La rivincita di Samwell Tarly

Buona puntata, in cui sono stati lasciati da parte alcuni personaggi chiave di questa stagione (come Jaime, Brienne, Jon, Robb...), ma che ha saputo focalizzarsi in maniera concreta sul matrimonio tra Sansa e Tyrion, esprimendo al meglio la sensazione di tristezza e di angoscia (oltre ad esaltare le capacità recitative di Dinklage), sull'attesa di Daenerys per prendere Yunkai e sull'elemento magico misterioso di Melisandre e il suo sacrificio delle sanguisughe per far cadere gli usurpatori del trono di Stannis.
Un episodio dove tutti i personaggi in gioco sfruttano le proprie carte per far volgere la situazione a proprio favore: da una parte i Lannister, nella persona di Tywin, che assistono al matrimonio che dovrebbe garantir loro il diritto su Grande Inverno, con i Tyrell sempre presenti e vissuti da Cersei come una presenza ingombrante per il regno. Una Cersei (assieme a Joffrey) da prendere - citando Verdone - "a selciate" durante l'intero episodio.
Mi è piaciuto molto il dialogo assieme a Margaery sul significato della ballata "Rains of Castamere", che sta diventando sempre più presente in questa stagione; Joffrey, degno figlio della madre, che cerca in qualsiasi modo di umiliare Tyrion, prima togliendogli lo sgabello per la cerimonia del mantello e poi provando ad imporre la messa a letto dei novelli sposi...con la differenza che, rispetto agli altri Lannister, Joffrey ricava una bella figura di merda di fronte a tutta la corte.
La Khaleesi ha trovato in Daario una sorta di nuovo Drogo: lo ammira, ne è attratta (e lo si vedeva già dal primo scambio di sguardi nella tenda) e lui è decisamente sfrontato e perfetto per creare un bel connubio di sangue ed eros.
Dal punto di vista militare, adesso, Dany potrà beneficiare dei servigi dei Second Sons, nonostante Barristan e Jorah guardino il tutto con estrema diffidenza, da uomini d'arme quali sono.
Con Melisandre, invece, emerge sempre la componente più oscura e misteriosa della saga con la magia del Signore della Luce e il suo potere di sacerdotessa seducente, ma sempre sicura di ciò che fa. Ottiene ciò di cui ha bisogno senza alzare una lama su Gendry e, ancora una volta, Davos viene portato nella stanza per essere testimone del culto di R'hllor, che punta a far cadere Balon, Joffrey e Robb.
Molto furbo il Mastino, che vuol portare Arya alle Torri Gemelle per ottenere una giusta ricompensa, anziché ucciderla come avrebbe fatto qualsiasi avversario della casata Stark: verso di lui non sai mai se provare odio o grande rispetto per il suo personaggio. Per quanto mi riguarda, lo adoro.
E poi il finale con Sam che getta via i panni del codardo si trasforma in un impavido eroe, uccidendo un White Walker e vivendo il suo momento di massima rivalsa, continuando il suo viaggio verso la Barriera!
Anche senza i personaggi migliori (escluso Tyrion ovviamente), si è rivelata una puntata gradevole, in linea con la qualità della terza stagione.