Art e Boyd sugli scudi

Puntata bellissima che, nonostante la trama parzialmente verticale, si è lasciata guardare alla grande, confermando come Justified, anche nei momenti de "Il caso della settimana", non lasci delusi i suoi telespettatori.
Riguardo alla parte della protezione testimoni, mi ha entusiasmato il modo in cui è stata gestita e, soprattutto, il ruolo che è stato dato ad Art nella gestione del traditore. Mi è sempre piaciuto il suo modo cazzuto, a volte ancora più cazzuto di Raylan, di risolvere i casi.
Ottime le scene in prigione con l'apice massimo raggiunto nell'atteso confronto tra Boyd e Dick nella cella d'isolamento: geniale e pericoloso il piano di Boyd per avere un confronto con l'ultimo sopravvissuto tra i figli di Mags, ma il risultato lascia al mitico Crowder un sapore ancora più amaro...
...E nella scena finale capiamo come mai l'impavido Boyd abbia quell'espressione così preoccupata, incontrando Ava e dicendole la verità sui soldi: Limehouse rischia di essere un personaggio al pari di Mags. Il suo monologo di presentazione - che per ovvi motivi mi ha ricordato Fight Club e il famoso "bacio di Tyler" - è stato meraviglioso, degno di chiudere questa puntata con un pathos molto elevato, nella speranza di rivedere al più presto questo personaggio: con Boyd, si preannuncia una guerra tra due menti geniali. Lo stile è lo stesso: vendicativi, ma, nel contempo, profondamente calmi nel gestire la propria rabbia. Ed è proprio questo il genere di "villain" che adoro.