Autore Topic: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico  (Letto 33074 volte)


Imberbe

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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #436 il: 21 June 2017, 22:09:08 »

La Moschea di al Nuri a Mosul,dove al Baghdadi aveva proclamato la nascita dello Stato Islamico[/url],è stata distrutta in un'esplosione provocata dai salafiti.Le milizie irachene si trovavano a pochi metri dal riconquistarla.

Era stata costruita negli anni 1172-1173,quindi aveva quasi mille anni e secondo alcune fonti Maometto ci passò sopra mentre ascendeva al cielo cavalcando un asino con le ali (in realtà il Profeta sarebbe deceduto qualche secolo prima,però la versione riporta così).

 
« Ultima modifica: 7 July 2017, 13:25:04 da Imberbe »
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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #437 il: 7 July 2017, 13:26:39 »

Non ne parla ancora nessun giornale,ma Mosul è stata riconquistata dalle forze irachene.Nel pomeriggio potrebbe esserci l'annuncio ufficiale del Presidente iracheno.

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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #438 il: 23 July 2017, 13:03:46 »
Leggendo la notizia mi ero fatto un film di un certo tipo

Ovvero che avessimo a che fare con una specifica provenienza politico-ideologica della famiglia Teutonica della nostra dama bianca.

Leggendo questi numeri devo ammettere che la probabilità gioca a mio sfavore .

Ciò non toglie che spero vivamente venga impiccata e che la Merkel non si azzardi a fare pressioni.
Nel mondo ideale di Krug i suoi "carcerieri" (Curdi? Siamo a Mosul, quindi può darsi), dovrebbero anche divertirsi un bel po'  :rofl: :rofl:
Dopodiché, tornando a bomba, le probabilità mi giocano contro, ciò non toglie però che (sempre in un utopico Krugistan) bisognerebbe cercare di capire se la famiglia fosse o meno SJW-sboldrinoide e in caso affermativo consegnare anche loro alle autorità locali  :rofl: :rofl: :rofl: :rofl:
Che non si dica che discrrimino tra 2a-3a.....Nesima generazione e feccia autoctona  :rofl: :rofl: :rofl:
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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #439 il: 23 July 2017, 15:00:35 »
Nel mondo ideale di Krug i suoi "carcerieri" (Curdi? Siamo a Mosul, quindi può darsi), dovrebbero anche divertirsi un bel po'  :rofl: :rofl:

All'offensiva non hanno partecipato i Peshmerga,bensì le milizie sciite.

Barzani non è un santo,ma non credo avrebbe potuto dare l'assenso per azioni del genere.

Posso provare a giustificare gli istinti belluini di chi ha vissuto da vicino un periodo infernale,perdendo magari persone care,ma leggere simili appoggi da chi vive raggiante a leghe di distanza e si guarda bene dal partecipare attivamente alla lotta,mi suscita unicamente un disprezzo viscerale.

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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #440 il: 23 July 2017, 15:59:39 »
All'offensiva non hanno partecipato i Peshmerga,bensì le milizie sciite.

Barzani non è un santo,ma non credo avrebbe potuto dare l'assenso per azioni del genere.

Posso provare a giustificare gli istinti belluini di chi ha vissuto da vicino un periodo infernale,perdendo magari persone care,ma leggere simili appoggi da chi vive raggiante a leghe di distanza e si guarda bene dal partecipare attivamente alla lotta,mi suscita unicamente un disprezzo viscerale.


A me invece suscita un disprezzo viscerale, chi vivendo a leghe di distanza con l'aggravante di non avere legami di nessun tipo con quel territorio, si reca sul posto per combattere al fianco dell'aitante miliziano Ceceno di Daesh, pensa un po'.
E comunque l'articolo linkato è la solita sboldrinata dell'Espresso, cito alcuni passaggi fenomenali:
Partiamo da titolo e sottotitolo:

Citazione
Mosul, la vendetta delle milizie sciite si abbatte sulle mogli dei jihadisti sconfitti
Nella città appena liberata emerge la tragedia infinita delle donne. Sotto il Califfato ma anche ora. I vincitori: «Non c’è alcun motivo di tenerle vive»

Insomma, come in tutto il resto dell'articolo non è chiaro se si parla di donne combattenti o dell'intera popolazione femminile locale.
E nel primo caso, non ci sarebbe alcuna particolare ulteriore tragedia rispetto ai miliziani uomini, se non nella mente malata della feminazi autrice dell'articolo.
Che continua sul filo della contraddizione:
Citazione
Due giorni prima della fine della guerra il generale Fadel Barwary della Golden Division, le forze speciali dell’esercito iracheno, lo ha detto chiaramente: «Per noi chiunque sia rimasto dentro Mosul finora è complice e merita la morte, uomini o donne non importa». E dal suo tablet ha mostrato le immagini di donne in battaglia, donne combattenti, donne armate di kalashnikov a fianco dei loro uomini nelle ultime ore del Califfato iracheno: «Queste donne stanno combattendo con accanto i loro figli, senza esitazione. Sono addestrate come gli uomini, determinate come loro».

Due frasi totalmente contraddittorie.
Poi non può mancare il delizioso quadretto familiare:
Citazione
Usama, un giovane soldato, estrae dalla tasca sinistra un cellulare. «Apparteneva a uno di Daesh», ci dice mostrando le decine di fotografie salvate nella memoria. Istantanee di vita quotidiana e familiare in quella che era la capitale dell’Isis. Il telefono apparteneva un giovane miliziano che avrà avuto poco più di vent’ anni, la barba e i capelli lunghi, un bambino che lo abbraccia e lo bacia con affetto. Una donna senza velo, in casa, sorride e imbraccia le armi insieme a lui, alle loro spalle le bandiere nere.

Hai capito come sono avanti questi qua, in casa senza velo, urca   :blurp: :blurp: :aka:

E ancora:
Citazione
Fatima è sulla sedia a rotelle, sua figlia di due anni ha il cranio fratturato da tre mesi ed è stata colpita da una scheggia di mortaio. «Per questo», dice, «sono scappata. Non c’è cibo, non c’erano medicine, la bambina piangeva disperatamente e io non sapevo cosa fare, mi hanno costretto a restare dentro ma io non volevo.
Anche mio marito è stato costretto a restare, i miliziani lo hanno trascinato via per costringerlo a combattere con loro». I soldati però non le credono, credono che lei sia la moglie di un combattente, che stia mentendo per salvare sua figlia e se stessa, credono che abbia informazioni preziose e che possa aiutarli a individuare gli ultimi edifici in cui si nascondono le poche decine di miliziani di Isis rimasti in città.

He said/She said, non so come mai ma "He" suona plausibile, mentre la nostra sboldrinella propende emotivamente per il "She" e cerca di coglionare in modo sentimentale il lettore di conseguenza.
E poi arriva la dura realtà:
Citazione
«Queste sono potenziali assassine, nell’ ultimo mese Isis ha mandato a morire più di trenta donne come kamikaze», dice ancora il generale Barwary. «Per colpire i nemici e i civili in fuga, venti solo nell’ultima settimana di guerra. Difficile per noi dire se siano state costrette o se fosse una loro precisa intenzione. La cosa che impressiona è che si facciano esplodere con i figli tra le braccia».
L’ultimo episodio riguarda una donna, vestita in abiti islamici tradizionali, che si è fatta esplodere in una via strettissima della città vecchia, limitrofa a quello che resta del minareto della Moschea al Nouri, dove nel 2014 è stato proclamato il Califfato. «Non sembrava impaurita come le altre, camminava in una lunga fila di donne e anziani in fuga sulle macerie di un vicolo e improvvisamente ha messo una mano sul suo fianco, nell’altra teneva suo figlio. Si è fatta esplodere. Uccidendo quattro dei nostri uomini, i civili che erano con lei e anche suo figlio».
Che vanifica qualunque falsissimo afflato pseudoumanitaristico da parte degli Imberbini itasiani  :rofl: :rofl:
Comunque questo modo di fare giornalismo in zone di guerra mi ricorda l'inviata del tg3 in Libia Lucia Goracci: Emotività, sentimentalismo, notizie concrete zero.
Il nadir di quella branca di giornalismo
« Ultima modifica: 23 July 2017, 16:47:45 da krug »
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Re: Dall\'ISIS all\'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #441 il: 23 July 2017, 17:13:41 »

A me invece suscita un disprezzo viscerale, chi vivendo a leghe di distanza con l'aggravante di non avere legami di nessun tipo con quel territorio, si reca sul posto per combattere al fianco dell'aitante miliziano Ceceno di Daesh.

Non mi sembra di aver difeso quel genere di persone,infatti.Però buona parte delle ragazze che partono hanno un'età compresa tra i 14 e 20 anni,imbevute della propaganda circolante sul "dark web" che descrive lo Stato Islamico come la Terra Promessa dove vige uguaglianza e prosperità contro la corruzione e l'ipocrisia del mondo occidentale che ha imbastito contro di loro una campagna di disinformazione "kafir".Tante di loro si rendono conto solo dopo la partenza che la situazione è ben diversa.Penso al caso di quella ragazza serba stuprata ed uccisa perché aveva cercato di fuggire.

Poi ci sarebbero anche i miliziani che sono stati costretti a prendere le armi,dal momento che l'IS ha istituito la leva obbligatoria nei suoi territori già da tempo.Vari fattori che non mi fanno ben considerare un possibile lassismo dei comandanti sul posto di fronte alle esecuzioni sommarie e le torture fini a se stesse.

E poi arriva la dura realtà:Che vanifica qualunque falsissimo afflato pseudoumanitaristico da parte degli Imberbini itasiani  :rofl: :rofl:

Sensato.L'inviata prende le difese delle povere miliziane salafite vittime dei khomeinisti e in conclusione sceglie di smentirsi da sola.Che volesse semplicemente mostrare la complessità dello scenario sul fronte non è proprio ipotizzabile,vero?La realtà può essere solamente bidimensionale e catalogabile in una serie di etichette stereotipate.

Verrà il giorno in cui si troverà una classificazione per individui del genere,non imputabili di simpatia alle posizioni della "regressive left".



Post unito: 23 July 2017, 17:13:41

Prima erano potenziali kamikaze, quando si trattava di tenere gli occhi aperti. Adesso sono potenziali potenziali kamikaze, visto che sono prigioniere e non si potrebbero far esplodere in ogni caso. Si può giustiziare una persona perché potenzialmente potenziale colpevole di qualcosa che non è successo?

Poi, sinceramente, c'è un passaggio agghiacciante: i soldati credono che la tizia stia mentendo per salvare la figlia e se stessa. La figlia?!? Pure la bambina di due anni con la testa rotta devono far secca?

Non hai capito.Lui non propone di ammazzarli per prevenire colpi di coda,ma per assaporare il gusto acre della vendetta.Probabilmente non gli dispiacerebbe togliessero di mezzo pure lui.

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Re: Dall\'ISIS all\'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #442 il: 23 July 2017, 19:15:55 »
Non mi sembra di aver difeso quel genere di persone,infatti.Però buona parte delle ragazze che partono hanno un'età compresa tra i 14 e 20 anni,imbevute della propaganda circolante sul "dark web" che descrive lo Stato Islamico come la Terra Promessa dove vige uguaglianza e prosperità contro la corruzione e l'ipocrisia del mondo occidentale che ha imbastito contro di loro una campagna di disinformazione "kafir".Tante di loro si rendono conto solo dopo la partenza che la situazione è ben diversa.

Che siano delle ritardate mentali è evidenti, ma fino a questo punto ?
Un'altra delle cose che non capirò mai, capisco seguire il marito per "amore" o per non disperdere la famiglia o simili, ma COME può essere attraente una situazione simile ?
Non stiamo parlando di abbracciare una religione o vivere in un paese, si parla di ANDARE IN GUERRA, una guerra persa in partenza peraltro.
COME possono risultare attraenti 'ste idee, COMEEEE??????
Se mi offrissero 1 milione di euro non ci andrei, come possono convincere delle persone con parole astratte, il tutto ok, ci sarà il dark web e sticazzi ma esiste anche il resto dell'informazione.
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Re: Dall\'ISIS all\'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #443 il: 23 July 2017, 20:11:26 »
Che siano delle ritardate mentali è evidenti, ma fino a questo punto ?
Un'altra delle cose che non capirò mai, capisco seguire il marito per "amore" o per non disperdere la famiglia o simili, ma COME può essere attraente una situazione simile ?
Non stiamo parlando di abbracciare una religione o vivere in un paese, si parla di ANDARE IN GUERRA, una guerra persa in partenza peraltro.
COME possono risultare attraenti 'ste idee, COMEEEE??????

In questi tre anni non hanno diffuso solo immagini di decapitazioni e minacce.

Se mi offrissero 1 milione di euro non ci andrei, come possono convincere delle persone con parole astratte, il tutto ok, ci sarà il dark web e sticazzi ma esiste anche il resto dell'informazione.

Basta convincersi che tu sia uno dei pochi eletti a comprendere che "il resto dell'informazione" sia teleguidata e,quindi,inaffidabile per definizione.Non sarebbero certo i primi a costruirsi un sostegno diffondendo questa convinzione.

 
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Re: Dall\'ISIS all\'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #444 il: 23 July 2017, 21:01:50 »
In questi tre anni non hanno diffuso solo immagini di decapitazioni e minacce.

Basta convincersi che tu sia uno dei pochi eletti a comprendere che "il resto dell'informazione" sia teleguidata e,quindi,inaffidabile per definizione.Non sarebbero certo i primi a costruirsi un sostegno diffondendo questa convinzione.

Il problema che sembri ignorare è che nè l'isis nè l'islam in senso generale sono "uno di noi".

E' facile per un leghista convincere un altro leghista o veneto in quanto c'è affinità di base.
Qua si parla di una persona DEL TUTTO ESTRANEA a queste ideologie che viene convinto da un totale estraneo che un mondo a lui estraneo è migliore, contro il parere di tutti i suoi concittadini.
Aggiungiamoci che suppongo nessuno dei foreign fighters famosi che sono partiti parlavano in origine arabo suppongo quindi la suscettibilità molto molto minore oltre al numero di fonti intercettabili molto ridotto...

La fai troppo semplice.
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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #445 il: 23 July 2017, 21:12:42 »
Il problema che sembri ignorare è che nè l'isis nè l'islam in senso generale sono "uno di noi".

E' facile per un leghista convincere un altro leghista o veneto in quanto c'è affinità di base.
Qua si parla di una persona DEL TUTTO ESTRANEA a queste ideologie che viene convinto da un totale estraneo che un mondo a lui estraneo è migliore, contro il parere di tutti i suoi concittadini.
Aggiungiamoci che suppongo nessuno dei foreign fighters famosi che sono partiti parlavano in origine arabo suppongo quindi la suscettibilità molto molto minore oltre al numero di fonti intercettabili molto ridotto...

La fai troppo semplice.

Nel caso specifico poi si parla addirittura di una combattente a nome Linda Wenzel (quindi totalmente slegata anche rispetto ad eventuali predicatori fanatici nella propria comunità di riferimento, suggestioni a cui potrebbero essere esposte le 2e, 3e,.......n-esime generazioni) il che rende il tuo ragionamento ancora più corretto  :zizi: :zizi:
Carina la punzecchiatura Imberbina  :rofl: :rofl:
Non ha ancora capito che Sputnik, We Are Change e Alex Jones non rappresentano le mie fonti di informazione, semplicemente esattamente come lui, sono consapevole della loro esistenza  :rofl: :rofl:
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« Risposta #446 il: 23 July 2017, 21:40:45 »
Il problema che sembri ignorare è che nè l'isis nè l'islam in senso generale sono "uno di noi".

Ormai trovi quartieri a maggioranza islamica in tutte le principali capitali europee.Credi sia un caso che i paesi con la più alta percentuale di maomettani,cioè Francia e Russia,siano anche quelli da cui sono partiti più "foreign fighters"?E la maggior parte di loro provengono da famiglie di immigrati arabi e talvolta frequentano comunità locali,radicali o meno.

La ragazza in questione rientra nella minoranza,quindi è difficile valutare le ragioni personali che l'abbiano spinta ad un simile gesto (problemi familiari,bullismo al liceo o semplice spirito avventuriero),ma il discorso che mi avevi fatto all'inizio era generico.

@krug: Non mi sembra di aver fatto alcuna allusione nei tuoi riguardi.Quando comincerai a contrastare le tue allucinazioni egomaniache sarà sempre troppo tardi...

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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #447 il: 23 July 2017, 21:59:27 »
Per inciso il mio discorso non ha un fine preciso, non potendo valutare i casi specifici tutto è possibile.
Il ragionamento che i paesi in generale abbiano comunità e/o minoranze integrate certo è sensato, ma allora rientriamo nella casistica simile al "seguire il marito" nella variante in cui l'amichetto dell'infanzia ha plagiato il foreign fighter fin da bambino ecc.
In teoria dovrebbero anche esserci tracce di profonde frequentazioni islamiste per uno totalmente estraneo all'islam...

Poi ci sarebbe l'altro discorso che io trovo assolutamente incredibile pure per un discendente islamico abbracciare principi fondamentalisti vivendo in occidente, a meno appunto di appartenere a gruppi/comunità particolarmente estremiste o radicali o salcazzo

Come può far presa su un giovane un concetto di sacrificio e guerra avendo a disposizione il mondo consumista ?
E per quanto viva in una realtà disagiata la cultura di fondo di una Francia o anche della Russia è troppo superiore perché i principi fondamentalisti attecchiscano indisturbati, boh.
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« Risposta #448 il: 23 July 2017, 22:36:03 »

Come può far presa su un giovane un concetto di sacrificio e guerra avendo a disposizione il mondo consumista ?
E per quanto viva in una realtà disagiata la cultura di fondo di una Francia o anche della Russia è troppo superiore perché i principi fondamentalisti attecchiscano indisturbati, boh.

Ripropongo per la terza volta la dissertazione di Alessandro Orsini,studioso di terrorismo con un discreto prestigio internazionale.A quanto pare dovrebbe essere proprio la società consumistica il problema per queste persone.Fossero vissute 40 anni sarebbero potute essere brigatisti o figli dei fiori partecipanti alle manifestazioni "No War" sul Vietnam.



« Ultima modifica: 24 July 2017, 00:15:56 da Imberbe »
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Re: Dall'ISIS all'IS: dentro il Califfato islamico
« Risposta #449 il: 23 July 2017, 23:10:08 »
Alcune cose hanno senso, altre no.
Perdonami ma il suo discorso fila perfettamente quando fa esempi che sono quelli di cui si è parlato, carcere ecc. situazioni particolari e appunto veicolate dall'ambiente.

Nessuno ha il problema del perchè qualcuno in un ambiente filo radicalizzato e bombardato da propaganda possa essere attratto, il problema è che la sua teoria dovrebbe valere anche per i casi dubbi.
Lui dice un problema esistenziale e la perdita dei valori sociali normali.
Certo ma è un processo che il 90% dei giovani vivono.  :asd:
E iniziano a drogarsi, a tagliarsi, scopano gente random in disco, vanno a fare un'esperienza all'estero, boh.
Il problema non è staccarsi dai valori di una societàche identifica sempre meno persone, il problema è abbracciare altri valori in una supposta assenza di forti stimoli.

Io come quasi tutti tutti sono stato cresciuto in un ambiente fortemente cattolico, ma appena cresciuto me ne sono distaccato ovviamente.
Ma poi non è che mi sono messo a cercare altre religioni per riempire il buco, ok non c'era internet, erano altri tempi ma il buco logico è sempre nel cosa ti attragga in una situazione neutra islamisticamente.
Le religioni non sono un volantino dell'S lunga dai.

Il discorso delle regole da padre padrone ancora è valido in una situazione in cui qualcuno già conosce l'isis.
Il problema rimane COME sia possibile che uno sviluppi una curiosità tale da cercare così tante info e tutte di parte da sviluppare poi attrazione per queste regole ferree.
Un conto sarebbe una pecorella smarrita presa sotto l'ala protettrice di un guru e allora il discorso fila, ma se poi lui stesso fa esempi di giovani che si AUTOPROCLAMANO appartenenti ma (a suo dire) che non hanno mai avuto reali contatti, significa che hanno sviluppano indipendentemente tutti questi meccanismi.

Parliamo poi di concetti del tutto ignoti al normale pubblico, che a meno di vivere su marte le uniche cose che conosce sono le stragi e il fondamentalismo religioso.
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