questo è stato per me un episodio meraviglioso.
La metafora che i bambini hanno tante paure e tanti "mostri" (come quello di non essere accettati dai genitori) che si creano da soli è stata poetica. Mi ha terrorizzata perchè ero una bambina facilmente impressionabile (e lo sono rimasta) in primis se ci sono bambole di mezzo e anche io avevo l'abitudine di nasconderle dentro l'armadio, quindi ha toccato dei temi familiari.
Geniale l'idea che la casa con gli utensili di legno fosse la casa delle bambole, il simbolo dell'infanzia per eccellenza (io la mia ce l'ho ancora). In questo episodio c'era poesia, c'era la città, perchè i mosti ci sono anche nel nostro tempo ..e c'era una storia stile doctor who, di quel dottore che a me piace, dimostrando che si possono scrivere bellissime storie anche senza wibbly wobbly a pranzo e a cena. E' entrata di diritto nella mia top ten degli episodi preferiti.

Mi ha ricordato molto
the girl in the fireplace
(che non so perchè mi era comunque piaciuto meno di questo) per le bambole con la faccia di cartapesta, i capelli penzolanti, gli specchi ovunque...
Plauso anche per il casting sui bambini: molto spesso in DW recitano meglio di alcuni adulti

Unica nota stonata: Amy e Rory non sono sembrati minimamente toccati dalla vicenda del bimbo e del padre. Hanno perso una neonata, e anche se sanno chi diventerà trovo poco credibile che in primis viaggino in altri posti che non siano quelli dove possibilmente possa trovarsi Melody, e secondo nemmeno un po' di empatia col bambino. Mah. Io avrei messo a ferro e fuoco le galassie se mi avessero preso il cane, figuriamoci una bambina
