Non è in effetti, a quel che ne so (Mallory, Chrétien de Troyes, Maria di Francia, Robert de Boron, qualche altro), che gli sviluppi nelle vicende del ciclo bretone-carolingio fossero degli esempi di logica narrativa moderna. Ovvero, non è che ci si possa aspettare un plot omogeneo, come in un giallo. L'interesse si focalizza su altro, rispetto alla aderenza perfetta alla verosimiglianza.
Per dire, è impensabile credere a Jack Bauer che finisce in Sud Corea, ordina ad un esperto d'esplosivi di costruire una tal bomba, lo accoppa, ne accoppa la figlia, torna dal Presidente Palmer e gli racconta "ho trovato la bomba di culo. Niente domande, grazie". Probabilmente Jack Bauer avrebbe negoziato, si sarebbe fatto firmare una liberatoria, avrebbe fatto pressione per ottenere un salvacondotto alla figlia, e sarebbe tornato negli Stati Uniti con l'esperto. E' la soluzione più ragionevole.
Ma uno scrittore medievale (e comunque del mito, come si diceva) non preferisce la soluzione più ragionevole: sceglie la più efficace poeticamente e simbolicamente allusiva. Un armaiolo nella foresta che muore, e cui viene uccisa la figlia, è una scelta potenzialmente (poi, che si sia capaci di sfruttare questa potenzialità è un altro discorso) più valida dell'armaiolo che placido arriva a Camelot.
Quindi: o gli sceneggiatori sono molto attenti e capaci, oppure sono solo scarsi
