Puntata dalla bellezza disarmante, scusate se non ho letto i vostri post, ma è tardi e la voglia di commentare a caldo è tantissima. Un plauso va prima di tutto alla regia e al montaggio sia video che sonoro. La scena di apertura con la ciabatta che va a tempo con il rubinetto per poi passare a Pete che si sveglia, come da un sogno che da lì a fine puntata vuole perseguire, un tormento come la goccia nel cervello che lui non riesce a riparare, riesce solo a far straripare un fiume che era calmo, è meraviglia pura (sì sto già interpretando le scene, ma vabbè

). Tra l'altro è ripresa nel finale, il tarlo gli è rimasto in testa, ma ci torno. Poi il taglio nella scena di Ken che apre la porta e subito si sovrappone Lane con lo stesso gesto è un altro applauso a scena aperta.
Per quanto riguarda la puntata è molto diversa dalla scorsa, che era dominata dall'incubo e dal terrore. Questo episodio è pervaso dalla spensieratezza da una parte, ma dal rimpianto e dalla nostalgia dall'altra. Lo capiamo già da come si apre la puntata, Lane fa tanto il prezioso, non vuole andare ad una tradizione europea (il calcio) che attribuisce al passato, al calcio, ma in realtà si diverte, non fa finta come dice, poi la vittoria della nazionale, il canto. Non c'è spazio per l'orrore della settimana scorsa, neanche per la cronaca, l'assassino non è più dentro casa, non apre più la porta e viene a cercare la vittima, è un cecchino, colpisce da lontano, ma è efficace quanto l'altro. Sì, perché sebbene ci sia la spensieratezza di una serata passata a donne, c'è anche il danno che ne viene, il cliente è perso, l'amico conterraneo è perso. L'essere conterraneo è importante, "Tra Inglesi ci capiamo", dice Lane, è orgoglioso di esserlo, ha nostalgia di casa e lo dimostra anche con la scazzottata con Pete, tanto che Cooper afferma: "It's so medieval", proprio in un paese che il Medioevo non l'ha avuto, quella pratica quindi è propria di Pryce. Il bacio a Joan è l'istinto che emerge, Lane è un personaggio che ogni tanto ha bisogno di ribellarsi, sente di essere impostato e adeso ad un ruolo, lo scambiano anche per omosessuale dato che non si sbottona mai, l'avevamo visto già nella prima puntata flirtare con la ragazza dell'uomo del portafoglio, non mi stupisco tanto del bacio.
Pete Campbell, altro fulcro della puntata, torna ad essere quello delle prime stagioni, quello del figlio nascosto, lo è sempre stato, ma si comportava in maniera differente. Ha sempre espresso il suo disgusto per la campagna e qui ritorna, dice che è piena di animali, vuole portare il fucile per fare un po' di piazza pulita, non sta bene là, lui è cresciuto a Manhattan, se ne vanta e vuole dimostrare che conta, vuole essere apprezzato. Pete vuole essere adorato, è il suo chiodo fisso, la sua goccia incessante dal rubinetto che poi esplode, ma l'adorazione è sempre per Don, lui ripara le tubature, lui resiste alle tentazioni delle donne. La sua sessualità si scatena proprio quando la ragazza gli dice: "You are my king", non gli interessano discorsi da mogliettina, quella ce l'ha sempre a casa, e la ragazza vergine? No, non avrebbe nessun paragone su cui ergersi. Sebbene Don cerchi di farlo tornare sulla retta via, lui insiste, sente ancora la perdita, che però difficilmente riuscirà a contenere, lui non è neanche più appetibile, il primo giovanotto gli ruba la preda senza problemi (un po' il destino che è toccato a Roger). "I have nothing", confida a Don, non gli resta che guardare disilluso la vetrina dei premi di una scuola e vantarsi con tutti del suo giradischi, probabilmente "L'uomo con l'orchestra in miniatura" del finale è proprio lui.
Mi è piaciuto che si sia tornato a parlare di Ken, è un bel personaggio (e chi non lo è?

). È un account con l'animo del Copywriter, non lo può fare a lavoro, fantastica fuori, mondi immaginifici che però lo riportano alla realtà in cui vive. Descrive un robot che non può fare altro che eseguire gli ordini che gli vengono impartiti dall'alto, un po' come accade a lui quando Roger gli suggerisce fortemente di smetterla con i racconti, ma lui vuole sfuggire a tutto questo e di notte, quando il mondo assume un'altra faccia, continua a farlo, con un altro nome.
Nella foga ho dimenticato sicuramente tante altre cose, ma credo di aver reso il mio punto di vista, rimorsi, rimpianti e nostalgie, ad ognuno il suo, immersi in un'euforia ed in un'allegria che si rivela fittizia.
Note sparse:
- Non solo Roger stesso si rende conto di essere sull'orlo del baratro, lo ripete più spesso (altra nostalgia), ma anche Don esterna il suo pensiero sul collega.
- Il ragazzo "Handsome" ha una parte similare in Suburgatory, decisamente più comica però, vederlo qui mi ha strappato un sorriso

- Se c'è una cosa in cui Roger non è calato sono le battutine, mi fa morire sempre

E soprattutto:
E comunque Don con la giacca a quadri era un pugno in un occhio 
Stai scherzando? Quella giacca era uno spettacolo!
