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Post - Kikka.Muse

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Trash / Re: Emigrare o restare in Italia?
« il: 22 maggio 2013, 12:17:40 »
Difficile rispondere: perché se hai degli affetti a cui tieni molto è veramente difficile scegliere di andarsene.
Io ho passato 5 mesi splendidi all'estero ma ero sempre un po' in pensiero per la mia famiglia e i miei amici.
Cioè, se succedesse qualcosa devi mettere in conto che magari non riesci a tornare a casa per questioni economiche o lavorative.
Già è difficile se sei in Italia, figuriamoci all'estero.
E' l'unica cosa che mi blocca, questa. Poi è chiaro che, se non dovessi trovare niente in Italia e magari invece trovo qualcosa all'estero me ne andrei. Ma sono situazioni molto ipotetiche e che dipendono soprattutto dalle circostanze.

Detto questo, prenditi prima una laurea (ovunque) di modo da avere una formazione superiore e quindi un futuro (teoricamente) meno buio.
Anche io conosco gente che s'è trasferita a Londra o in Germania ma senza risultati. Gente tornata a mani vuote dopo 6 mesi, o che faceva lo stesso lavoro che faceva qui prendendo gli stessi soldi ma senza vedere mai i propri cari. Certo, poi l'esperienza all'estero ti dà un bagaglio emozionale particolare quindi a mani vuote vuote non torni mai, però...
Quindi meglio partire con delle buone credenziali.

Ah, e se fai l'università mi raccomando: erasmus :)

PS: Riguardo alle raccomandazioni: se i tuoi hanno conoscenze e riescono a fissarti un colloquio da qualche parte poi sta a te ottenere il lavoro. Soprattutto, sta a te mantenerlo. Trovare un lavoro può essere semplice ( :XD: ) è mantenerlo il difficile. Quindi, non sottovalutare la cosiddetta "raccomandazione" ma cerca di ricavarne tutto il possibile. ;)

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Oooook! :OOOKKK:
Ps. Ma dove le trovate tutte queste gif? :rofl:

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Io ci sono!
Scusa pino, ma come sai che saranno due file? Potrebbe anche essere uno...
Mettimi dove vuoi che posso consegnare più o meno sempre :zizi:

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Castle / Re: Castle - SPOILER
« il: 21 maggio 2013, 10:08:20 »
Ma ragazzi... non voglio rompere le scatole...
Però devo dirvi due cose:

a) spostatevi o nel topic di Stana o in quello delle congetture
b) Un taglio c'è dall'oggi al domani. E poi esistono un milione di modi per continuare quella scena lì (girare subito quello che segue, extension, trucco e parrucco generico).

Non è certo la prima volta che si vede una cosa del genere in un telefilm.

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Mi rendo conto che la mia posizione non sarà molto popolare, ma io non sono d'accordo sul punto che ho evidenziato in grassetto. Io non credo che le aspirazioni professionali debbano avere sempre la precedenza su ogni altro aspetto della vita.
Nella vita si scende in continuazione a compromessi, quando si sceglie una strada è perché se ne lascia un'altra, e questo dipende dalla scala dei valori di ognuno.


Stai parlando con una persona che vive a 500 km dalla sua famiglia, città, amici e università per stare con il suo ragazzo.
Ma se mi dovessero proporre il lavoro dei miei sogni, magari all'estero non credo che lo mollerei così, subito solo perché sennò sarebbe complicato con il fidanzato ecc.
Ovviamente ne parlerei con lui (e in questo Kate ha sbagliato) ma se mi dicesse "se te ne vai, fra noi è finita" comincerei a farmi un paio di domande. :interello:
Non è la decisione che prendi (amore o carriera) ma perché la prendi e cosa sacrifichi per prenderla. In definitiva, l'importante è prendere la decisione che ci rende più felici/meno tristi.
Siamo sicuri che la decisione per Kate sia quella di rimanere con Castle?

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Secondo me stiamo tutti facendo un errore.
Se decidiamo di interpretare Castle come un telefilm, e quindi un prodotto di fantasia che sottostà a delle regole, è giusto ragionare con un "lui la ama e lei invece vuole quello stupido lavoro".

Se invece ragioniamo in termini più realistici dobbiamo considerare che, come Kate stessa ha detto, quello è il suo lavoro dei sogni. Se lo lasciasse per stare con lui credo che il genere femminile tornerebbe indietro di 60 anni. E' giusto che lei, in quanto donna forte e fiera, faccia il lavoro che vuole fare. Anche perché, pensate a questo: come si evolverà la loro relazione sapendo che lei ha buttato via un'occasione come questa? Non gli rinfaccerà niente? Non avrà rimorsi?

La cosa migliore sarebbe che Castle, dopo lo shock iniziale (Kate non aveva fatto menzione di nulla), la appoggi nella sua decisione e cerchi di mantenere forte la loro relazione. Dopotutto, è vero che lui ha Alexis ma è già grandicella. La madre se la può cavare benissimo da sola, quindi lui potrebbe andare con lei (libri può scriverne dove vuole).

Questo è un ragionamento fatto parlando realisticamente. Se poi consideriamo i personaggi secondari e la dose minima di drama nelle serie tv, allora sicuramente sono altri i ragionamenti da fare ;)

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Debug & Feedback / Re: Modesta critica al team di Itasa
« il: 16 maggio 2013, 13:27:17 »
Quindi, mi guardo Warehouse 13 con i sub di zefram e invece di storcere il naso quando appaiono i commenti, penso solo che è scemo. :zizi:

Questo lo pensiamo tutti, non vale.

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Castle / Re: Castle - SPOILER
« il: 17 maggio 2013, 22:47:24 »
Wicked e nfren:

Ho spostato la vostra discussione QUI.
Per questa volta ho solo spostato, ma cercate di fare attenzione.
Soprattutto wicked: hai già ricevuto un richiamo, se non erro sempre per l'OT.

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 :aka:

(clicca per mostrare/nascondere)

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Mi spiegate una cosa?

perche' quest'abuso del tag spoiler, i sub sono usciti che senso ha dire ad esempio che Alexis
(clicca per mostrare/nascondere)
sotto spoiler?

Ora torno a leggere i commenti cercando di destreggiarmi tra i pro Kate e i pro Rick

muoio :XD:
Commentate pure senza tasto spoiler l'episodio! ;)

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Debug & Feedback / Re: Modesta critica al team di Itasa
« il: 15 maggio 2013, 12:32:26 »
Io sono d'accordo con mezzi. Le regole di cui si parla fanno riferimento ad un sistema in cui noi non rientriamo e non vorrei mai essere considerata come una professionista del fansubbing.
Nel momento in cui entra in gioco la professionalità, questa smette di essere una bellissima attività ricreativa e diventa un lavoro (peraltro non pagato). La professionalità chiama a sé un sistema di regole a cui avete già ampiamente fatto riferimento. Tra queste regole ci sono anche dei mezzucci di censura che chiunque ha avuto l'anima di seguire una serie in madrelingua e poi doppiata/sottotitolata in italiano da fonti ufficiali, sa quanto siano fastidiosi (uno dei tanti esempi è la "pepperoni pizza" tradotta con "pizza ai peperoni" e tanti cari saluti al background culturale americano).
Personalmente, non vorrei arrivare a quel punto in cui le regole ti costringono a cambiare i dialoghi originali che sono frutto dell'autore, come Giada L. faceva notare.

In secondo luogo, voglio fare un'affermazione da sognatrice ingenua e dire che le regole esistono perché qualcuno le ha fatte. Nessuno dice che queste regole siano giuste o che non si possa andare oltre le stesse.
Le regole in ambito artistico non sono statiche e non sta a nessuno di noi dire se andare oltre questa o quella regola porterà ad una barbarie culturale.

Per citare un letterato a me caro: "Le persone che sanno fare il loro mestiere conoscono le regole e sanno cosa è possibile e cosa è impossibile. Le regole del possibile e dell'impossibile in ambito artistico sono state create da persone che non avevano testato i limiti del possibile andando oltre gli stessi. Se non sai che è impossibile è più semplice realizzarlo."

Infine, mi permetto di dire che tutto il messaggio di Giada L. mi sembra una opinione che può essere condivisibile o meno. Le critiche le ho sempre trovate ben accette e motivo di riflessione personale. Ciò su cui invece mi permetto di dissentire fortemente è sul ruolo di traduttore in quanto "semplice tramite". Il traduttore è un creatore, uno scrittore. Molti traduttori non a caso sono spesso scrittori o professori (un secondo lavoro, la traduzione, dovuto anche al fatto che con la traduzione non si mangia). Non sono certo la prima a definire il traduttore un autore invisibile (la parte del Salone del Libro di Torino dedicato alla traduzione si chiama proprio così) e di certo il suo posto non è in quarta di copertina o confinato in piccolo insieme ai dati editoriali nelle prime pagine del libro. Non me la sento di dire che il traduttore è un semplice tramite. Enfasi sulla parola semplice. Il traduttore è uno scrittore che cerca, a volte invano, di entrare nella mente di un'altra persona, lo scrittore, cercando di carpire ogni piccola sfumatura del testo che questi ha scritto, per poter dare a chi legge la sua traduzione le stesse identiche immagini e annesse sensazioni ed emozioni. Questo, per me, è tutt'altro che semplice.

Buona giornata a tutti :)

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Debug & Feedback / Re: Modesta critica al team di Itasa
« il: 15 maggio 2013, 22:10:37 »
Io devo dire che non sono d'accordo con tutta questa promozione di dati personali che nella questione non c'entrano un bel niente.
Non ho apprezzato chi, anziché rispondere civilmente a Giada L. ha pensato di sfottere o chiamare in causa famigliari.
A Giada L. però chiedo di considerare le persone (mi vengono in mente solo gi0v3 e mezzi oltre a me) che ti hanno risposto con delle motivazioni più che accettabili.

Sono d'accordo con Lucas che dice che se l'Italia funzionasse anche solo un briciolo come Itasa le cose sarebbero molto diverse!
Il ragionamento non è un "facciamo le cose a caso, tanto siamo fra amici". Abbiamo anche noi le nostre regole (45 caratteri per riga, massimo due righe e così via).

Però, in quanto appassionati di sottotitolaggio e non professionisti dell'ambiente, non mi pare il caso di chiamare in causa un sistema di regole che non ci appartiene. Questo per quanto riguarda il saluto.

Lo spoiler onestamente non l'ho capito...
La puntata l'ho vista anche io e mi sembrava di aver capito proprio l'opposto
(clicca per mostrare/nascondere)
  :sooRy:

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Non c'entra un tubo ma...
Congratulatevi con Ellis per la sua targhetta grigia tutta nuova! :love:

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Incredibile!!
Ci sono già i VO!

Divido :zizi:

  • Kikka.Muse: 1-131
  • javawarrior2003: 132-262
  • Brine-chan: 263-393
  • makoto83: 394-524
  • serpat88: 525-653

Sono più del solito, ma ancora accettabili, no? :look:

Buon lavoro!