Tropa de elite, J. Padilha.
Siamo nel 1997, e il capo della squadra alpha del BOPE, Nascimento, deve occuparsi della sicurezza a ridosso delle favelas, complice l'imminente visita del Papa a Rio de Janeiro, e allo stesso tempo trovare un sostituto che comandi la sua squadra.
Banale per il soggetto, il film è una piccola fiera dei clichés: poliziotto integerrimo che pone la divisa davanti a tutto mettendo a repentaglio anche la stabilità familiare, le classiche due reclute promettenti di cui una riflessiva e l'altra istintiva, amore interclassista segnato appunto dalla disparità di classe, etc.
Interessante invece (o quantomeno più interessante) sul piano visivo: luce sparata che appiattisce e raffredda la tavolozza dei colori e "brucia", per così dire, il quadro, fin quasi al limite della sovraesposizione, dando forma ad un'immmagine più da video che da pellicola; degni di nota anche i movimenti di macchina, la quale si inerpica sui terrazzamenti dove sorgono le baraccopoli, con tagli di inquadrature veloci e febbricitanti, che sanno farsi altresì più composti quando il racconto e l’emotività dei personaggi lo richiedono (a differenza dei coglioni che girano con la camera a mano ballonzolante a prescindere, sempre e comunque, perché "fa figo").
By the way, il film si ispira ad un libro (suppongo una biografia) scritto da un ufficiale del Bope in pensione che riporta, in modo più o meno romanzato, quello che successe per la sovracitata visita del Papa in Brasile del 97.
È sicuramente un film suggestivo e a presa rapida, ma per me lo è in quanto paraculamente fascistoide.
Partendo dal presupposto che il film, non è certo uno spaccato documentaristico sulle favelas, ma un racconto inevitabilmente parziale di un ex appartenente al BOPE pulito, non si può non notare come questo vuole far intendere che, l'unica via della giustizia è la repressione dello sporco, fa intendere che le cose funzionano meglio se vige uno stato di polizia invece che uno stato di diritto, e fa intendere che la vera presa di coscienza, per un impavido tutore dell'ordine, sta nel realizzare che il progressismo delle caste abbienti è pura ipocrisia.
Per quanto mi riguarda, Padilha può tranquillamente andare a cagare, che sto film sarà pure d'impatto, ma il messaggio può infilarselo in oscuri antri, per quanto mi riguarda.
