da quanto ho capito, la protagonista realizza che la cosa più importante per sopravvivere è apparire amabile. il concetto di apparenza e finzione viene ripetuto per 2 ore buone, e qui la genialità - spero - del film.
lei non ama il ragazzo: è quello che l'ha trattata alla stregua di un maiale anni prima, che l'ha tradita in molti modi e che, alla fine, nonostante tutti i suoi proclami sul voler rimanere se stesso, mi pare che avesse ben poco di salvabile nel suo personaggio. eppure lui sa apparire, e Katniss lo nota subito.
ho trovato il rapporto tra i 2 molto utilitaristico, per lo meno da parte della protagonista (ben inteso, Katniss si affeziona a lui, e lo vuole salvare a tutti i costi, ma penso che lo faccia perchè la ritiene la cosa giusta da fare, soprattutto dopo la morte della bambina, piuttosto che per un grande amore sbocciato in un paio di giorni).
allo stesso modo, il tentativo di suicidio mi è apparso fintissimo: un'altra messa in scena spiegabile con le parole di Sutherland: scopo dei giochi è creare un misto di paura e speranza, creare un eroe in cui tutti i poveri derelitti possano identificarsi e dimenticare di vivere in una vergognosa dittatura militare\mediatica. non può non esserci un vincitore, soprattutto non può accadere per via di 2 decisioni stupide del "regista" dei giochi. la protagonista lo capisce e decide di inscenare il suicidio per smascherarlo. questa cosa viene capita subito dal mentore di lei, che le spiega di dover mentire ancora una volta sul loro grande amore se vuole sopravvivere:
"quando te lo chiedono di che è stato più forte di te, che tu preferiresti morire piuttosto che perderlo". quindi non è vero che lo ama, e certamente non è vero che preferisse il suicidio al doverlo uccidere.
le battute finali mi paiono confermare l'ipotesi:
"cosa facciamo ora?
dobbiamo dimenticare
ma io non voglio dimenticare".lei pare dire:
"ho fatto tutto il necessario per rivedere mia sorella, ma ora è finita, torniamo alla realtà" mentre lui è totalmente ignaro del fatto ed innamorato perso. certo è solo una sensazione, ma gli sguradi di Katniss quando nessuno la vede, l'abbraccio con lui, i baci: è tutto così distaccato, freddo, impersonale; tutto collide vergognosamente con l'amore che lei dimostra verso la sorella e la bambina. che è? recita a corrente alternata?
da notare il fatto che l'unico omicidio di cui è colpevole in prima persona è quello del ragazzo che ha ucciso la bambina. in tutti gli altri casi ha solo "facilitato il trapasso degli altri concorrenti". e questo mi porta alla considerazione del post precedente: qual'è la differenza tra vivere e sopravvivere? cosa faresti per continuare ad esistere? manipoleresti le persone? uccideresti? inganneresti? qual'è il limite oltre il quale di umano non resta nulla?
se è così questo è un filmone (ben inteso, non un capolavoro, i difetti ci sono tutti: i più fastidiosi sono la lunghezza spropositata e l'inizio infinito corredato di slides esplicative che, conti fatti, servono a nulla). se non è così, significa che il film è come appare e, nonostante sia un prodotto ottimamente confezionato, viene decisamente banalizzato nella trama.
certo, basterebbe leggere i libri, ma son troppo pigro in questi giorni, quindi credo che mi limiterò ad attenderne il sequel.

ora direi di non dilungarmi oltre:
Hunger games non è
Blade runner e certamente non vale paginoni di considerazioni filosofiche
