Ho votato "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" perchè, secondo me, ha contribuito (insieme con "Watchmen" di Moore/GIbbons) a ribaltare la visione del fumetto nell'immaginario collettivo.
Detto questo, varrebbe la pena di leggerlo solo per la prima tavola di vignette: ipercinesi sfrenata, sudore, dolore, sangue, fuoco e fiamme. Il tratto è spezzato, frammentato, torto (come il collo del Joker ;-P ). La speranza giace nelle rughe della fatica, nel mantello stropicciato di Superman, sotto le suole imponenti degli abitanti di questo incubo. Epico nel vero senso della parola!
Batman Anno Uno: duro, incazzato e senza fronzoli. Come piace a qualunque appassionato di Batman degli anni '90 (e a qualsiasi purista, se è per questo, visto che Bob Kane mi sa tanto che avesse questo in mente a suo tempo).
Di Miller ho letteralmente adorato (quindi adoro tuttora) "Devil: l'Uomo Senza Paura", disegnato divinamente bene da John Romita jr. (e chiunque l'abbia letto potrà capire quanto male mi ha fatto la riduzione cinematografica) e "Devil: Born Again", stupendamente raffigurato da David Mazzucchelli.
Sin City credo che abbia raggiunto lo status di "imprescindibile", per chi si volesse mettere a leggere fumetti.
300... beh, è 300.
Elektra Assassin e Elektra Vive Ancora: alla faccia del post-femminismo!
Ronin è la polpa incasinata dell'ippocampo di Miller: da urlo.
Hard Boiled ce l'ho di là, ma non mi ci sono ancora buttato.