Riporto un'intervista a Gideon Raff apparsa sul Venerdì di Repubblica.....potrebbe contribuire alla discussione.
LA NUOVA AMERICA DI HOMELAND A SINISTRA DI JACK BAUER
Arriva la serie TV che in USA ha preso il posto della mitica 24: ha vinto 2 Golden Globe e piace anche a Obama. Eppure in Israele, dove è nato il format, ha scatenato polemiche. Il suo autore ci spiega la ragione di tanto clamore.
Il nuovo
24 si chiama
Homeland. E il nuovo detective Jack Bauer è una donna. Si chiama Carrie Mathison ed è interpretata da Claire Danes, che aveva solo 18 anni quando, nel 1996, ha debuttato in
Romeo + Giulietta di William Shakespeare del regista australiano Baz Luhrmann.
In realtà,
Homeland non c'entra niente con la serie TV portata al successo da Kiefer Sutherland, ma il paragone è come quei luoghi comuni in cui si casca per effetto della nostalgia.
Perché
Homeland, come
24, è prodotta da Howard Gordon, certo, ma soprattutto perché, concettualmente, ci si aspetta che riempa il vuoto lasciato dalla serie TV andata in pensione un anno fa. Se è vero che sono le
fiction televisive a rispecchiare meglio lo spirito dei tempi, serviva allora un punto di vista nuovo per parlare dell'attuale situazione geopolitica. E per capire cosa rappresentino oggi parole come
terrorismo e
guerra in un'America che ha elaborato il clima di terrore del post 11 settembre. E serviva anche un nuovo stile narrativo, dopo l'attivismo "senza se e senza ma" di Jack Bauer, che ha passato 12 anni a sventare attacchi contro la Casa Bianca.
Curioso, poi, che
Homeland venga da Israele, essendo stata scritta e diretta dall'israeliano Gideon Raff, il quale, dopo aver creato un caso mediatico in patria l'anno scorso (quando la 1° stagione della sua serie
Prisoners of War ha debuttato con enorme successo di
audience), ha subito proposto il format agli americani. Che l'hanno ribattezzato
Homeland, il titolo con cui la serie USA arriva ora in Italia, su Fox, dal 6 febbraio, alle 21.50. Al centro della storia americana c'è, dunque, Carrie, ed è ancora più fuori di testa di Bauer. Soffre di disturbo della personalità, fa più pena che simpatia e deve continuamente dar prova di essere affidabile, perché, come una ragazzina geniale ma incontrollabile, ha causato un sacco di grane alla CIA, dove lavora come funzionario specializzato nella lotta al terrorismo. E' lei a gettare dubbi pesanti sul sergente Nicholas Brody (Damien Lewis), che, dopo 8 anni di prigionia in mano ad Al Qaeda, già creduto morto dall'Esercito, viene improvvisamente rilasciato. Per il Governo è l'eroe di cui l'America ha bisogno, per lei una possibile spia, pronta a sferrare un altro attacco agli States. Così, contro l'opinione pubblica, inizia a spiarlo mettendo in dubbio la sua lealtà.
Con il regista e autore Gideon Raff abbiamo chiacchierato nei mesi scorsi, quando era ospite del RomaFictionFest, ben prima che
Homeland diventasse la serie TV preferita da Obama e che vincesse 2 Golden Globe, uno come miglior serie drammatica e uno assegnato a Claire Danes, come migliore protagonista femminile.
Perché questa serie in Israele ha provocato uno shock?<<
Il tema dei prigionieri di guerra è ancora un tasto delicato per noi. E questa serie ha in quel senso rotto un tabù: quello del soldato israeliano forte, che non può rivelare le sue debolezze. Noi per la prima volta abbiamo mostrato un uomo che ritorna dalla prigionia completamente disturbato. E' per questo motivo che alcuni media ci hanno attaccato.>>
Gli americani, invece, si sono subito innamorati.<<
Sì e, fin da subito, ragionando sulla versione americana del format, abbiamo capito che la sensibilità rispetto ai prigionieri di guerra è completamente diversa nelle due culture. In Israele la storia si concentra sul post trauma di un eroe che, come nella versione americana torna a casa, dopo essere stato prigioniero dei terroristi arabi, e viene messo sotto inchiesta. Homeland
si focalizza invece sull'indagine condotta da Claire Danes. E la domanda filo conduttore del telefilm è: questo Brody è un eroe o un terrorista?>>
Perché questo cambio di prospettiva?<<
Perché dopo l'11 settembre e dopo la morte di Bin Laden non ci sono più i buoni e i cattivi. E la guerra stessa in Iraq è un argomento che, dal punto di vista morale, suscita grandi domande. L'America di Obama non ha simpatia per l'intervento armato in quel Paese e già questo è un punto di vista interessante per la serie.>>
Per questo è stata definita il 24 dell'era Obama?<<
Anche. In 24
era chiaro, però, che Bauer era il buono e gli altri i cattivi, da cui lui ci salva. In Homeland
non sappiamo più chi è buono e chi è cattivo. E attorno ai personaggi alberga la paranoia. Ad esempio, Claire Danes, che dovrebbe essere forte e moralmente ineccepibile, è una persona malata. Prende pillole, non si fa scrupolo a spiare Brody anche con metodi illegali e spesso ti ritrovi a non identificarti con il suo personaggio, che è ambiguo e a volte sgradevole.>>
Anche Bauer agiva al limite della legalità.<<
Sì, ma contro i cattivi, che erano i terroristi, e per salvare le vite degli americani. Lei, invece, indaga su un prigioniero americano che torna e che ha salvato la gente americana. Jack Bauer faceva il gioco sporco dalla parte giusta. Qui ti chiedi continuamente se lei è o no dalla parte giusta.>>
24 rimane nella storia per aver imposto uno stile di regia, con l'orologio in tempo reale che scandiva il ritmo del racconto.<<
Nella versione americana di Homeland
è l'indagine di Claire Danes che detta il ritmo alla regia, che è veloce come un thriller psicologico classico. Mentre nella serie israeliana il tono, e lo dico con il sorriso sulle labbra, è più europeo.>>
Perché le viene da ridere?<<
Perché in Israele mi accusavano di aver fatto una serie troppo americana. Mentre gli americani, appena visto il pilot
, se ne sono innamorati perché era molto europeo... In effetti in Prisoners of War
ci sono scene in cui due persone parlano anche per 12 minuti in un bar senza che succeda niente.>>
Cose che succedono solo in In Treatment. Anche quello, tra l'altro, è un format israeliano rifatto negli USA. 24 ai tempi fu accusato di essere di destra. Homeland?<<
Pone delle domande sui concetti di nazionalismo, patriottismo. E sulla guerra, chiedendosi se è giusta o sbagliata. Io direi che è di sinistra, ma alla fine che importa? La domanda deve essere: è una serie bella o no? In America non interessa a nessuno il risvolto politico.>>
In Italia, invece, etichettiamo tutto.<<
Anche da noi in Israele è così. Fortunatamente, è stata la serie TV più vista nel Paese. E questo è, per me, ciò che conta.>>