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Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato in 3D senza 48 fps
Film secondo stupendo. Qualche giorno fa ci feci una recensione, se qualcuno vuole dare un'occhiata la metto sotto spoiler.
Finalmente. Dopo tanto tempo rieccoci nella Terra di Mezzo. Questa volta non c'è Frodo che deve portare l'Anello a Mordor, non c'è la lotta tra bene e male ma una semplice avventura, un tesoro da recuperare e una casa da riconquistare.
Bilbo, infatti, viene convinto da Gandalf ad aiutare i nani a riappropriarsi della propria terra, distrutta e conquistata tempo fa da un drago. Ma la cosa più importante di questo film è sicuramente l'incontro di Bilbo con Gollum che poi darà vita alle vicende che accadranno nella trilogia.
Il viaggio quindi, anche se con scopi sicuramente meno epici non è comunque uno dei più tranquilli , anzi.
La regia di Peter Jackson , con l'aiuto di Andy Serkis, come al solito è sublime, trasmettendo emozioni uniche, grazie anche al fatto che è riuscito a riportare sullo schermo perfettamente le ambientazioni della Terra di Mezzo proposta da lui 10 anni prima. È bello, inoltre, vedere come Jackson riesca ad incastrare perfettamente dialoghi, scene ed aneddoti che sono stati detti o fatti vedere nella trilogia de "Il Signore degli Anelli". È vero non ci volevo tanto, la storia era già tutta scritta da Tolkien più di 60 anni fa, ma un altro regista sarebbe potuto cadere nel tranello di creare delle incongruenze con il sequel, Peter Jackson no.
In "Lo Hobbit", come detto in precedenza, i temi, i messaggi e gli atteggiamenti non sono gli stessi della trilogia. In gioco non c'è più l'intera Terra di Mezzo, l'atmosfera non è più cupa ed apocalittica, ma ci troviamo di fronte ad un viaggio molto più dolce, ironico e delicato. La bravura di Jackson è stata appunto quella di saper integrare la dolcezza e l'elemento favolistico di quest'avventura ad elementi e scontri epici. Stupendi ad esempio i flashback di Thorin, oppure la fuga dagli orchi nelle caverne.
Tanta perfezione anche da parte degli attori. Bravissimi Martin Freeman (Bilbo) e Richard Armitage (Thorin) che hanno dato vita a due personaggi stupendi. Infatti, se per quanto riguarda Martin Freeman ero già sicuro che avrebbe fatto un lavoro straordinario, Richard è stata una vera e propria sorpresa.
Non ho nominato Ian McKellen (Gandalf) perché come al solito è completamente su un altro livello.
Vorrei scrivere due righe, invece, su Andy Serkis che ha portato sullo schermo un Gollum incredibilmente bello, superandosi ancora una volta e riuscendo a far ridere, mettere ansia, incazzare e piangere.
Per chi mi conosce sa che non amo molto il doppiaggio italiano, dato che la maggior parte delle volte mi delude. Su questo film però i doppiatori meritano un applauso, in particolare Gigi Proietti. Come tutti sappiamo, infatti, circa un anno fa è morto Gianni Musy , storico doppiatore di Gandalf. La preoccupazione da parte non solo mia ma di tutti i fan della trilogia per un doppiaggio "scrauso" di Gandalf era tanta, ma Proietti è stato formidabile. Infatti pur avendo un timbro di voce differente da quello di Musy è riuscito a ringiovanire il personaggio di Gandalf senza però disorientare i fan.
Dati i temi trattati ne "Lo Hobbit", i personaggi hanno dunque più tempo per esplorare la cultura ed i paesaggi della Terra di Mezzo che grazie al 3D trasformano il film in una esplorazione e in un viaggio dove anche lo spettatore è protagonista. Peccato però che l'innovazione, forse rivoluzionaria, di Jackson di girare il film in 48 fps è non è riproducibile in tanti cinema italiani, inclusi quelli di Perugia. A detta di molti, infatti, i 48 fps darebbero completamente un altro senso al 3D.
Da sottolineare poi la magnificenza della colonna sonora. A partire dai canti iniziali, in particolare da "Misty Mountains", che poi ci seguiranno in sottofondo per l'intero film, Howard Shore è riuscito a superarsi , regalandoci una colonna sonora che sicuramente resterà nei nostri cuori, come era successo con quella della trilogia.
Io questo film l'ho amato dal primo all'ultimo secondo dei titoli di coda. Le mie aspettative erano enormi e P. Jackson è riuscito a sorprendermi ancora una volta. Rivedere la Terra di Mezzo e i suoi abitanti mi hanno fatto tornare bambino, a quando vidi per la prima volta "La Compagnia dell'Anello" insieme al mio cuginetto in una sera di mezza estate. Durante ogni cameo di qualche personaggio/attore della vecchia saga, infatti, volevo alzarmi, entrare dentro il film e abbracciarlo (anche se magari era quello stronzo di Saruman). E non nascondo che in alcuni momenti mi è scesa una lacrimuccia.
È vero questo film è meno epico, è più favoletta ma DOVEVA essere così e questo prequel non deve essere comparato alla trilogia perché trattano di due temi completamente differenti (ma anche se dovesse essere comparato non ne uscirebbe comunque sconfitto). Lo stesso Gandalf, ad esempio, non è il Gandalf che siamo abituati a vedere, è uno stregone privo di preoccupazioni, che ride, scherza e si diverte. Ma che ritorna il Gandalf cupo e preoccupato che tutti noi conosciamo in alcune scene cruciali del film.
E cosi come Gandalf, deve essere letto anche il film. Un’avventura tranquilla e piacevole che però nasconde pericoli e disavventure ad ogni angolo.
Insomma, questo film, secondo me, è da considerare un capolavoro. Certo un capolavoro diverso da quello della trilogia, ma pur sempre un capolavoro.
Grazie Jackson, grazie di cuore per questo regalo di natale.
American beautyLo so sono in ritardo di 13 anni, ma meglio tardi che mai no?
Film veramente bello, fatto benissimo e con belle considerazioni sul come porci di fronte alla vita. Kevin poi in questo film secondo me è stato perfetto.
La mia vita a State GardenNon so, forse mi aspettavo troppo. Ha annoiato. Per carità era girato molto bene e la colonna sonora era ottima, ma per quanto riguarda la trama ed alcune scene l'ho trovata insensata. Mi è sembrato che Zach avesse voluto fare troppe cose in questo film e le ha fatte tutte insieme. Alcuni personaggi a fine film non riuscivo ancora a capirli, come anche alcune delle loro azioni.
Inoltre Natalie Portman l'ho trovata veramente fastidiosa, in particolare nelle scene di pianto, per niente realistica.
Tutto sommato però raggiunge la sufficienza, considerato poi, sempre che non mi sbagli, che era il primo film scritto, diretto e interpretato da Zach Braff.
Dulcis in fundum
Moneyball- L'arte di vincereL'ho trovato veramente interessante. È riuscito a trasmettermi qualcosa e ad emozionarmi in alcuni punti. grandi gli attori, Brad Pitt bravissimo.
Poi quando ho pure scoperto che è una storia vera me l'ha fatta prendere troppo bene.
Mi chiedo cosa succedesse se un dirigente di una squadra di calcio italiana iniziasse a pensare nello stesso modo, riuscendo poi magari pure a vincere qualcosa. (Forse l'unica a fare qualcosa di simile è l'Udinese)