Autore Topic: Sentirsi "realizzati": per me significa...  (Letto 10907 volte)

DannyTrejo

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Re: Sentirsi "realizzati": per me significa...
« Risposta #60 il: 7 December 2012, 13:25:28 »
Bhe, il discorso economico è basilare, questo è chiaro, farlo svenandosi ai limiti delle proprie possibilità significa immolarsi. Io ai tempi dell'uni volevo andarci con Ingegneria Senza Frontiere, ma poi non se n'è fatto nulla.
Potresti informarti presso il Servizio Civile Nazionale (o Internazionale). Credo siano più larghi per le "ammissioni", ma di più non so.

Grazie della dritta, proverò :zizi:
Comunque ho ancora un paio di opzioni.
Un anestesista rianimatore che conosco ha un curriculum lungo come la lista della spesa di settimo cielo, credo che saprà indirizzarmi meglio.
Poi un'infermiera che è stata in Africa un mesetto e con lei è andata una ragazza non ancora laureata...

apo1997a

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Re: Sentirsi "realizzati": per me significa...
« Risposta #61 il: 6 April 2015, 20:41:36 »
Realizzata?? Non del tutto (è presto per dirlo ,dai ahah) ,ma soddisfatta sì ..ho amiche di cui potermi fidare (poche ma buone) ,con loro sono cresciuta e ho imparato molto; mi impegno per quel che posso e non mi nego delle distrazioni (a scuola tutto ok ,ma certamente non mi faccio venire la gobba sui libri); accetto le opportunità che mi vengono offerte (sono felice di aver accettato uno stage in Francia offerto dalla mia scuola nonostante i dubbi perchè mi ha migliorata e mi ha permesso di conoscere meglio le mie capacità xD) ...infine sono soddisfatta della persona che sto diventando ,con i miei difetti ma comunque una persona che ha il proprio modo di pensare, lo difende e non vive in funzione di quello che potrebbero pensare gli altri (e per me non è poco)  :evai:

Sinuak85

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Re: Sentirsi "realizzati": per me significa...
« Risposta #62 il: 7 April 2015, 14:42:11 »
Topic molto interessante devo dire, una domanda che dovremmo porre più volte a noi stessi  :ninja2:

Prima di rispondere voglio citare Carver, citazione a sua volta posta in incipit al film "Birdman".

E hai ottenuto quello che
volevi da questa vita, nonostante tutto?
Sì.
E cos’è che volevi?
Potermi dire amato, sentirmi
amato sulla terra.


Ecco, io la penso come Carver. Penso che senza l'Amore, quello con la "A" maiuscola eh...non certo le storielle che bene o male possiamo avere, penso che senza l'Amore io non potrei dirmi realizzato.

Poi certo, sentirmi circondato da persone che tengono a me è già una fortuna, fare un lavoro che mi piace è già una fortuna. Ma tutto questo, per quanto "necessario" alla "realizzazione" non è però sufficiente. Sarà una vecchia storia banale, trita e ritrita, ma quand'anche riuscissi a scalare la piramide sociale, non mi sentirei bene se non avessi a fianco una persona con la quale condividere tutto ciò.  :love:
Aggiungo, pensavo di averla trovata, e invece non era così. Non era neanche un gran periodo per me sotto tanti aspetti, ma il fatto che ci fosse lei bè...lo rendeva un periodo comunque unico.

Ora lotto su molti fronti, sono vivo, mi metto in gioco, ma l'obiettivo resta quello: scovare l'Amore, "aspettare", credere ardentemente che la "dipendenza" dall'altra persona sia un bene.  :shy:
« Ultima modifica: 7 April 2015, 14:43:55 da Sinuak85 »

giadaz1

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Re: Sentirsi "realizzati": per me significa...
« Risposta #63 il: 8 April 2015, 16:42:44 »
Topic molto bello che ho scovato poco fa.
In che modo mi sento realizzata?
Questa domanda la posso intendere in due modi: da una parte c'è la realizzazione quotidiana, ovvero la soddisfazione che ottengo dalle cose piccole, semplici e quotidiane, magari una verifica, o persino un bene materiale; e poi ovviamente c'è la realizzazione che riguarda tutta la mia vita.
Sono ancora giovane, vado alle superiori, quindi ne ho di strada da fare e devo ancora crescere tanto. Penso che il mio sogno più grande sia riuscire a diventare indipendente, economicamente indipendente, e formare una famiglia, avere dei bambini penso che sarebbe una cosa meravigliosa. E comunque queste due cose sono un po' ciò che sognano tutti. Vorrei un lavoro che amo e che mi gratifica, e come lavoro io mi interesso a più di una cosa, per esempio oltre a lavorare nella ristorazione vorrei anche diventare una scrittrice. E mi piacerebbe viaggiare.
Come si può vedere ho tanti sogni, ma mi va bene, penso che una persona abbia sempre bisogno di sogni e di obiettivi. Ci penso spesso a questa cosa, e sto sviluppando una sorta di filosofia. Quando l'avrò capita a fondo ve la dirò :) Ma posso già provare a spiegarvi il concetto, ovvero che la felicità umana è qualcosa di momentaneo, perché l'essere umano non è concepito per essere totalmente e "pienamente" felice, è come se rincorresse costantemente qualcosa, come se avesse sempre bisogno di sogni, obiettivi e stimoli. Vabbeh, adesso ci siamo addentrati proprio in piena filosofia xd La pianto con i miei sproloqui :)
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i_roxen

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Re: Sentirsi "realizzati": per me significa...
« Risposta #64 il: 19 April 2015, 23:23:22 »
Direi che per il momento sono felice.
Frequento l'università, una facoltà che tutto sommato mi piace, ho avuto alcune difficoltà all'inizio nel capire se fosse stata quella la strada giusta da prendere, ma alla fine trovo che gli esami che sto studiando siano un buon compromesso tra teoria e pratica, poi li trovo tutti affascinanti.  :zizi: Spero di trovare un lavoro che mi gratifichi moralmente e, perché no, magari anche economicamente, perché so che un domani lo stipendio che guadagnerò non sarà solamente il mio, ma contribuirà  a tirar su una famiglia, che vorrei formare tra diversi anni, una volta sistemata la carriera, con chi attualmente è il mio fidanzato.   :love:
Per quanto riguarda gli amici, prima dell'università non sono mai stata molto fortunata a causa della mia timidezza che un po' alla volta sto cercando di perdere, e spero che il rapporto continuerà anche dopo gli studi. Credo che non sia fondamentale avere molti amici, anche se sono pochi vanno bene, anzi per me è la cosa migliore: persone con le quali puoi parlare liberamente, quattro chiacchiere e una birra, magari un bel film e alle quali puoi chiedere qualche parere in tutta tranquillità  :OOOKKK:
Penso che la mia timidezza sia dovuta in parte ai miei genitori, che non sono molto aperti, un po' all'antica direi. Mi sarebbe piaciuto avere un rapporto diverso con loro, ma non sempre si può riuscire ad ottenere tutto e poi c'è tempo per migliorarlo  :sooRy:

Gli obbiettivi da raggiungere non sono pochi, ma con la buona volontà e la gioia di vivere penso davvero che si possa fare tanto, lo auguro a tutti :evai:
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