Sottotitoli a cura di: ComedySubs
Un cordiale saluto ai fanciulli che ci seguono assiduamente e che inviano tante letterine di stima ai fautori di questo grande progetto culturale co-finanziato da Moige, Comunione e Liberazione, P3 e Casa Savoia. Con lo spettacolo di oggi torniamo indietro ai primi anni ’90 con uno dei nostri beniamini di sempre, George Carlin.
Lo show, dedicato a Sam Kinison (che era da poco scomparso a causa di un incidente stradale), è per Carlin lo show della svolta. Lo spettacolo che ha cambiato per sempre la carriera di Carlin e che sancì il passaggio definitivo da semplice comico (pur sopra la media) a vero e proprio artista e pensatore.
Il monologo trova un Carlin in grande forma che bilancia una feroce satira politica e di costume con pezzi di umorismo osservazionale (“Avete mai fatto caso che…?”). I circa 17 minuti del pezzo sugli annunci aeroportuali sono ascrivibili a uno dei grandi temi ricorrenti nella poetica carliniana: il linguaggio. Ricordiamo che Carlin, accanto alle cartelle “America” e “Religion” aveva, nel computer dove accumulava il suo materiale, proprio la cartella “Language”. Nei suoi libri sono frequenti i capitoli dedicati agli eufemismi, la perversione del linguaggio attraverso cui si esprime la propaganda e si fomenta l’ipocrisia.
Il significato di fondo (l’uomo si sente più importante di quanto è in realtà) è alla base anche del clamoroso pezzo "ambientalista" conclusivo, "The planet is fine, the people are fucked" ("Il pianeta sta bene, è la gente che è fottuta"). Buona visione.