credo nessuno si aspettasse una cancellazione. tutto in questa stagione sembrava convogliare in un seguito. quindi, purtroppo, the good parts si rivela una buona chiusura di stagione, ma un debole finale di serie. peccato che finisca così, proprio adesso che ci stavamo avvicinando alla radice del problema di tara: all'orgine di tutti i suoi mali.
gli ascolti non perdonano, gli ascolti determinano il potere concorrenziale e, evidentemente, la sopravvivenza stessa di una serie, poco importa se un prodotto è di qualità, occorre innanzitutto che sia competitivo sul mercato. lo sentite anche voi quell'amaro in bocca?
a ogni modo, in parte mi trovo d'accordo con molti di voi. l'impressione che ho è che in questo terzo capitolo "del romanzo" di tara ci sia "seduti" un po' troppo, malgrado si mantenga la qualità di cui parlavo prima, gli episodi mancano un poco di smalto, perdono quell'orginalità esplosiva che aveva donato alle precedenti edizioni una marcia in più.
la prima stagione era stata dirompete (non ricordo un episodio pilota che mi abbia fatto ridere quanto quello di us of tara), la seconda era stata una conferma, convincente, brillante: come un sigillo di garanzia con su scritto ecco una storia dal futuro, giustamente, longevo e appassionante.
quest'anno è mancata la mano di craig gillespie alla regia e si è sentito, diablo cody ha scritto un solo episodio (peraltro il primo, a mio avviso deboluccio) e si è sentito. che i molti impegni lavorativi l'abbiano portata a trascurare una delle sue creature migliori?
da tutto questo esce immutata una certezza: toni collette. t, alice, buck, gimme, pulcino, shoshana, il terribile (e bellissimo) neo alter bryce. toni collette è in grado di fare praticamente qualsiasi cosa e -- questo lo pensiamo tutti, credo -- le sue molteplici, sofisticate, quanto mai naturali declinazioni ci mancheranno. eccome.