Fottute lettere! Tutto ruota attorno a questa pressione enorme che si porta dietro la memoria di John Teller!
Tara sa ma non dice, ha capito l'antifona e vuole ritirarsi a vita privata con Jax. E ci sta, perché lo vuole anche lui.
Clay non durerà a lungo e vuole fare lo stesso, ma a pancia piena. E ci sta anche questo.
Il club sembra sacrificato all'ideale del singolo e, francamente, Bobby è il residuo di quel modo vecchio e rispettoso di trattare gli affari. Bobby e Piney. I vecchi, insomma. Tig e Opey sembrano malleabili, ribelli sì, ma gestibili l'uno da Clay (punto di riferimento), l'altro da Jax (amico di una vita).
E il Cartello messicano
che fa molto Breaking Bad
qui è un meraviglioso muro divisorio: non è il male assoluto, come spesso appare e dovrebbe essere. Ma è amico di chi vuole mollare una volta sistemati i conti, nemico di chi vuol rimanere puro e fedele all'antica causa secondo cui la droga non deve girare.
Gemma inizia a sentire che il suo peso si sta indebolendo. Quando Clay le ha parlato del suo inevitabile declino, ha automaticamente chiamato fuori anche lei. Jax, poi, ha detto: "non è un membro del club, è solo una donna". L'abbiamo vista sempre con i controattributi ma ora sente che non può gestire Tara e che le parole di JT le risuonano ancora come un coltello tra la carne.
Conoscendola, Gemma non mollerà di certo, ma sta perdendo il controllo della situazione. Sensazione che avvertiamo, per assonanza, quando entriamo nel ghetto nero e facciamo la conoscenza della madre di famiglia, con battuta di finale di Tig: "Questa qui fa sembrare Gemma una Donna Reed qualunque".
E comunque anche Clay ha perso un po' del suo carisma. O meglio. Ragiona e ottiene le cose da dittatore, non da leader. E quel 6-5 nella votazione finale pro- Cartello la dice lunga sulla sua attuale popolarità.
Puntata da
10