Un momento, pero'... le manifestazioni sono un contesto diverso. Se un poliziotto ti ferma in pieno giorno mentre vai a spasso, ti chiede i documenti, ti insulta e ti mena e' da leggere come abuso di potere puro e semplice, compiuto da una PERSONA di merda. Se x poliziotti caricano x manifestanti l'episodio diventa, secondo me, qualcosa da analizzare in senso sociopolitico, ed e' qui che la teoria della "mele marce" non regge piu'. Personalmente non credo nemmeno troppo che la questione riguardi un differente schieramento o area di appartenenza (manifestanti/comunisti contro poliziotti/fascisti) quanto una piu' generica visione del mondo. Fatta salva la disoccupazione, chi entra nelle forze dell'ordine, a logica, beh... crede nel'ordine. E una manifestazione crea "disordine", altera lo status quo, inceppa gli ingranaggi.. e' anzi proprio per questo che viene indetta, per tentare di cambiare le cose. Per il poliziotto medio il manifestante non e' un pericoloso rivoluzionario che mira a sovvertire i poteri dello Stato, e' semplicemente uno che non ha voglia di lavorare e rompe i coglioni al prossimo... cosi' come per il manifestate medio il poliziotto non e' visto come un fascista servo dello Stato borghese, ma semplicemente come un frustrato picchiatore. Due pregiudizi che si nutrono e rafforzano a vicenda, ma che non hanno nulla a che vedere con la politica. Casomai la politica (se cosi' si puo' definire un certo tipo di appartenenza di pancia a un colore) da questi pregiudizi si declina. Se sei un poliziotto, credi nell'ordine, nella gerarchia e nella disciplina e' piu' facile identificarti in una certa mitologia, sopratutto quando altri te la gridano in faccia a mo' di insulto tirandoti pietre. Allo stesso modo, se credi nelle grandi adunate di popolo, nelle masse che assediano il potere e lo costringono a farsi ascoltare ne discende naturalmente l'identificarsi nella mitologia opposto, tantopiu' quando con essa vieni spregiativamente etichettato a suon di manganellate.
Piu' di 40 anni fa Pasolini scriveva:
«Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccolo borghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano».
All'epoca venne letta alternativamente come disprezzo per le piazze, come disprezzo per la polizia, come qualunquismo... come un sacco di cose, tranne cio' che era.. la constatazione di una tendenza non al confronto, non allo scontro... ma al fratricidio.