Qualcuno l'ha vista?
Io la trovo piuttosto interessante e con una sceneggiatura niente affatto male, ovvio non è paragonabile ai mastodontici telefilm di oltreoceano , ma è pur sempre una serie italiana finalmente di alto livello.
Posto anche una recensione fatta da un utente di nome Luca sul sito filmagenda...
Sono almeno 3 le ragioni per cui non dovrei scrivere una recensione di Quo Vadis, Baby?, serie TV tratta dal romanzo di Grazia Verasani e dal film di Salvatores.
La prima è che non ho letto il libro né visto il film. Che sarebbe utile.
La seconda non me la ricordo ma magari mi viene in mente dopo.
La terza è che per uno come me cresciuto negli ultimi anni a pane e Dexter e Californication e Nutella, è inevitabile un confronto, anche inconscio. Ed è molto, molto difficile competere con il meglio della produzione Usa. Soprattutto è difficile per un prodotto italiano, che ha sempre l'handicap del sospetto di provincialismo, quel vago retrogusto di cavoli e minestrone da pianerottolo di periferia.
E del cinema italiano Quo Vadis, Baby ha i pregi, ma anche qualche difetto.
L'investigatrice privata Giorgia Cantini, hard boiled ma con misura, affronta un caso in ogni episodio affiancata dal fido collaboratore gay (!) e da un poliziotto spiegazzato, sciupafemmine, in disgrazia e con l'aria da pusher. Il che ci sta pure.
Come collante degli spezzoni di vita privata della Cantini (quarantenne, single, vagamente depressa) ci sono un come sempre pregevole Bebo Storti (Johnny Riva), che punteggia il tutto con battute ciniche in accento bolognese con inflessioni meneghine, e una colonna sonora di pregevoli cover, cantata live dalla Cantini stessa (nel locale dello Storti- Riva).
Nella prima puntata c'è un meritorio bacio tra gay maschi che farà incazzare qualcuno, un nudo della Cantini che sarà forse tagliato dalla TV generalista, e una rissa al porto (girata purtroppo parecchio male) in cui diversi uomini menano una donna (la Cantini stessa, che si capisce da subito che prenderà un sacco di mazzate nel corso della stagione, come conferma il secondo episodio).
Io che sono più bravo a fare critiche che a dire cosa mi è piaciuto, ipotizzo che ci sia qualche psicoflashback di troppo, qualche innovazione di montaggio un po' troppo coraggiosa senza un vero perché, qualche caduta di stile - dovuta forse più a pigrizia che a inadeguatezza - in termini di recitazione e di messa in scena.
Nel complesso però la macchina funziona: il ritmo narrativo è costante e ben gestito, anche se le cadute di stile a me m'ammazzano sempre il giudizio finale. Diciamo che per quanto sia snob sul serial all'italiana (quindi prendete questa recensione con le pinze) me lo guarderei anche volentieri.
Che non regge il confronto con the Shield o the Wire che ve lo dico a fare? Per forza: non è lo stesso campo da gioco, non è lo stesso campionato e non è nemmeno lo stesso sport.
Ah sì: la seconda ragione per cui non dovrei scrivere questa recensione è che ho visto solo 2 episodi, e qualunque serialofago vi confermerà che non bisogna mai, mai, MAI giudicare una serie dalle prime due puntate viste. Le serie e i personaggi devi lasciare che ti crescano dentro.
Insomma, la sfida è ambiziosa, e intrapresa con coraggio e anche un notevole impegno produttivo. Quo Vadis, Baby? ha le potenzialità per crescere dentro, anche se forse gli autori dovrebbero lavorare un po' di più sui dialoghi, da sempre tallone d'Achille della scrittura cinematografica italiana. Evabbè. Lo sappiamo.
il sito :
http://www.quovadisbaby.tv/