Autore Topic: La critica li ama, il pubblico... meno  (Letto 7779 volte)

pazzoadublino

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #15 il: 3 February 2010, 19:30:24 »
PER FAVORE! X CHI NON LO AVESSE VISTO CONSIGLIO CALDAMENTE IL FILM IDIOCRACY DOVE VIENE SPIEGATO PERFETTAMENTE IL MOTIVO DI QUESTA TENDENZA AL TRASH A DISCAPITO DELL'INTELLIGENZA. MEDITATE GENTE MEDITATE

ddd

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #16 il: 3 February 2010, 19:58:01 »
GRAZIE PER AVERCI INFORMATO, GRAZIE MILLE


maggy

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #17 il: 3 February 2010, 20:24:34 »
ma hai finito la seconda stagione?

Ma por........ ecco perchè   :doh: devo vedere ancora l'ultima puntata, oltre alle prime due della terza, maledetto il tempo che manca.

GRAZIE !
Bisogna proprio non valer niente, per non aver nemici.

Maikar

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #18 il: 4 February 2010, 04:09:20 »
[...] il pubblico sembra gradire sempre meno gli 'higly serialized drama' dalla fine di Lost in poi http://tvbythenumbers.com/2010/01/31/are-heavily-serialized-dramas-heading-towards-extinction-on-broadcast-nets/40642 . Sembra si preferiscano puntate autoconclusive anche se inserite in un tessuto narrativo comune. [...]

Perfetto, grazie a questi... non so come chiamarli senza risultare offensivo... grazie a queste "persone", tra qualche anno non vedrò più mezzo telefilm.
Odio le serie che vanno avanti all'infinito con puntate autoconclusive, mi annoiano dopo due episodi (anche quelle fatte bene).

Non ho mai visto Damages, ma so che prima o poi la recupererò (una volta finito Lost, magari).
Non vorrei che a causa degli ascolti bassi venga cancellata senza nemmeno un finale decente.

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Già, e di questo passo finiremo tutti a guardare "Ow my Balls!". :suicidiosenzafronzoli:
« Ultima modifica: 4 February 2010, 04:25:17 da Maikar »

marani

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #19 il: 4 February 2010, 07:16:46 »
Le ultime serie che mi hanno deliziato sono state Dollhouse, Eastwick e (ancora viva per il momento) Men Of A Certain Age. Una domanda mi sorge spontanea: non sarò io che porto sfiga ?  :aka:
A parte gli scherzi, se dobbiamo dipendere dai gusti e le preferenze degli amici yankee... beh, non affezioniamoci troppo a series intelligenti e diverse dal solito.

Un saluto

Mauro
Scrivo i miei post con l'inchiostro simpatico. Tanto, prima o poi, me li fanno svanire...
Da piccolo, invece che da un prete, devo essere stato molestato da un cabarettista. E mi è piaciuto.
Ehi, guarda un meteorite! No, è una stella cadente! No, è una cometa! Macchè, è un altro post di Marani cancellato. Maiunagioia.
Marani? Quel Marani? Quello spassosissimo? Sì, lo conosco, è miomiglioreamico su Itasa.

SLM

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #20 il: 4 February 2010, 09:56:40 »
"Uno seguirà le avventure di un gruppo di wrestler nani e il penoso spettacolo che metteranno su".
Complimentoni.
Ho una domanda: per caso quando non scrivi articoli su ITASABlog, collabori per Libero?



L'aggettivo penoso era piu' che altro rivolto agli autori, che sono costretti a ricorrere ai nani per la caccia agli ascolti. Chiaramente, lo spettacolo farà parlare di se' per il fatto che i protagonisti sono nani, non per il fatto che sono wrestler.
Quindi il pubblico non si esalterà per le performance, le storyline, le evoluzioni dei personaggi... ma solo perchè vede dei freak volare dalla terza corda. Aggiungici che il pubblico del wrestling è molto spesso minorenne (in molti casi appartenente a una classe sociale disagiata, e a minoranze etniche) e capisci che il pubblico pagante sarà poco interessato ai problemi fisici, alle implicazioni psicologiche e alle storie personali dei protagonisti, ma piuttosto... a vedere dei bambini che volano dalla terza corda.

La mia opinione, se la vuoi sapere, è che molto spesso la ricerca di nuovi contenuti si spinge in territori vergini, alcuni dei quali sono di elevato interesse, mentre altri semplicemente di pessimo gusto, quando non specificatamente denigratori nei confronti di una categoria. Intendiamoci: uno show che analizzi in profondità la vita dei midget, il fatto che molto spesso costituiscano una società parallela e nascosta rispetto alla nostra dei "normo-dimensionati" (ci sono puntate di Nip/Tuck e CSI molto interessanti, in merito), i problemi fisici di cui molto spesso soffrono, l'elevato tasso di suicidi, i problemi di tipo psicologico, i problemi e le limitazioni della vita quotidiana... sarebbe probabilmente interessante, e fra l'altro una recente mini-serie made in UK è strutturata come una sorta di Isola dei Famosi, i cui protagonisti sono freak, e ha ricevuto ottime critiche proprio in questo senso.

Ora ti chiedo, in tutta onestà: uno spettacolo sui wrestler, col target che si ritrova, può raggiungere gli obbiettivi sopra? O e' piuttosto uno sfruttamento di una condizione di inferiorità fisica a fini di spettacolo? Perchè quelle persone non vengono pagate per saltare dalla terza corda, ma vengono pagate per essere nani.

Un ragionamento simile, se vuoi, va fatto per quella gente che fa il provino per il GF, spara ca**ate, la Gialappa's li manda in TV per prenderli in giro e questi poi, forti della loro notorietà, vanno a fare le serate in giro per l'italia, in cui la gente paga non per vedere loro, ma per vedere la loro ignoranza, stupidità, a volte la loro bruttezza, la loro goffaggine, il personaggio ridicolo che si sono creati e di cui molto spesso sono prigionieri. Quello che in "X-Factor" era oggetto di derisione, in Idiocracy si scopre essere un ragazzone, che si guadagna da vivere in fabbrica, vive con la madre, esprime sogni di celebrità ed è evidente che cerca in tutti i modi di uscire dall'anonimato di cui dovrebbe andare fiero, e di cui invece si sente prigioniero. Chi li manda in tv lucra su questo disagio psicologico, e quando questo disagio, questa inettitudine all'accettazione del sè diventa spettacolo per le classi sociali meno fortunate e per i ragazzini, io lo ritengo penoso.

Ho provato spiegarti per filo e per segno il mio ragionamento. Nel farlo, però, ho violato diverse regole, scritte e non scritte, del forum:
1) Sono andato molto OT
2) Ho scritto piu' di quanto molti siano disposti a leggere (e hanno ragione)
3) Ho utilizzato altre parole ambigue di cui probabilmente dovrò renderti conto
4) Non ho utilizzato dati certi o altre evidenze empiriche a supporto della mia tesi, perchè onestamente non ho il tempo
5) Ho espresso opinioni personali ben piu' articolate di un semplice aggettivo

Quindi forse è meglio risponderti che si, scrivo per Libero.

myspabox

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #21 il: 4 February 2010, 10:32:23 »
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Complimenti, ottima risposta e bene articolata.
Concordo in pieno con tutto quello che hai detto.

Ora sono curioso di sapere cosa ne pensa...  :zizi:

souffle

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #22 il: 4 February 2010, 10:35:45 »
Io sono un grande appassionato da Damages, dalla prima ora.
Però se vogliamo essere onesti, mi capita spesso di parlare con amici giovani e Damages non è da loro seguita.
Per due motivi: ai cinefili nerd delle serie tv i "procedurali" generalmente non piacciono. Vedi il disinteresse per un'altra serie favolosa come Lie to me. Chi segue Lost o Heroes difficilmente segue Criminal minds o CSI con lo stesso entusiasmo.
Poi, per carità ci sono anche quelli che seguono qualunque cosa esca.
Questo per dire che anche per la "critica" o agli spettatori più avvertiti e attenti quali i fan delle serie tv, una serie come questa non è che sia in top list.
Quanto al pubblico è stato detto bene: la serie richiede un piccolo sforzo allo spettatore che non viene, come si dice "accompagnato all'uscita e preso per mano" dal regista e sceneggiatore. Occorre che elabori le immagini e gli dedichi attenzione.
Questo rende Damages una serie poco "accattivante" per i grandi numeri. Ed è anche normale.
D'altro canto come è stato detto, occorrerebbe nella terza stagione, che peraltro è appena iniziata, lavorare su altre strade, sempre mantenendo però, a mio parere, quella che è la cifra straordinaria di questa serie: l'assoluta sfiducia nel prossimo. Non ci si deve fidare di nessuno, meno che mai delle immagini, delle inquadrature e dei movimenti di macchina.
Questo aspetto, questo sottotesto filmico a mio parere rende Damages una delle serie più innovative della storia della tv.

benhenrygale

  • Melinda May
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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #23 il: 4 February 2010, 11:43:21 »
PER FAVORE! X CHI NON LO AVESSE VISTO CONSIGLIO CALDAMENTE IL FILM IDIOCRACY DOVE VIENE SPIEGATO PERFETTAMENTE IL MOTIVO DI QUESTA TENDENZA AL TRASH A DISCAPITO DELL'INTELLIGENZA. MEDITATE GENTE MEDITATE
Quoto sul film Idiocracy che secondo me è uno spaccato perfetto del futuro che ci aspetta, se continua così... ti ricordi una delle frasi che ripetono sempre nel film? "CHE COSA FAI, LEGGI UN LIBRO? ALLORA SEI UN FINOCCHIO..."

Quanto a Damages, il suo "insuccesso" sulle grandi masse è presto detto, guardando altre serie dai grandi ascolti:
- Non ci sono le "ship" amorose tra i protagonisti, so che è un discorso penoso, ma sfido chiunque a dimostrare il contrario
- Punta soprattutto sulla recitazione degli attori, rinunciando ai classici "belli e fighe" stile One-Tree-Hill o 90210 in favore di gente che sa recitare per davvero
- C'è molto "humour cattivo", questo sì, ma nessun momento divertente che alleggerisce la tensione
- La storia può essere molto disorientante, per chi non è abituato ai flashback o varie... non che in altre serie non ci siano, ma in Damages finchè "non si dissolvono i misteri" molti salti temporali possono essere di difficile lettura... specie per lo spettatore medio abituato ai vari Dr.House e CSI, molto più lineari
- Per apprezzarlo fino in fondo devi avere un minimo di conoscenza (se non altro averne sentito parlare) dei fatti legali a cui si ispira... come la "fregatura" delle piramidi finanziarie (stile Parmalat) cui si rifà questa ultima stagione oppure la stagione precedente con la truffa dell'azienda dell'energia, come accadde col vergognoso caso della Enron

Insomma, a malincuore perchè io adoro Damages, ma non mi sorprenderei se un giorno o l'altro la tagliassero... come era successo con l'altra magnifica serie "Boston Legal", che seppure molto più "leggera" era indirizzata ad un pubblico decisamente più "evoluto" che questa generazione Twilight/GrandeFRatello/Amici dipendente... non tutti i giovani per carità sono così, non facciamo di tutta l'erba un fascio, ma sicuramente sono quelli che i produttori prendono in considerazione quando testano gli ascolti o decidono il format di un nuovo programma

mariola

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #24 il: 4 February 2010, 20:19:42 »
"Uno seguirà le avventure di un gruppo di wrestler nani e il penoso spettacolo che metteranno su".
Complimentoni.
Ho una domanda: per caso quando non scrivi articoli su ITASABlog, collabori per Libero?



L'aggettivo penoso era piu' che altro rivolto agli autori, che sono costretti a ricorrere ai nani per la caccia agli ascolti. Chiaramente, lo spettacolo farà parlare di se' per il fatto che i protagonisti sono nani, non per il fatto che sono wrestler.
Quindi il pubblico non si esalterà per le performance, le storyline, le evoluzioni dei personaggi... ma solo perchè vede dei freak volare dalla terza corda. Aggiungici che il pubblico del wrestling è molto spesso minorenne (in molti casi appartenente a una classe sociale disagiata, e a minoranze etniche) e capisci che il pubblico pagante sarà poco interessato ai problemi fisici, alle implicazioni psicologiche e alle storie personali dei protagonisti, ma piuttosto... a vedere dei bambini che volano dalla terza corda.

La mia opinione, se la vuoi sapere, è che molto spesso la ricerca di nuovi contenuti si spinge in territori vergini, alcuni dei quali sono di elevato interesse, mentre altri semplicemente di pessimo gusto, quando non specificatamente denigratori nei confronti di una categoria. Intendiamoci: uno show che analizzi in profondità la vita dei midget, il fatto che molto spesso costituiscano una società parallela e nascosta rispetto alla nostra dei "normo-dimensionati" (ci sono puntate di Nip/Tuck e CSI molto interessanti, in merito), i problemi fisici di cui molto spesso soffrono, l'elevato tasso di suicidi, i problemi di tipo psicologico, i problemi e le limitazioni della vita quotidiana... sarebbe probabilmente interessante, e fra l'altro una recente mini-serie made in UK è strutturata come una sorta di Isola dei Famosi, i cui protagonisti sono freak, e ha ricevuto ottime critiche proprio in questo senso.

Ora ti chiedo, in tutta onestà: uno spettacolo sui wrestler, col target che si ritrova, può raggiungere gli obbiettivi sopra? O e' piuttosto uno sfruttamento di una condizione di inferiorità fisica a fini di spettacolo? Perchè quelle persone non vengono pagate per saltare dalla terza corda, ma vengono pagate per essere nani.

Un ragionamento simile, se vuoi, va fatto per quella gente che fa il provino per il GF, spara ca**ate, la Gialappa's li manda in TV per prenderli in giro e questi poi, forti della loro notorietà, vanno a fare le serate in giro per l'italia, in cui la gente paga non per vedere loro, ma per vedere la loro ignoranza, stupidità, a volte la loro bruttezza, la loro goffaggine, il personaggio ridicolo che si sono creati e di cui molto spesso sono prigionieri. Quello che in "X-Factor" era oggetto di derisione, in Idiocracy si scopre essere un ragazzone, che si guadagna da vivere in fabbrica, vive con la madre, esprime sogni di celebrità ed è evidente che cerca in tutti i modi di uscire dall'anonimato di cui dovrebbe andare fiero, e di cui invece si sente prigioniero. Chi li manda in tv lucra su questo disagio psicologico, e quando questo disagio, questa inettitudine all'accettazione del sè diventa spettacolo per le classi sociali meno fortunate e per i ragazzini, io lo ritengo penoso.

Ho provato spiegarti per filo e per segno il mio ragionamento. Nel farlo, però, ho violato diverse regole, scritte e non scritte, del forum:
1) Sono andato molto OT
2) Ho scritto piu' di quanto molti siano disposti a leggere (e hanno ragione)
3) Ho utilizzato altre parole ambigue di cui probabilmente dovrò renderti conto
4) Non ho utilizzato dati certi o altre evidenze empiriche a supporto della mia tesi, perchè onestamente non ho il tempo
5) Ho espresso opinioni personali ben piu' articolate di un semplice aggettivo

Quindi forse è meglio risponderti che si, scrivo per Libero.

Non volevo farti perdere tempo.
Non volevo costringerti a spiegarmi il tuo punto di vista.
Non volevo creare a qualcuno ansia per la mia risposta.
Quello che hai scritto è molto più che condivisibile, è corretto.
Quello che hai scritto prima, mi è sembrato un giudizio di valore su uno spettacolo allestito da nani.
In poche parole, la lega wrestlering dei nani c'è da tempo, è puro intrattenimento, e non credo sia penosa in sè.
Sicuramente quello trasmesso alla TV sarà uno spettacolo penoso.
In conclusione hai pienamente ragione. Solo non credo che il tuo punto di vista fosse così chiaro prima della tua risposta.
E no, non dovrai rendermi conto di altre parole "ambigue", per il semplice motivo che stavolta non ci sono parole ambigue nella tua risposta.

IlaC

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #25 il: 4 February 2010, 21:33:54 »
non cancellatemi anche questa per favore è stupenda!!!!!!!  :cry:

m.scofield

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #26 il: 7 February 2010, 22:22:47 »
dai, cavolo, non è possibile, questa è quasi sicuramente una delle migliori produzioni degli ultimi 10 anni ed è a rischio cancellazione mentre altre ca***e sono andate/vanno avanti da anni?  :aka:

davvero senza parole  :nu:
Morale della favola: Non date mai retta a scof, è pericoloso e meschino :zizi:

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #27 il: 9 February 2010, 13:56:21 »
Sconfortante...
E pensare che oggi inizio "solo" la seconda stagione..

ddd

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #28 il: 9 February 2010, 18:36:17 »
Io sono un grande appassionato da Damages, dalla prima ora.
Però se vogliamo essere onesti, mi capita spesso di parlare con amici giovani e Damages non è da loro seguita.

ok ma in italia non la danno, l'argomento legal e' meno "in" dei vampiri o del medical o delle love story, pure in america e' su una tv via cavo ergo molta meno pubblicita' mediatica, nemmeno the shield e' strafamoso per gli stessi motivi pur essendo un capolavoro

nemmeno dexter che come tema e come intrecci e' molto + user friendly fa sti ascolti da capogiro

fuckthemummies

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Re: La critica li ama, il pubblico... meno
« Risposta #29 il: 9 February 2010, 18:39:06 »
Onestamente credo che per un thriller con questa struttura narrativa sia già tantissimo arrivare alla terza stagione. Già il fatto che esista un thriller in forma serial è una cosa difficile anche da immaginare solo dieci anni fa (quando invece le lotte tra nani c'erano già).
« Ultima modifica: 9 February 2010, 18:47:58 da fuckthemummies »