Buon inizio di stagione, nonostante tutti i dubbi della vigilia e che porto ancora con me: in fin dei conti, anche la prima puntata di Blood and Sand fu molto criticata ed è soltanto con l'avanzare degli episodi che si potrà capire quanto questa serie abbia ancora da dire. Amando la storia romana, voglio riporre fiducia nello sviluppo della storia e nel modo in cui verrà gestita.
Le basi da cui partire non mancano: ritroviamo lo Spartacus tipico delle puntate precedenti a "Kill 'em all", quello fin troppo impulsivo che rischia di mettere in serio pericolo le persone che lo circondano e di mandare a puttane, in un attimo, la rivolta. In quest'ottica, diventa sempre più interessante il confronto con Crixus, un personaggio che si è nettamente evoluto rispetto ai primi episodi e che, adesso, è mosso dall'amore per Nevia e, guarda caso, riesce anche a dare i migliori consigli strategici a Spartacus.
Il Doctore non può andar via così...confido nel suo immediato ritorno, così come spero nell'aggiunta di nuovi personaggi tra gli schiavi che verranno assoldati dai ribelli.
Intensa la morte di Aurelia, le cui ultime parole rafforzano nello stesso Spartacus la convinzione che chiunque gli stia attorno, sia messo in grave pericolo: da ciò, la decisione di cambiare i piani e di dirigersi verso sud.
Ultimo discorso (obbligatorio) da affrontare: il nuovo Spartacus...non sono stato colpito positivamente dalle sue capacità recitative, ma è meglio dar tempo e fiducia. Ha raccolto un testimone pesantissimo e credo abbia un enorme pressione sulle proprie spalle: confido che, dopo il primo episodio, sappia offrire interpretazioni sempre più convincenti, partendo comunque dal presupposto che Andy sia insostituibile.
Andy...a champion on screen, a legend in our hearts