Dopo un paio di episodi così così la serie ingrana la marcia con una grande puntata.
Fuori Gordon, fuori tutte le maschere scherzose di Dean, la puntata sembra quasi fare da spartiacque (d'altronde siamo ormai a metà stagione) fra prima e dopo. Gordon Walker, l'odiato Gordon, finalmente esce di scena in una morte che se non è il manifesto della legge del contrappasso ci va davvero vicino.
Trasformato in un mostro, nello stesso mostro che lo aveva spinto ad essere cacciatore alla fine è più disumano di Sam.
È curiosa la similitudine che si crea: sangue di vampiro, sangue di demone, alla fine dentro Gordon e Sam c'è la stessa cosa. Ciò che li differenza è che Gordon cede a ciò che è senza preoccuparsi della scelta, non lo faceva quando era umano figurarsi ora. Sam invece una scelta se la pone sempre, così rimane umano.
E proprio Sam sta iniziando a crescere, a maturare. L'avvicinarsi delle season 4 e 5, le migliori per Sam, si vede in un comportamento sempre più maturo e responsabile. Più equilibrato fra tutte le parti.
Morale e umanità si, ma anche consapevolezza che talvolta non ci possa essere che una soluzione tragica come con Gordon: una volta avrebbe cercato la via del dialogo, ora è disposto anche a sporcarsi le mani.
Cresce quando affronta suo fratello chiedendogli di smetterla di fare il pagliaccio e affrontare la sua imminente morte da uomo, dal fratello maggiore che è.
La scena finale emana tristezza ad ogni angolo, il passaggio di testimone dell'Impala e il punto interrogativo di cosa accadrà, di come andrà a finire, di quale sarà la sorte di Dean. Morirà, non morirà e Sam cosa gli capiterà.
8.5