Intrighi su intrighi e la trama s'infittisce e si complica, coinvolgendomi sempre di più, tant'è che mi sono sparato cinque puntate della serie in una sola giornata: ammetto che mi risulta difficile fermarmi perché ogni episodio aggiunge un nuovo tassello al mosaico dei sospetti e, nel contempo, ne toglie altrettanti, scombinando qualsiasi teoria.
Per come la vedo io, a questo punto della serie, è bene sospettare di tutto e di tutti: quando Saul ha sistemato il tappeto, pensavo che a Carrie tornasse in mente la stola che si è messa sotto braccio nell'ispezionare il garage di Brody. Invece no: Carrie resta imprigionata da questo caso e annulla totalmente la sua vita privata, tanto da avere un crollo nella parte finale della puntata, pur restando consapevole come sia impossibile abbandonare il suo lavoro, per quanto rischi di annientarla e di scombinare i suoi umori, già fragili per conto proprio.
E dopo questa puntata, il comportamento di Saul non può lasciare indifferenti e fa emergere pesanti interrogativi sulla sua effettiva lealtà, tant'è che ho pensato possa essere stato lui a passare la lametta ad Hamid e non Brody, come invece sospettato da Carrie.
Certo è che il personaggio di Brody non sta dando alcuna garanzia: continuo a pensare che la risoluzione non sia così scontata come, invece, alcuni suoi atteggiamenti e i suoi flashback legati alla prigionia potrebbero suggerire. Credo nell'opzione di un possibile doppio gioco ai danni dei terroristi per poterli consegnare, fingendo di essersi unito a loro (e vai: si inizia con le teorie complicate e con le scatole cinesi del sospetto nel sospetto

).
Ma è sospettoso anche Estes che concede così facilmente a Brody di vedere faccia a faccia un prigioniero, dopo essere apparso come un personaggio irremovibile nei precedenti episodi.