Dal mio punto di vista è stato forse il finale meno emozionante della serie (tolta la prima stagione) ma comunque una degna e bellissima chiusura.
Devo dire che mi ero preparata a
drama, lacrime e amarezza a profusione e invece David Shore mi ha stupito: una ventata di ottimismo (vabbè è un parolone, diciamo un po' di speranza) da lui non me l'aspettavo proprio! La sequenza conclusiva era proprio bella e riassumeva bene il vecchio e sempre valido adagio
life goes on, anche se con una punta di amarezza e malinconia in più.
Ammetto di aver versato qualche lacrima durante il funerale per poi scoppiare a ridere durante il discorso di Wilson.

Che House non fosse morto davvero però secondo me era un po' scontato, o forse essendo stato usato questo espediente più volte in altri film, telefilm e ovviamente in letteratura, non era così difficile da indovinare. Certo richiedeva un po' di sospensione dell'incredulità perché alcune scene e spiegazioni era un attimo tirate per i capelli, ma va bene così, d'altronde House l'ho sempre guardato più per l'aspetto psicologico che per altro... e infatti, ancora una volta i dialoghi fra House e il suo subconscio si dimostrano eccellenti, per non parlare delle scene
cuore a cuore con i pazienti, ah come mi mancheranno!

Non credo di esagerare dicendo che House è una delle serie televisive più belle mai create, pur con i suoi alti e bassi (io non sono una grande estimatrice della settima e ottava stagione eccezion fatta per certi episodi, ad esempio), ma sono rare le serie capaci di stimolare e mettere continuamente in discussione le idee e le convinzioni degli spettatori, mantendo livelli di scrittura sempre abbastanza alti e sviluppando con una certa coerenza la psicologia di ciascun personaggio durante tutto l'arco narrativo.
Come direbbero gli anglofoni
it's been a hell of a ride, ciao House!

ps. Posso dire però che il fatto che ci fossero proprio TUTTI meno la Cuddy è stato vagamente un insulto?
