Salve a tutti,
come potete vedere questo è il primo messaggio che scrivo. Di solito non sono un gran commentatore, ma a quanto pare, nel bene o nel male, questa serie lascia parlare.
Innanzitutto la serie a me piace ed il giudizio nel complesso è positivo. Questa puntata poi, la reputo la migliore della seconda serie.
Certo la serie risulta lenta se la si inquadra come una serie horror sugli zombie. Ma se la si vede come una serie sugli uomini e la loro sopravvivenza in uno scenario post-apocalittico dominato dagli zombie allora scorre piuttosto liscia.
Sarebbe come leggere Il Castello e lamentarsi perchè K. non riesce ad entravi per tutto il romanzo.
Com'è stato già detto, perchè dei sopravvissuti dovrebbero spingersi giorno dopo giorno a combattere zombie? Ormai, com'è chiaro, gli zombie hanno vinto: sono troppi e gli uomini non possono tenergli testa nello stato attuale. Non resta che fuggire e mantenere la pellaccia addosso quanto più è possibile. Ed è quello che il gruppo sta facendo, è scappato da una metropoli pericolosa e senza alcuna speranza, per rifugiarsi in una fattoria abbastanza autosufficiente dove (fino ad ora) non succede niente. Per fortuna loro aggiungerei. Un posto dove sentirsi tranquilli insomma.
E' giusto che non succeda niente? Al fine del dinamismo ovviamente no, ma al fine di una storia credibile si.
Questo lascia spazio all'evolvere dei personaggi. Personaggi poco credibili? Non mi pare...
Shane è incastrato tra l'autorità di Rick che non accetta, il senso di colpa verso questo che lo porta all'accetazione forzata. Di conseguenza sentendosi inutile si costringe al lavoro sporco, prima uccidendo Otis, poi portando Andrea -con la finterrima scusa della bambina- ad allenarsi direttamente in mezzo agli zombie. Due gesti che un Rick non avrebbe mai concesso.
Su Rick poco da dire, è un idealista. E' riuscito ad abbandonare il passato civilizzato mettendo da parte la divisa. E ha preso coscienza che se i bambini hanno diritto di vivere in quel mondo hanno anche il dovere di piantare una pallottola in testa ad uno zombie per salvarsi la vita. Ha visto l'elicottero ed è quello che ha più speranza di tutti per questo non lo turba eccessivamente dover lasciare la fattoria. Con altrettanta speranza è convito che il nuovo figlio debba almeno giocarsi le possibilità. Un concetto fin troppo idealista di un tizio troppo ottimista, vista la situazione.
Lori da manichino bada figlio s'è finalmente tagliata un ruolo più partecipe. E' tra quelle meno preparate alla situazione, una casalinga come le dice Carl. E lo dimostra ampiamente, continuando ad esibirsi in una sequela di azioni sbagliate. E' un coacervo di sensi di colpa: ha abbandonato il marito, l'ha tradito e ha lasciato che il figlio finisse con un proiettile in pancia. E' antipatica e fuori luogo, così come io stessso probabilmente sarei convivendo con gente morta che mi trova appetitoso. Io reggo male lo stress da lavoro, figuriamoci da apocalisse.
Carl, ha 10 anni e rompe le balle. Come ogni santo bambino di 10 anni. Vuole entrare nella cerchia degli uomini e a quanto pare deve farlo se vuole avere una chance. Ora ha anche superato le resistenze che lo volevano protetto e coccolato.
Glenn è un fattorino, cosa che tornava utile in città. Si è vantato di essere il più utile del gruppo finchè erano ad Atlanta ed ha amesso che l'apocalisse è la sua possibilità di riscattare una vita fin'ora fallimentare. E per riscatto si ficca in situazioni quantomeno disagevoli. Ora che in fattoria è piuttosto inutile mancando l'esplorazione, si fa persino calare nel pozzo farcito di morto affamato pur di dimostrare la sua presenza. A quanto pare la ragazza lo inquadra e glie lo rinfaccia.
Dale è conscio della sua scarsa utilità alla sopravvivenza del gruppo e si dedica ad altro: la coesione. Si occupa degli attriti, problemi dei singoli, convivenza. E di Andrea. Il ruolo di nonno non gli riesce alla perfezione, manca di polso e carisma, e spesso finisce per acuire i problemi che prova a risolvere. Un personaggio più che plausibile (evitando gli occhi sgranati magari ghgh)
Daryl a quanto pare è l'unico che mette d'accordo tutti, quindi non aggiungo altro.
T-dog, poco più di una comparsa. Uno che sta con il gruppo perchè lo reputa la forma migliore di sopravvivenza. E ci tiene a dimostrarlo in ogni momento nel quale è inutile agli altri.
Carol si comporta egregiamente da quel che è: succube di un uomo morto. Già abituata, a suon di botte, a non essere ma a fare, adesso non ha più chi le comanda e si comporta di conseguenza. E' immobile, non riesce nemmeno a trovare la volontà di cercare la figlia limitandosi a preoccuparsi e farsi del male.
Andrea infine. Ha perso l'unica cosa che la legava alla sua identità, ovvero la sorella. Passato il momento depressivo, ha dovuto affrontare il riscatto. Ha cercato di rendersi utile al gruppo ma è stata respinta. Ha vissuto per qualche puntata in un limbo dove quello che contava era ottenere un ruolo (per la prima volta è contenta e sorridente quando ha l'occasione di sparare ad uno zombie-daryl e reagisce irrazionalmente) incurante dell'ambiente circostante. Viene messa al palo da Shane che la obbliga (anche lui cercando un riscatto/gratificazione) ad affrontare la paura di vivere (perchè, che palo avevate in mente? ghgh). Viene buttata in una situazione di pericolo e reagisce, per la seconda volta dalla morte di Amy, da umana: va nel panico ed una volta controllato, sfodera la sua dote da tiratrice. Ha finalmente il suo ruolo nel gruppo, torna a vivere e lo dimostra a Shane. Con un fare da idraulico a ferragosto, ma lo dimostra.
Storcerei il naso se questo fosse l'inizio di una relazione tra lei ed il vice sceriffo (o quel che è).
Per il gruppo fattoria.
Hershel è un cattolico, ancora più cattolico dopo l'apocalisse. E' un uomo che la caduta della civiltà l'ha vista in TV, ma ci ha perso molto: la moglie, il figliastro ed amici. La casa e la famiglia sono le uniche cose che lo legano ad una vita normale e non vuole lasciarle, nemmeno con la morte.Nemmeno vuole sporcare degli ignranaggi, fin ora funzionanti, con l'accoglimento di elementi esterni. Per reagire allo stress si attacca ad ipotetiche cure, che possano riportarlo ad una vita serena.
Maggie è più adolescenziale. Piuttosto stanca della costante supervisione paterna ma altrettanto incosciente del mondo reale, quello degli zombie. Certo si ribella ai dettami semi-fondamentalistico-cristiani del padre facendo sesso con Glenn, ma la sua famiglia, nel caos, è il punto di riferimento. Lo dimostra in due occasioni in questa puntata: quando chiama gli zombie per quello che sono realmente, la madre ed il fratellastro, facendo tornare quel senso di umanità che in TWD si era smarrito dal pilot; nel suo sfogo con Lori, dove inoltre possiamo trovare tutti i temi della convivenza gente della fattoria - gente di Rick. I nuovi arrivati che le mettono sottosopra la vita fin'ora tranquilla, che la mandano a prendere delle pillole anticoncezionali, che le fanno vedere cosa sono gli zombie: non parenti, ma parenti morti che ora mangiano la gente. Dei cosi pericolosi.
Insomma, questa puntata nel complesso riporta a galla quello che TWD aveva presentato nel pilot. Il caos, si, ma non su uno sfondo gore. Lo sofondo era la società perduta, calata in tutta quella divisa che non voleva andarsene.
C'è anche da soffermarsi sulla regia ed alcune scelte stilistiche tipo zombie invisibili che spuntano dal nulla, musiche mixate da sordi (evidentemente) e scene che urlano "ehi, ora succede qualcosa, attento spettatore!". Potrei farlo, ma è 'na certa e c'ho na pezza de sonno 'n faccia...
PS: amamzza che pippone...
