'oramai classico CSI (celebrazione del punto di vista sulla tragedia a posteriori filtrato da una prospettiva scientifica).

Ma per quel che riguarda il Cinema cosiddetto d'Autore? Qui la questione si fa più problematica. Le modalità di rappresentazione più originali solitamente non attraggono il grande pubblico. Le tematiche spesso scomode, o comunque trattate con spirito anticonvenzionale, disturbano in ordine: benpensanti, pubblicitari e reti televisive.
A tentare questa strada qualcuno ci aveva già provato (qualcuno ricorda il lynchiano Twin Peaks?) ora è la volta di Mick Garris, che come lui stesso ama raccontare, ha raccolto intorno ad un tavolo per una cena (solo a pensare al menù ho paura) autori del calibro John Carpenter, John Landis, Joe Dante, Dario Argento, Tobe Hooper, Takashi Miike fra gl'altri. Ha fatto firmare ad ognuno di loro un contratto. Ha garantito 1,9 milioni di dollari a episodio e nessun limite alla loro creatività. Cos' sono nati i primi 13 episodi di Masters of Horror.
Le premesse per un grande progetto c'erano tutte e sono state (quasi) tutte mantenute.

Alcuni esempi, rigorosamente in ordine sparso, degli episodi che a mio parere sono stati i più riusciiti:

Homecoming [S01E06]
Joe Dante ci ha regalato un horror politico come non se ne vedevano da tempo. Nel suo Homecoming i soldati americani morti in guerre recenti, dal Vietnam all'Iraq passando per la Corea,  cominciano ad uscire dalle loro tombe (indovinate per fare cosa?) per andare a votare. Il voto dei militari è sempre stato storicamente Repubblicano, e così infatti se lo aspettavano alla Casa Bianca, ma questa volta avranno di che ricredersi....


Jenifer [S01E04]
Il nostro Dario Argento ci propone invece una variazione circolare sul tema eros/thanatos che arriva diritta allo stomaco (o poco più in basso...fate voi, de gustibus) con il sanguinoso ritratto della sensualità animale di Jenifer, creatura silvestre, una specie di baccante felina (con un leggerissimo tocco di freak) che soggioga i suoi amanti per ottenere nutrimento.


The Deer Woman [S01E07]
John Landis gioca sull'effetto nostalgia di chi lo ha amato per Un Lupo mannaro americano a Londra. Riuscendo con successo nella trasposizione della stessa mescolanza horror/demenziale al mediometraggio televisivo. Una leggenda indiana narra di una creatura bellissima, una donna/cervo, The Deer Woman appunto, unica entità alla quale si potrebbero attribuire una serie di bizzarre morti.


Cigarette Burns [S01E08]
John Carpenter con Cigarette Burns firma invece un mezzo capolavoro a cui avevo dedicato un lungo post in un altro forum che qui riciclo (In Defense of Mother Earth :D)


Le “Bruciature di Sigaretta”, conosciute ormai anche dal grande pubblico grazie al creativo lavoro notturno da proiezionista di Tyler Durden(“non sanno di averlo visto.....ma l'hanno visto”), sono le tracce di un'ossessione cinefilia che ci consuma. Bruciature che ritroviamo disseminate lungo lo svolgersi di una trama tanto semplice quanto affascinante: il racconto della ricerca di un leggendario film pomposamente intitolato “La Fin Absolue du Monde”. Tutte le bobine sembrerebbero essere state distrutte dalle autorità; la visione del film aveva scatenato nel pubblico, già durante la prima proiezione, un'ondata di follia omicida, un delirio violento che portava gli spettatori ad uccidersi l'un l'altro. Riflessione esplicita sulla “fruizione collettiva” del cinema tradizionalmente inteso(la comunità che trova in sé la forza catartica di affrontare la paura) in un contesto quale quello televisivo(dove l'individuo nella pseudosicurezza dell'isolamento percepisce l'altro come potenziale pericolo proiettandolo/si allucinatoriamente sullo schermo). Non passa certo inosservata l'amara ironia nel raccontare la maniacalità per le vecchie bobine di celluloide in un frame come quello del serial televisivo. Carpenter affronta apertamente la crisi del cinema incarnata nel protagonista, gestore di una vecchia sala, iperindebitato, maschera d'un uomo finito che s'imbarca, solo per denaro, nella ricerca di questo stralcio d'un mondo-cinema antico, unica realtà filmica ancora capace di poteri evocativi spaventosamente straordinari, quasi magici(come non pensare ai primi spettatori dei Lumieres che fuggivano terrorizzati davanti all'immagine di una locomotiva che avanzava verso la macchina da presa).
Carpenter risolve la sua messa inscena della crisi del cinema sciogliendo il problema nel cinema della crisi, proponendoci un prodotto audiovisivo ibrido; schizofrenico, strabico, guarda ancora al fascino del cinema delle origini usando però la tecnica asciutta e incalzante tipica del media di flusso confezionando un prodotto di notevole spessore metafilmico ma soprattutto spaventosamente efficace.
Una piccola perla.
Buona Visone


 
« Ultima modifica: 26 April 2007, 21:53:14 da ::emicad:: »

emicad

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Re: Presentazione Masters of Horror
« Risposta #1 il: 26 April 2007, 21:38:31 »
Grandissimo blob.  :prego:

mudviolet

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Re: Presentazione Masters of Horror
« Risposta #2 il: 14 June 2007, 01:18:08 »
SSSSSSSSSSSSalve ragazzuoli!:evai:
Thanks per Masters of horror 2.  :love:
Domanda: Dove trovo i subs x la prima stagione? Grassssssssie. :ciao:

emicad

  • Claire Underwood
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Re: Presentazione Masters of Horror
« Risposta #3 il: 14 June 2007, 14:37:24 »
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:ciao: