Invece a me piace l'idea di Chicken che rovina volontariamente il matrimonio. Ovvio che sia forzata come cosa, ma condividendo la personalità ogni emozione di "Tara as one", considerando il "patto del proteggersi", considerando quanto Charmaine pure sia deviata (non credo bisogna elencare quanto quel matrimonio non si dovesse fare, pensando pure che Charmaine più di amare Nick, sembrava amare l'idea di poter essere normale... cosa che non è, segreti o non segreti... sempre meglio stare con Neil amando davvero, che amare un'idea)... ci sta che Tara faccia il passo avrebbe dovuto fare Charmaine, che purtroppo non aveva il coraggio di fare.
In generale, comunque, questa seconda stagione è risultata essere molto più di transizione (e usare il termine transizione con Tara...) di quanto mi sarei aspettato, più da trampolino per la prossima, che una stagione "a sé stante". Un po' confuso con T, non ho ancora capito se fosse uscita lei a casa di Mimi o se fosse Buck (andrei col secondo, poi Max la chiama "T"... però poi nel finale, escludendo Shoshanna, Max nomina tutte le sue personalità, eccezion fatta per T... boh! Magari era solo "T"ara, e non per la sedicenne strarrapata, e l'assenza di Shoshanna è dovuta al fatto che sia ben al di là delle personalità di Tara, rappresentantando semplicemente un esterno che ci si crea per aiutarsi). Sì, son confuso. Dicevo di transizione, quindi il finale un po' paga, perché indica la via per la capire il problema, ma non risolve nulla, anzi.
Tra i 33 e i 35 gli amanti di Tara? Mi dispiace per voi, i Max non esistono lì fuori.
Il rapporto tra Charmaine e Tara è bellissimo.
Per quanto riguarda i personaggi "scomparsi", la loro utilità si spegne quando risulta abbiano dato tutto il necessario per uno dei personaggi principali. La "principessa" serve a Tara per capirsi meglio, far uscire le emozioni attraverso gli "artisti" dentro di sé (e poi da' da fare alla disoccupata Kate, che ogni tanto ci delizia con la sua presenza).
Il gay che si fa di cosa, invece, serve per aprire gli occhi a Moosh. La storia migliore della serie, mi piace tantissimo l'approccio all'omosessualità della serie. Marshall si illude, si fa i suoi disegni su cosa possa essere l'amore in generale, odia l'etichette, cerca di non mischiarsi nella massa. Scopre persone come lui, le conosce, e non gli piacciono (i fondamenalisti come Lionel). Cerca di mentire a se stesso, a convincersi di chissà cosa, forse quello che ha da dare non è esclusiva di un sesso, ma di chi è in grado di capire. Ci prova con l'ameba fastidiosa e si rende conto che al di là delle idee, l'attrazione fisica ha un ruolo più che importante. Rientra in carreggiata, solo che uscire con Lionel e l'altro gli fa vedere l'ennesimo risvolto della medaglia che non gli piace. Ma nonostante questo, nonostante rappresentino tutto ciò che lui stesso non vorrebbe essere, figurati rappresentare, si innamora di Lionel.
Il romanticismo esiste, c'è. Devi solo essere fortunato e devi saper leggere tra le righe.
L'amore è irrazionale, l'amore non lo studi, non lo prepari, non lo capisci.
L'amore è fondamentalmente un calcio alle palle che non ti fa male, almeno all'inizio.
Conosci te stesso, fatti le tue idee, non cercare perché prima o poi troverai (altrimenti non è il tuo turno), e cerca di adattarti al mondo che ti circonda, non provare a modellare il mondo in base alle tue idee, non funzionerà.