Le "inchieste di Report" hanno l'unico difetto che chi le cura non parte dal presupposto di andare alla ricerca della verità, ma presuppone di saperla già la verità e traccia una strada da percorrere già ben definita con il risultato di tralasciare aspetti anche importanti e fregarsene di altri "punti di vista".
Comunque, per rispondere a bazgaz, no. E' utopistico pensare ad un giornalismo completamente neutro, obiettivo, che voglia solo informare ed educare lontano se non da logiche politiche e di poteri forti, sempicemente di audience e profitto commerciale. Non che debba essere completamente così, ma almeno in gran parte è, è stato e sarà sempre così. Pensa alla CNN, alla fine ha un'esercito di dipendenti da pagare oltre a tutti gli altri costi di gestione. Potrà mai fregarsene dell'audience e profitto commerciale? Anche ammettendo fosse gestita da chi se ne frega di far soldi dovrà comunque preoccuparsi di come tirare avanti... E comunque non che ci sia nulla di male. La differenza tra un servizio d'informazione di qualità e scadente sta su come cerchi di attirare i telespettatori o lettori. Puoi farlo cercando di imitare la BBC o buttarti sulla spazzatura alla Studio Aperto. Puoi farlo sbattendo cadaveri in proma pagina o pubblicando un'inchiesta esclusiva sull'argomento X di interesse nazionale; magari rinunciando al successo nell'immediato ma puntando a conquistare una fetta di pubblico/lettori sempre maggiore nel lungo periodo.
Riguardo l'intreccio con la politica, finché ogni giornalista o editore avrà un cervello funzionante avrà anche una parte da tifare. Non parlo di un partito, ma su un argomento (tasse, immigrazione, ecc...) avrà le sue idee che prima o poi, anche involontariamente, lo influenzeranno almeno in parte nello scrivere/raccontare l'articolo X. Perchè a seconda di come lo scrivi sposti inevitabilmente l'attenzione dall'aspetto A all'aspetto B. Spesso devi fare una scelta precisa sullo stile da seguire e non lanci certo una monetina, vai verso quella che secondo te è la via più giusta. E questo è il caso del giornalista modello, neutro, obiettivo che agisce in buona fede. Poi ci sono i giornalisti schierati in senso proprio. E anche lì non è che sia proprio una vergogna, finché non si prendono in giro i lettori/spettatori. Prendiamo FOX News, è di destra, chi la guarda sa che alcuni argomenti saranno trattati in un certo modo piùttosto che in un altro. Ma se lo sai da prima va bene, tu che lo guardi sei preparato. Sai che alcune vicende saranno raccontate in un certo modo, che comunque non deve essere per forza così cattivo. Sai che alcuni personaggi avranno più spazio che altri, che verranno trattati più "gentilmente", ecc... La vergogna invece arriva quando un giornale o telegiornale si dice indipendente e/o è finanziato da soldi pubblici e quindi un certo livello di neutralità ce lo si aspetta e invece ti ritrovi davanti a uno stile che appoggia spudoratamente una precisa linea politica. E poi c'è il caso anche peggiore, quando arriva l'editore pronto a cambiare bandiera a seconda del vento, anche dalla sera alla mattina, senza alcuna identità se non un squallido opportunismo.
Concludendo, la situazione ideale e auspicabile per il pubblico, non è avere tutti i giornali e telegiornali obiettivi e neutrali al 100% perché è semplicemente impossibile. La situazione ideale è avere un'offerta ricca e diversificata in modo da avere vera libertà di scelta e non mille testate una la brutta copia dell'altra.
Fare giornalismo, farlo bene intendo, non è mestiere facile.