a proposito di fuoricorso, articolo recente e cosa ne pensa il Ministro Profumo: http://www.corriere.it/dilatua/Primo_Piano/Cronache/2012/07/15/2388322e-ce42-11e1-9b00-18ac498483bd_2/profumo-fuori-corso_full.shtml
voi che ne pensate? è giusto tassare maggiormente chi è fuoricorso?
ne approfitto per tornare alla domanda che avevo posto mesi fa: cosa differenzia noi dagli studenti degli altri paesi, visto che pare che al di fuori dell'italia non esistano fuori corso?
Totalmente in disaccordo con Profumo (ministro banchiere, vabbè...), come son totalmente d'accordo con Martone (chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato).
La situazione dei fuori corso nel resto del mondo è gestita con una sorta di "trucchetto" per evitare di far "vedere" all'esterno il numero di studenti che non si laureano negli anni stabiliti dal programma del corso di laurea.
Come funziona il trucco? Semplice ed immediato.
Es. Se nel primo anno del corso X son previsti 8 esami, finchè non dai tutti gli esami non vieni ammesso al secondo anno. Se ci metti 3 anni a dare gli 8 esami, farai 3 volte il primo anno, senza andare "tecnicamente" fuori corso, in quanto non ti è stata data la possibilità di passare all'anno successivo.
Quindi può anche darsi che una laurea triennale ti porti via 6 anni, magari divisi in "1° anno", "1° anno, "2° anno", "2° anno", 2° anno", "3° anno" -> laurea. Avrai si fatto 6 anni ma, poichè non è prevista la figura del "fuori corso", ti sarai laureato dopo i 3 anni canonici previsti dal corso di laurea.
Comoda la situazione, no? In Italia non ci sono questi paletti poichè esiste la figura del "fuori corso" ma, di fatto, lo studente nostrano e quello estero sono uguali.
Non creiamo manie di inferiorità dilaganti, comode da usare per colpevolizzare la figura dello studente italiano, mentre sarebbe da colpevolizzare quel complesso universitario che è sempre e totalmente insufficiente nel nostro paese, gestito da professori che colonizzano la facoltà, che trattano gli studenti a pesci in faccia, nell'alto del loro scranno da intoccabili (vai contro un professore rischi di giocarti la laurea (COSA CHE SUCCEDE SOLO IN ITALIA !!!!!) ).
Per questi motivi sono contro le generalizzazioni odiose di Martone (quello dello "sfigato") e contro le parole del signor Profumo.
Chi si laurea fuori corso può essere uno sfaticato (perchè c'è anche questo genere di studenti, ovviamente!) ma può essere anche una persona che lavora, che mantiene una famiglia, che cerca di impegnarsi ma per vari motivi non riesce a dedicare tutto il tempo che vorrebbe allo studio.
E che fai? Invece di aiutarli a concludere il percorso di studi li tassi ulteriormente?
Dandogli cosa per giustificare queste altre tasse? Il solito sistema fatiscente universitario?
Sono profondamente deluso da questa gente che, distaccata dalla realtà odierna, tenta di dare dei giudizi, spesso parziali ed inesatti.
Scusate la lunghezza del post
