Beh però in termini di libertà dell'individuo forse è più pericoloso che abbiano accesso a cosa leggo, vedo, mi piace e compro, rispetto alle mie impronte digitali. Fermo restando che nel quadro generale la vedo come te.
Si' e no. Anzitutto, lo ripeto, e' facoltativo. In secondo luogo si tratta di informazioni detenute e utilizzate, salvo poche eccezioni, da servizi commerciali e qui c'e' un passaggio fondamentale: in termini pragmatici anche un potere economico, nelle sue varie emanazioni, costituisce un rischio quando gli vengono forniti dati cosi' personali, ma lo scopo per cui lo fa e' -appunto- commerciale, ma in termini concettuali che lo faccia lo Stato e' ben piu' pericoloso perche' e' un atto che non ha scopo, e' un paradigma di esercizio del potere. Non si e' nemmeno dovuto fare appello al trito espediente delle "questioni di sicurezza" perche' non ce n'e' stato bisogno e francamente -lo dico senza alcuna pretenziosita'- mi sconcerta un po' che il mio essere particolarmente "sensibile" a questioni del genere trovi un'eco cosi' pallida.
Tanto per essere chiari, non ho in mente alcuno scenario distopico, non ho paura che la Psicopolizia mi venga a prendere a casa. La questione e' squisitamente concettuale... ma non e' affatto un esercizio dialettico. Sono i concetti a dare forma alle cose.
Ma chi lo ha detto? Capisco perché la pensi così, e posso anche essere d'accordo, ma anche se tu la percepisci come una questione di diritti fondamentali dell'uomo, di fatto non lo è.
Non conosco bene la dichiarazione universale dei diritti umani, ma a quella sottostanno tutti i paesi facenti parte dell'ONU, cioè a occhio e croce il 98% dei paesi del mondo, e se prendere questi dati fosse contrario a quanto è scritto in questo documento i governi non potrebbero farlo e non lo farebbero.
Quindi alla fine cosa conta? Contano le leggi del paese in cui vivi, ed evidentemente la legge in Italia dice che certi dati biometrici li devi dare.
Può essere contrario ai tuoi valori finché vuoi, ma finché non sei riuscito in qualche modo a far valere ufficialmente le tue opinioni, queste non contano niente. E' come se io dicessi che in base ai valori in cui credo io, di martedì non ci si può vestire di giallo.
Non ne facevo un discorso giuridico, e' ovvio che il diritto c'e' nel momento in cui lo Stato lo crea legiferando in merito. Intendevo che ha senso che lo Stato interagisca con la sfera privata del singolo quando cio' ha una funzione di interesse collettivo e uno Stato che ritiene che sia tale anche l'identificabilita' fine a se stessa e' uno Stato che -per quanto mi riguarda- invade impropriamente la sfera del singolo. Se vengo fermato mentre guido, ha senso che abbia la patente a dimostrare che sono in grado di guidare e non sono un pericolo per me e per gli altri, non ha senso (per me) che io abbia un documento ulteriore che non certifica nulla se non chi sono io a uso di qualunque apparato pubblico, arbitrariamente, abbia improvvisamente voglia di saperlo. Sarebbe come se, fermati da una pattuglia, fosse obbligatorio esibire non solo patente e libretto, ma anche dichiarare da dove si viene, dove si va, dimostrarlo e attendere verifica. Ora... se i Carabinieri mi fermano e dopo patente e libretto mi chiedono dove sono stato, io glielo dico... ma POTREI anche mentire, potrei perfino dire loro che sono affari miei senza temere che verifichino e mi imputino alcunche', perche' e' del tutto irrilevante rispetto alla verifica della mia idoneita' alla guida. Allo stesso modo, se devo andare dal medico ho la tessera sanitaria, se devo votare ho la tessera elettorale... se devo espatriare mi serve la carta di identita' e in quel contesto ha senso, ma allora tanto varrebbe farne un documento solo a quello scopo, senza obbligo di portarla sempre con se o di esibirla a qualunque pubblico ufficiale, improvvisamente, sia colto da irrefrenabile curiosita' in merito al mio nome. Che proprio a quel tipo di documento ora si pensi di aggiungere dati biometrici (che attengono alla sfera fisica del singolo e nei confronti dei quali e' normale essere piu' "sensibili") e' per me l'esacerbazione di un modello di rapporto tra Stato e cittadino che non mi piace.