Autore Topic: Lavoro: dai salari ai rapporti di forza. Passato, presente e prospettive future  (Letto 51414 volte)

Kaneda77

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Apro questo 3D in cui poter liberamente parlare del mondo del lavoro a 360°. Passato, presente e futuro. Notizie, correnti, leggi, modifiche nei rapporti di forza, intervento dello stato, peso delle corporazioni sovranazionali, trattati europei e chi più ne ha più ne metta.

Sarebbe bello se @Toshiro Guerzoni tornasse dei nostri. È un peccato non avere il suo contributo in questa sezione, soprattutto sul tema del lavoro
« Ultima modifica: 20 May 2016, 13:51:21 da Kaneda77 »
Il bello dei film italiani è che sono molto italiani, e vale lo stesso per quelli francesi e inglesi. Un 'cinema unico europeo' sarebbe un incubo - Patrice Leconte

krug

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Svincolare la sopravvivenza dal lavoro sarebbe cosa buona e giusta*, se non altro per iniziare a smantellare un'etica del lavoro di stampo religioso. Chi non lavora non fa l'amore, cantavano quei due là. Che non hanno mai fatto un cazzo in vita loro e hanno trombato pure troppo, visti i figli.

 :zizi: :zizi: :zizi: :asd: :asd:
Maledetti animalisti
Scusate l'OT
Per il resto d'accordissimo sul fatto che l'etica del lavoro puritana dovrebbe essere pensionata, l'avevo già scritto nella risposta n.23 del thread su Minimalismo e Decrescita (seconda pagina)
People think that PR means Public Relations, I have a different definition; It's Perception of Reality.                 
We are living in an era of woke capitalism in which companies pretend to care about social justice to sell products to people who pretend to hate capitalism. Clay Routledge
"The View" is the endgame of women's suffrage

Kaneda77

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Che c'è da dire sul lavoro? E' la cosa peggiore dopo la disoccupazione.

Il lavoro serve al capitale, perché i robot non mangiano. Ma neanche i lavoratori mangiano, se si mangia tutto il capitale.

Svincolare la sopravvivenza dal lavoro sarebbe cosa buona e giusta*, se non altro per iniziare a smantellare un'etica del lavoro di stampo religioso. Chi non lavora non fa l'amore, cantavano quei due là. Che non hanno mai fatto un cazzo in vita loro e hanno trombato pure troppo, visti i figli.

In fabbrica da me ci hanno già detto che ci taglieranno il salario - sarà rivisto al ribasso il contratto aziendale, scaduto da non so più quanti anni - perché abbiamo molto PIU' lavoro del previsto. Quando (dicevano che) non c'era lavoro, dovevamo fare sacrifici. Adesso che il lavoro c'è, ne dobbiamo fare di più, altrimenti lo perderemo. Giusto per quelli che si illudono di sentir parlare un giorno di ripresa. La ripresa è il nemico. La ripresa produce aspettative. Dobbiamo vivere nel terrore. Ringraziare di avere un lavoro purché sia.

Questo topic andava aperto nella vecchia sezione calcio, dove si poteva bestemmiare.

___
* Il reddito di base va benissimo, ma solo se prima si introduce il salario minimo, o se si vieta il cumulo col reddito da lavoro, altrimenti poi le aziende si limiterebbero a integrare il reddito di base. Avremmo qualche disperato che sta un po' meglio, ma la maggioranza dei lavoratori che guadagna pure meno di adesso.

Bentornato  :hug:

Ne approfitto per scusarmi con te pubblicamente se in altri 3D ho superato il limite dello scontro dialettico, scadendo nell'insulto.

Non dico non fosse mia intenzione che potrebbe suonare falso, però l'insulto (da piddino in giù) non rispecchiava e non rispecchia la stima che ho di te come interlocutore in questo spazio (cogito ergo sum)
Il bello dei film italiani è che sono molto italiani, e vale lo stesso per quelli francesi e inglesi. Un 'cinema unico europeo' sarebbe un incubo - Patrice Leconte

Kaneda77

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Riporto qua il post di cui parli per chi non lo avesse visto/letto

(clicca per mostrare/nascondere)

Come faccio spesso, non devo per forza condividere al 100% tutto quello che posto, ma mi sembrava uno spunto interessante e una proposta che uscisse dai soliti cori che provengono dalla diverse forze politiche parlamentari. E poi quella del 48 è la costituzione antifascista per eccellenza, nonostante le maiuscole   :zizi:
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Kaneda77

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Più no che sì secondo me: ci sono tantissimi riferimenti al lavoro nella nostra costituzione

(clicca per mostrare/nascondere)

E a proposito di (non) lavoro, è uscito il nuovo rapporto annuale ISTAT: un quadro sempre più desolante

Istat: “2,2 milioni di famiglie senza lavoro"
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/20/istat-22-milioni-di-famiglie-senza-lavoro-spesa-sociale-inefficiente-peggio-di-noi-sola-la-grecia/2748393/
« Ultima modifica: 20 May 2016, 16:23:53 da Kaneda77 »
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bomberdede

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però io ho una domanda da ignorantissimo:
come fa uno stato a creare lavoro da 0?

nel senso che il lavoro verrà ben creato da un economia in crescita, in cui si investe, si creano aziende etc.
se l´economia è stagnante o in caduta come può uno stato aumentare l´occupazione?
e non lo chiedo con intento polemico, bensì curioso.
mi viene in mente quando sono stato in Grecia in cui mi era stato spiegato (a ragione o torto non lo so) che il motivo per cui nei siti archeologici si vedono tanti lavoratori al cazzeggio è perchè vengono creati posti di lavoro come forma di Welfare anche quando poi le risorse per dargli davver qualcosa da fare non ci sono.
è questo che cerchiamo noi?

edit: rileggendo capisco che il discoros sulla grecia può essere fuorviante.
la domanda di base è:
nel mondo 2016 (capitalistico e globalizzato) quanto uno stato è in grado di intervenire in materia di lavoro sul lungo periodo (quindi senza sgravi fiscali come jobs act che ti crea lavoro 1 anno e poi finisce tutto lí) e quanto è solo succube di una situazione economica mondiale?
ed è possibil enon essere succubi di questa situazione senza isolarsi dal mondo?
« Ultima modifica: 20 May 2016, 17:07:41 da bomberdede »

Kaneda77

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Uno Stato se vuole creare lavoro (cioè se la sua intenzione non è quella di tenere invece alta la disoccupazione per comprimere i salari, che è quello che sta succedendo da noi) in un periodo di recessione deve fare politiche anticicliche.

Deve cioè aumentare la spesa pubblica per creare lavoro. In Italia, per come stiamo messi, avrebbe solo l'imbarazzo della scelta (istruzione, ricerca, infrastrutture, servizi ai cittadini). Quando la disoccupazione poi scende, i salari riprendono a salire e la spesa dei privati conseguentemente aumenta, lo STato allora può pensare di ridurre il debito accumulato per uscire dalla crisi.

Questo in parole molto semplici. È quello che hanno fatto gli STati uniti per uscire dalla grande depressione col New Deal di Roosvelt. In Italia con la creazione dell'IRI.

Per fare questo però uno Stato deve poter esercitare le prerogative della propria sovranità (politica monetaria, politica fiscale, ecc.) senza vincoli esterni
« Ultima modifica: 21 May 2016, 11:13:21 da Kaneda77 »
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Justme

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Da quel che ho capito molti in questa sezione sono antieuropeisti, per cui posso dire un'opinione impopolare senza che mi linciate?
Secondo me ormai l'UE è lo stato e gli investimenti in certi settori possono provenire da li (basta pensare all'Erasmus, first eures job, finanziamenti all'agricoltura ecc.). Stesso discorso per le leggi comunitarie, che da sole possono muovere alcuni settori. Tornare all'autonomia non servirebbe a niente, casomai dovremmo prendere un ruolo più attivo per decidere su come questi finanziamenti vengono utilizzati e sulle direzioni comuni da prendere. Comunque a parer mio finora sono stati utilizzati sicuramente meglio di come lo sarebbero stati stato se l'avessero deciso gli italiani, ma questo è un mio personalissimo parere che lasciamo stare perché finiamo OT.
Tornando al discorso lavoro, io penso che ormai il freelance sia inevitabile non solo per il volere dei capitalisti, ma anche per un'evoluzione stessa della mentalità.
Potete dire che abbiamo subito il brain-wash, che i cattivi ammerigani ci hanno inculcato i valori che volevano loro, ma io ormai non vedo più nessuno puntare al posto fisso, piuttosto hanno tutti un sogno nel cassetto da realizzare.
Infatti lo stato potrebbe anche cercare di risolvere la crisi creando posti di lavoro, ma siamo sicuri che ci sarà chi vorrà fare a vita il guardiano superfluo del sito archeologico? Se ci sarà, sarà una persona svogliata e priva di interesse, con il solo obiettivo del posto fisso, non di certo un valore per un paese, basta vedere tanti dipendenti odierni delle PA.
In questo contesto io non dissento dal fatto che un reddito di cittadinanza sarebbe auspicabile, però continuo a crederlo un'utopia, comunque su questo punto ho già espresso la mia nel topic apposito.
Uno dei motivi per i quali questo sistema si regge in piedi è perché comunque c'è un forte sostegno da parte delle famiglie, facile giocare a Steve Jobs nella cameretta di mamma e papà. Ma è un aspetto che ho notato anche in altri paesi, dove a 20 anni si vive già da soli, magari facendo il cameriere però intanto portando avanti altri progetti.
Per cui se da un lato non ci sono più posti di lavoro, dall'altro è cambiata proprio l'ambizione del singolo. Per farvi un esempio idiota, conosco moltissime ragazze che hanno fatto una scuola o un corso di trucco. Credete che l'abbiano fatto per fare la commessa da Sephora? Magari non trovando altro lo faranno, ma ognuna di loro in fondo al cuore spera di essere la futura Clio make up.
Ormai si vive hic et nunc, la gratificazione è immediata, l'esempio è che chi rompe le regole "ha successo", in qualsiasi campo, credete davvero che oggi si possa aspirare al posto fisso, alla fatica, al sacrificio rimandando la gratificazione? Parlando con persone adolescenti noto che questo aspetto è ancora più accentuato.
Non voglio generalizzare, sicuramente ci saranno tante persone che venderebbero un rene per una sicurezza lavorativa, però anche il fenomeno da me descritto sopra non è una tendenza da sottovalutare, tra persone cresciute a pane e telefilm "ragazza con la valigia arriva a new york cercando di realizzare il proprio sogno".
Human beings are like that. We want to live by each other’s happiness - not by each other’s misery. We don’t want to hate and despise one another. In this world there is room for everyone. And the good earth is rich and can provide for everyone. The way of life can be free and beautiful, but we have lost the way.
Greed has poisoned men’s souls, has barricaded the world with hate, has goose-stepped us into misery and bloodshed. We have developed speed, but we have shut ourselves in. Machinery that gives abundance has left us in want. Our knowledge has made us cynical. Our cleverness, hard and unkind.
We think too much and feel too little. More than machinery we need humanity. More than cleverness we need kindness and gentleness. Without these qualities, life will be violent and all will be lost.

sarettameolo

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Tornando al discorso lavoro, io penso che ormai il freelance sia inevitabile...

Dopo anni di lavoro con partita IVA, ti assicuro che comincio a guardare con invidia le commesse da Sephora...
Boh, credo dipenda dall'età. Finché si è giovani e incoscienti può sembrare una buona soluzione.
In realtà non lo è per niente. Semmai è un ripiego. Soprattutto qui in Italia, dove lavorare da autonomi (magari aderendo alla c.d. gestione separata dell'INPS) è un suicidio. Io ho aperto la p. IVA diversi anni fa per "protesta", perché dopo la laurea trovavo solo stage con rimborsi spese ridicoli.
Consiglierei ai neolaureati di tentare la strada di Garanzia Giovani (non sempre si tratta di una fregatura) o, meglio ancora, provare ad aderire al progetto Work Experience (guarda caso, finanziato tramite fondi FSE).

Riguardo al reddito di cittadinanza, secondo me si sta iniziando a sdoganare l'idea.
Tre mesi fa mi son stupita di questa puntata di Otto e Mezzo:

« Ultima modifica: 21 May 2016, 21:53:49 da sarettameolo »

Justme

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Infatti ci sono tantissime persone ad usufruire dei benefici comunitari, vedi garanzia giovani, ma anche altri programmi simili e anche migliori, tra regioni, università, enti, a cercare bene qualcosa si trova sempre!
Comunque ho generalizzato dicendo freelance, ma intendevo anche tutti coloro che aprono un'attività, negozi, caffetterie ecc. Infatti imo sarebbe meglio tagliare i costi della partita iva ecc. piuttosto che fare un reddito di cittadinanza, non ha senso averlo se poi ci sono comunque tantissime tasse da pagare per chi cerca di fare qualcosa!
Mi sono sentita dire in alcuni topic che vivo nel paese degli unicorni, ma non credo che arriveremo mai ad una condizione dove non ci sarà più lavoro. Ok la concentrazione di capitali e tutto quello che volete, ma siamo sempre persone, i nostri bisogni sono sempre quelli: mangiare, dormire, vestirsi più i nuovi bisogni acquisiti con il tempo. Qualcuno dovrà pur soddisfarli e questo manterrà i posti di lavoro. Eppure c'è una paura irrazionale di rimanere senza, perché? Siamo umani e ci adattiamo sempre, perché non c'è fiducia che succederà anche adesso?
Per quel che riguarda l'accentramento di ricchezze nelle mani dei pochi... Non dimentichiamo che sono soltanto pezzi di carta e non si mangiano! E basta un momento per cambiare le carte in tavola!

edit: uno dei signori nel video dice una cavolata enorme: che nell'800 i treni hanno creato occupazione perché hanno tolto il lavoro ai cavalli, non alle persone, mentre la tecnologia odierna lo sta togliendo alle persone. E allora dove vuoi mettere tutti gli allevatori di cavallo, i cocchieri ecc.? Allo stesso tempo ci sarà sempre chi i programmi li crea e li aggiusta, e come ho già detto altrove, c'è sempre il valore umano, aggiunto dall'errore e dall'imperfezione, non mangeremo mai in un ristorante con uno chef/robot perfetto che non sbaglia un piatto.
Ps: il tizio a favore del digitale esprime perfettamente il mio punto di vista, gli altri due sembrano dinosauri e mi inquietano.
« Ultima modifica: 22 May 2016, 00:48:42 da Justme »
Human beings are like that. We want to live by each other’s happiness - not by each other’s misery. We don’t want to hate and despise one another. In this world there is room for everyone. And the good earth is rich and can provide for everyone. The way of life can be free and beautiful, but we have lost the way.
Greed has poisoned men’s souls, has barricaded the world with hate, has goose-stepped us into misery and bloodshed. We have developed speed, but we have shut ourselves in. Machinery that gives abundance has left us in want. Our knowledge has made us cynical. Our cleverness, hard and unkind.
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house bello

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Sono d'accordo con Toshiro, lavoro e sopravvivenza andrebbero slegate. Come diceva qualcuno, il problema non è la mancanza di lavoro, è la mancanza di stipendio. In ufficio da me è pieno di 50/60enni a tempo indeterminato che vivacchiano. L'ultima volta che hanno lavorato penso sia stata vent'anni fa, ma dato che il cedolino arriva puntuale non li sento lamentarsi.

Mi sono sentita dire in alcuni topic che vivo nel paese degli unicorni, ma non credo che arriveremo mai ad una condizione dove non ci sarà più lavoro. Ok la concentrazione di capitali e tutto quello che volete, ma siamo sempre persone, i nostri bisogni sono sempre quelli: mangiare, dormire, vestirsi più i nuovi bisogni acquisiti con il tempo. Qualcuno dovrà pur soddisfarli e questo manterrà i posti di lavoro. Eppure c'è una paura irrazionale di rimanere senza, perché? Siamo umani e ci adattiamo sempre, perché non c'è fiducia che succederà anche adesso?

Qui troverai delle riposte. E' un articolo in cui l'autore spiega perché il pessimismo sembri una cosa più intelligente dell'ottimismo pur contraddicendo i fatti della realtà.
« Ultima modifica: 22 May 2016, 13:08:50 da house bello »

Eleucalypthus

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Bentornato   :love:

Dai, non scherziamo. Che ci sia sempre meno bisogno di lavoro, ragazzi, è innegabile. Se il lavoro di una singola macchina equivale a quello di 20 persone, non ci vuole comunque il lavoro di 20 persone per produrre, mantenere e gestire una singola macchina. Il bilancio è sempre negativo, anche se si creano nuove tipologie di lavoro. Non è un problema qualitativo, ma quantitativo. Senza contare che la nuova tipologia che si crea ha una difficoltà di accesso sempre maggiore anche a prescindere dalla competizione.

Nonché - in alcuni casi - quand'anche il lavoro viene distribuito e parcellizzato (vedi la miriade di piattaforme più disparate) e diventa più accessibile, il salario che ne deriva si abbassa drasticamente a fronte dello stesso valore prodotto. Il comune denominatore è sempre la crescita esponenziale del plusvalore e quindi l'accentramento di capitali, che sono sempre più o finanziarizzati o investiti in settori che a loro volta creano molto valore ma poco lavoro. Se non si sgancia quantomeno la sussistenza dal salario, è una spirale da cui non si esce.

Certo, è altrettanto vero che nei settori "tipici", dove le dinamiche del rapporto di lavoro e della contrattazione sono rimaste le stesse, il metodo principe per distribuire la ricchezza resta il salario e il sostegno al reddito non può diventare un'arma per le imprese per contrattare al ribasso.
Prima dell'inizio, dopo la grande guerra del Cielo contro l'Inferno, Dio creo' la Terra e ne concesse la sovranita' a quella scaltra scimmia che chiamo' Uomo. E per ogni generazione nacque una creatura della luce e una creatura della notte. Ed eserciti sterminati lottavano e perivano in nome dell'antica guerra tra il Bene e il Male. Un'epoca incantata, l'epoca dei grandi... un'epoca di eccezionale crudelta'. Un'epoca eterna. Fino al giorno in cui un falso sole esplose sulla Trinita' e il prodigio abbandono' l'Uomo lasciandolo in balia della ragione. - Carnivàle

"To any monarch, king, sultan, pope, despot, or emperor, you are no more than a means to an end, a means to acquire riches, a means to acquire power, but we are an end to our own selves and only our own selves. We that stand are abject dogs and bastards. We are killers and malefactors. We are thieves and scum, and we are brothers and sisters. So if they wish to make us their means, let them come and meet their end!"  Blackbeard - Crossbones

sarettameolo

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Segnalo la puntata di Report di stasera sulle benefit corporation (le imprese sociali)...

« Ultima modifica: 23 May 2016, 19:56:34 da sarettameolo »

Justme

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Che ci sia sempre meno bisogno di lavoro, ragazzi, è innegabile.

Ci sono statistiche che provano questa affermazione? Magari a livello settoriale o nazionale, ma nel complesso globale dubito che sia così.
Su una scala mondiale succede come con i vasi comunicanti, diminuisce il lavoro qui ma cresce dalle altre parti. Se poi siamo i primi a comprare scarpe fatte dai bambini in cambogia pagati 30$ al mese, non ci lamentiamo che le manifatture italiane chiudono, quindi non è che il lavoro è meno, semplicemente si sposta dove è più conveniente per il capitale. Se sosteniamo questo sistema non boicottando queste aziende, poi non ci lamentiamo.
Ci sono poi interi settori che tra 20 anni chiederanno sempre più lavoro. I migranti - dovranno vivere da qualche parte, imparare la lingua, mangiare qualcosa, imparare un mestiere, ci sarà un app per questo?
Gli anziani - la popolazione si invecchia sempre di più, avremo un tablet che si prende cura degli anziani?
Viaggi - 10 anni fa fare una vacanza ad agosto era tanto, adesso chiunque, abbiente o meno fa 3-4 viaggi all'anno. Se pensiamo a tutti quei settori come cicloturismo, trekking, vela ecc., sono settori che oggi hanno prezzi più accessibili rispetto a tempo fa e la platea dei consumatori, e di conseguenza, di lavoratori, si allarga.
Ovvio che ci sono certi settori che soffrono di più - vedi le automobili, che secondo me sono destinate a diminuire sempre di più fino ad assestarsi su un valore basso, magari un terzo della produzione odierna. Però contemporaneamente cresceranno altri settori - biciclette e mezzi pubblici, come in Olanda dove la norma è avere due biciclette per persona.
Ci sono settori interi che vengono spazzati via ma è innegabile piuttosto che ci siano settori interi che richiedono lavoratori per mansioni nate negli ultimi anni e faticano pure a trovarli, perché non ci sono persone con abbastanza competenze.
Facendo un esempio idiota legato alle serie tv  :asd:, ora in Grey's Anatomy si vedono i dottori con i tablet invece della cartella. Non so se sia una velleità del telefilm o se veramente gli ospedali moderni siano su questa strada, però sicuramente l'introduzione della tecnologia richiederà altri posti di lavoro, dal programmatore alla manutenzione. Un circolo che mi sembra richieda più lavoro della carta e penna.
« Ultima modifica: 23 May 2016, 09:44:50 da Justme »
Human beings are like that. We want to live by each other’s happiness - not by each other’s misery. We don’t want to hate and despise one another. In this world there is room for everyone. And the good earth is rich and can provide for everyone. The way of life can be free and beautiful, but we have lost the way.
Greed has poisoned men’s souls, has barricaded the world with hate, has goose-stepped us into misery and bloodshed. We have developed speed, but we have shut ourselves in. Machinery that gives abundance has left us in want. Our knowledge has made us cynical. Our cleverness, hard and unkind.
We think too much and feel too little. More than machinery we need humanity. More than cleverness we need kindness and gentleness. Without these qualities, life will be violent and all will be lost.

Kaneda77

  • Piper Chapman
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Da quel che ho capito molti in questa sezione sono antieuropeisti, per cui posso dire un'opinione impopolare senza che mi linciate?
Secondo me ormai l'UE è lo stato e gli investimenti in certi settori possono provenire da li (basta pensare all'Erasmus, first eures job, finanziamenti all'agricoltura ecc.). Stesso discorso per le leggi comunitarie, che da sole possono muovere alcuni settori. Tornare all'autonomia non servirebbe a niente, casomai dovremmo prendere un ruolo più attivo per decidere su come questi finanziamenti vengono utilizzati e sulle direzioni comuni da prendere. Comunque a parer mio finora sono stati utilizzati sicuramente meglio di come lo sarebbero stati stato se l'avessero deciso gli italiani, ma questo è un mio personalissimo parere che lasciamo stare perché finiamo OT.
Noi siamo creditori netti della UE (diamo molto di più di quello che riceviamo). Quindi per noi la UE è l’esatto contrario di una risorsa. Inoltre senza una fiscalità comune (che i Paesi creditori non vogliono, Germania in primis) tutto il resto ha poco senso.

Tornando al discorso lavoro, io penso che ormai il freelance sia inevitabile non solo per il volere dei capitalisti, ma anche per un'evoluzione stessa della mentalità.
Potete dire che abbiamo subito il brain-wash, che i cattivi ammerigani ci hanno inculcato i valori che volevano loro, ma io ormai non vedo più nessuno puntare al posto fisso, piuttosto hanno tutti un sogno nel cassetto da realizzare.
Infatti lo stato potrebbe anche cercare di risolvere la crisi creando posti di lavoro, ma siamo sicuri che ci sarà chi vorrà fare a vita il guardiano superfluo del sito archeologico? Se ci sarà, sarà una persona svogliata e priva di interesse, con il solo obiettivo del posto fisso, non di certo un valore per un paese, basta vedere tanti dipendenti odierni delle PA.
In questo contesto io non dissento dal fatto che un reddito di cittadinanza sarebbe auspicabile, però continuo a crederlo un'utopia, comunque su questo punto ho già espresso la mia nel topic apposito.
Uno dei motivi per i quali questo sistema si regge in piedi è perché comunque c'è un forte sostegno da parte delle famiglie, facile giocare a Steve Jobs nella cameretta di mamma e papà. Ma è un aspetto che ho notato anche in altri paesi, dove a 20 anni si vive già da soli, magari facendo il cameriere però intanto portando avanti altri progetti.
Questo è essere prevenuti (se non razzisti) nei confronti del proprio Paese.

http://ilmanifesto.info/un-paese-feroce-e-in-guerra-contro-i-giovani/
Un paese feroce e in guerra contro i giovani
Istat. Rapporto annuale 2016: l'Italia è il paese dove le diseguaglianze di classe sono cresciute di più al mondo dopo il Regno Unito. I giovani e i minori, schiacciati dal sistema della precarietà, sono senza giustizia. Le famiglie sostituiscono il welfare e sostengono i figli senza lavoro fisso e pensione, ma iper-precari. Invece di disinnescare questa bomba sociale che sta facendo esplodere il Welfare (familiare), si preferisce insultarli: «bamboccioni»


Per cui se da un lato non ci sono più posti di lavoro, dall'altro è cambiata proprio l'ambizione del singolo. Per farvi un esempio idiota, conosco moltissime ragazze che hanno fatto una scuola o un corso di trucco. Credete che l'abbiano fatto per fare la commessa da Sephora? Magari non trovando altro lo faranno, ma ognuna di loro in fondo al cuore spera di essere la futura Clio make up.
Ormai si vive hic et nunc, la gratificazione è immediata, l'esempio è che chi rompe le regole "ha successo", in qualsiasi campo, credete davvero che oggi si possa aspirare al posto fisso, alla fatica, al sacrificio rimandando la gratificazione? Parlando con persone adolescenti noto che questo aspetto è ancora più accentuato.
Non voglio generalizzare, sicuramente ci saranno tante persone che venderebbero un rene per una sicurezza lavorativa, però anche il fenomeno da me descritto sopra non è una tendenza da sottovalutare, tra persone cresciute a pane e telefilm "ragazza con la valigia arriva a new york cercando di realizzare il proprio sogno".

No, non è un aspirazione, è una necessità, che è ben diverso. Vedi gli expat

Ci sono statistiche che provano questa affermazione? Magari a livello settoriale o nazionale, ma nel complesso globale dubito che sia così.
Su una scala mondiale succede come con i vasi comunicanti, diminuisce il lavoro qui ma cresce dalle altre parti. Se poi siamo i primi a comprare scarpe fatte dai bambini in cambogia pagati 30$ al mese, non ci lamentiamo che le manifatture italiane chiudono, quindi non è che il lavoro è meno, semplicemente si sposta dove è più conveniente per il capitale. Se sosteniamo questo sistema non boicottando queste aziende, poi non ci lamentiamo.

Questo è possibile esclusivamente perché a partire dagli anni 90 c’è stata un deregolamentazione dei mercati finanziari che mette paura. I capitali, quelli grossi come un PIL; non possono essere liberei di circolare senza restrizioni. Sennò succede questo (delocalizzazione e aumento della diuguaglianza)

Ci sono poi interi settori che tra 20 anni chiederanno sempre più lavoro. I migranti - dovranno vivere da qualche parte, imparare la lingua, mangiare qualcosa, imparare un mestiere, ci sarà un app per questo?
Gli anziani - la popolazione si invecchia sempre di più, avremo un tablet che si prende cura degli anziani?
Viaggi - 10 anni fa fare una vacanza ad agosto era tanto, adesso chiunque, abbiente o meno fa 3-4 viaggi all'anno. Se pensiamo a tutti quei settori come cicloturismo, trekking, vela ecc., sono settori che oggi hanno prezzi più accessibili rispetto a tempo fa e la platea dei consumatori, e di conseguenza, di lavoratori, si allarga.

Ma dovi li vedi gli italiani che fanno 3-4 viaggi l’anno se tutti gli indicatori dicono il contrario?

Mi sono sentita dire in alcuni topic che vivo nel paese degli unicorni, ma non credo che arriveremo mai ad una condizione dove non ci sarà più lavoro. Ok la concentrazione di capitali e tutto quello che volete, ma siamo sempre persone, i nostri bisogni sono sempre quelli: mangiare, dormire, vestirsi più i nuovi bisogni acquisiti con il tempo. Qualcuno dovrà pur soddisfarli e questo manterrà i posti di lavoro. Eppure c'è una paura irrazionale di rimanere senza, perché? Siamo umani e ci adattiamo sempre, perché non c'è fiducia che succederà anche adesso?
Per quel che riguarda l'accentramento di ricchezze nelle mani dei pochi... Non dimentichiamo che sono soltanto pezzi di carta e non si mangiano! E basta un momento per cambiare le carte in tavola!

Da noi abbiamo una disoccupazione giovanile che supera il 40%. Vuol dire che quasi 1 giovane su 2 è disoccupato. È dal 2008 che i nostri indicatori non fanno che peggiorare (disoccupazione, deflazione, recessione). Ma che vuol dire che siamo umani e ci adatteremo?

Qua è spiegato molto bene come la collaborazione tra esseri umani rappresenti storicamente un’eccezione, motivo per cui servono leggi, accodi, Paesi che promuovano tale collaborazione altrimenti lasciate a se stesse le cose non andrebbero molto bene

http://www.eurasia-rivista.org/l%E2%80%99attualita-di-friedrich-list/10824/
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