E' il 23 novembre 1963 e questi geniacci sfornano un capolavoro, originalissimo e visionario, portano nelle case degli inglesi una favola fantastica che ha il gusto dei racconti di Verne, e qualcosa di completamente nuovo. Il dottore è sempre il dottore. Per quanto possa essere cambiato nel corso degli anni il telefilm fa piacere notare che è "sempre lui" stessa cosa si può dire del protagonista, sempre diverso ma, sotto sotto, sempre uguale, curioso, brillante, geniale e buffo, adoro il sorrisetto di Hartnell e i suoi occhietti vispi quando pensa a qualcosa, quando trova la soluzione del caso, o quando semplicemente ha voglia di sbeffeggiare un pò il "povero Ian", in quell'occasione trasmette il senso di duperiorità che prova il nostro Dottore preferito nei confronti degli esseri umani, trasmette tutto il peso degli anni, la sua vastissima conoscenza e, perché no, la sua boria ( "uno aspetta tutta la vita per essere un brontolone[...]" 10th ) . La trama è la piu classica degli episodi del dottore, bè effettivamente più "classica" di così non si potrebbe fare visto che è la prima puntata ( e minisaga) in assoluto

, i companion si imbattono nel dottore, entrano nel tardis e via, dopo il tòpos della sopresa e dello sgomento, chiamiamolo " effetto tardis ", si ritrovano in un altro tempo, e subito iniziano i guai, i nostri vengono in contatto con dei primitivi si trovano in pericolo ecc ecc..., insomma ci fan capire subito che i viaggi col dottore saranno interessantissimi e le esperienze incredibili, ma non sarà una passeggiata, sarò io che sono un romantico, ma ci vedo una metafora "la via del sapere non è una via facile da percorrere, insomma c'è molto da fare"; concetto che esiste ancora oggi, il dottore entra prepotentemente nella vita di chi lo incontra, e la sconvolge, portando sia un bagaglio di conoscenza e di esperienze che un uomo nommeno può immaginare sia il pericolo costante.
Il primo "team tardis" è grandioso, i companion sono un pò diversi da quelli moderni, il dottore non è il tipo che vediamo nella serie 2005, ha dei limiti fisici ( è un vecchietto...) e quindi i suoi amici si torvano ad essere più "utili" sin da subito secondo me, Ian ne è l'esempio, molto inserito nell'azione, è un tipo sveglio, pratico, coraggioso, morale...ottimo compagno per un dottore che come "arma principale" ha la sua logica ferrea, la sua intelligenza e la sua capacita di dialogo, approfondirò questo concetto dopo altre visioni...non vorrei spoilerarvi nulla. .
Dal punto di vista tecnico è grandioso, pochissimi set, mezzi poverissimi (...1963...) ma riescono a rendere bene, si approfondirà poi questo discorso negli apisodi seguenti, dove gli effetti speciali saranno più al centro dell'attenzione...
ci sono poi delle chicche che mi han fatto impazzire: letteralmente, ho goduto alla follia.
la prima: Ian: <Doctor Foreman?!> Primo: < Doctor Who?!> come direbbe Peter (Griffin) " AH!! L'ha detto! adoro quando dicono il nome dello show!!!"

. La seconda, e più importante, chicca è che il tardis, per la prima volta, non si mimetizza con l'ambiente cirostante, deve essere successo qualcosa al sistema di mimetizzazione, vivamo il momento esatto in cui il Tardis, la Tardis, è diventata a tutti gli effetti la cabina della polizia che conosciamo, il sistema di mimetizzazione non sarà più riparato, immagino, perchè alla fin fine al dottore piace così, come ci ha detto decine di anni dopo....