Dico la mia:
Diciamo che l'infezione arrivi abbastanza rapidamente, e che si venga colti di sorpresa dal clou mentre si è al lavoro/scuola.
La prima cosa che verrebbe spontanea sarebbe ricongiungersi con la propria famiglia, non foss'altro per accertarsi della situazione. Quindi le prime ore sarebbero le peggiori perchè si penserebbe esclusivamente a raggiungere i familiari senza (incoscientemente ma inevitabilmente) preoccuparsi delle conseguenze e si sarebbe esposti in maniera totale al contagio
Mettendo la situazione più terribile che tutti i propri cari siano stati colpiti dal virus bisognerebbe cercare innanzitutto di non impazzire e di non cedere a soluzioni drastiche (

), e non sarebbe facile.
Dopodichè ci sarebbe da allontanarsi dai centri abitati, e con le strade presumibilmente intasate di mezzi l'unico mezzo attuabile sarebbe uno scooter, facilmente reperibile e facile da guidare. Tanto la velocità non conta, l'importante è sgusciare fra le auto.
Discorso armi: in Italia le armi sono tutte nelle armerie, e non credo che sarebbe facile entrarne in possesso. Dopotutto sono sempre sotto chiave, o addirittura con le porte blindate, e se il proprietario ha chiuso tutto prima di eclissarsi/morire la vedo difficile. Quindi le menate super mitra (che poi da noi non si vendono) o magnum alla fondina diventano delle chimere.
Forse ci sarebbe da cercare in qualche caserma abbandonata, se per caso nel panico generale le porte sono state lasciate aperte, ma chi si azzarderebbe a girare in un posto potenzialmente ripieno di reclute zombizzate?
Credo che il modo migliore per procurarsi un'arma sarebbe cercare nelle fattorie, spesso chi ci vive ha un'arma tipo doppietta per caccia / difesa da animali, quindi con parecchia fortuna si potrebbe trovare un fucile e qualche munizione, da usare con estrema parsimonia.
Più facile usare accette e similari, ma necessitano di un contatto ravvicinato con gli infetti, e ne bastano 3 per innalzare pericolosamente la soglia di pericolo. E poi diciamolo, chi di noi è capace
veramente di staccare la testa ad un uomo con un colpo d'accetta al volo?
Quindi, contatto con gli infetti solo come estrema ratio, altrimenti è meglio evitare.
Successivamente si dovrebbe cercare qualche altro superstite, finchè i cibi nei negozi sulla strada sono commestibili, in modo da formare una squadra e procedere con l'esplorazione dei centri commerciali alla ricerca di
a) cibo in scatola e a lunga conservazione
b) vestiti molto resistenti, magari roba da trekking sia per le prevedibili lunghe camminate sia per evitare di essere morsi in caso di sorpresa, qualche spesso giubbotto da motociclista dovrebbe fare al caso nostro.
c) farmaci generici, se non abbiamo la fortuna di trovare un medico. Paracetamolo, ibuprofene, aspirina, insomma antidolorifici ed antipiretici come se piovesse: voglio vedere a seguire il gruppo con 40° di febbre. Bende, cerotti, disinfettanti.
Per ultimo, la ricerca di una base.
Deve essere sicura, facilmente difendibile, facilmente abbandonabile.
Dato per scontato che gli zombi non sappiano nuotare, una barca sarebbe la soluzione migliore per asserragliarsi e vedere se col tempo gli zombi crepano di fame, tipo 28 giorni dopo. Magari non servirebbe navigare, basterebbe metterla qualche metro al largo
in porto in modo da distanziarsi dalla banchina, penso che chiunque ci riuscirebbe. Per spostarsi si usa il tender, e stop. Una barca per superstite, così si evitano le sorprese.
Se dopo 2-3 mesi l'infezione è ancora attiva e pericolosa, allora ci sarebbe da cercare una soluzione più duratura.
L'unica è una fattoria con animali e campi coltivabili, ed un pozzo collegato ad una falda.
Cercando in campagna non dovrebbe essere difficile da trovare, sempre con estrema cautela ovviamente e non separandosi mai dai compagni.
Qui sorgerebbe il problema della difendibilità, di solito le fattorie non sono blindate. Bisognerebbe cercarne una del tipo fortificato come le masserie pugliesi, con degli alti muri di cinta. Però è anche vero che così si rischia la fine del topo.. Sono scelte.
Si potrebbe anche rimanere sulle barche la notte scendendo a terra solo di giorno per andare a lavorare nei campi e allevare gli animali, lascia poco spazio allo svago questa vita ma purtroppo non vedo alternative.
Dopo 2-3 mesi ormai tutto quel che conosciamo è andato perso, elettricità carburante acqua potabile, bisognerebbe adattarsi ad uno stile di vita arcaico o quanto meno ottocentesco, senza nessuno degli agi a cui siamo abituati.
Ah, per ultimo, bisognerebbe spostarsi più a sud possibile, la vedo dura sopravvivere d'inverno senza riscaldamento a metano e con la neve che rende impraticabili i campi... Seppur lentamente, via terra raggiungere l'Africa, l'Egitto dovrebbe bastare...
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