stiamo dicendo tutti la stessa cosa allora
Ma infatti, in ultima analisi e' cosi'. Allo stesso modo credo siamo tutti d'accordo che un'operazione del genere, da fare per forza di cose per via normativa, sia -anche se auspicabile- di difficile realizzazione concreta, senza che il dibattito in merito degeneri in posizioni ideologiche sia da parte dei cattolici, che la farebbero passare come un attentato alla liberta' di coscienza, che della sinistra che della 194 ha fatto negli anni una sorta di feticcio e che ora non saprebbe come vendere al suo elettorato (in parte anche quello cattolico, tra l'altro) una sua eventuale modifica. La vera questione in discussione e' come cercare di superare comunque questo impasse logistico NONOSTANTE l'impasse politico e -sopratutto- se questo sia anche solo remotamente possibile. Toshiro ad esempio, su questo fronte, e' stato piuttosto chiaro nel ribadire che secondo lui NON e' possibile. Io sinceramente non lo so se lo sia...credo solo che valga la pena discuterne, se non altro perche' la possibilita' di una soluzione politica e' ancor piu' remota della possibilita' di una soluzione logistica.
Cio' detto... ribadisco che la soluzione referendaria non e' affatto un'idea peregrina in se', ma ci vorrebbero:
- un comitato referendario con forti sponsor politici disposti a correre un rischio elettorale del genere
- una comunione di intenti di questi ultimi su che parte della norma andare ad abrogare
- qualche storia eclatante che salisse agli onori della cronaca, in modo che il tema venga sentito in modo forte dall'elettorato tutto, che altrimenti (triste ma vero) se ne fotte bellamente
- qualche inchieste e/o studio autorevole (ovvero ministeriale) a legittimare una soluzione referendaria a un impasse che, se non "ufficializzato", resta relegato nelle cronache locali
- a referendum indetto, un dibattito serio nel merito e non la solita guerra di slogan
Ecco, personalmente non sono particolarmente ottimista in merito.