da esperto di comunicazione (aziendale) e da giornalista, il testo sembra preso pari pari da un comunicato stampa di Mammarai (passato remoto

).
Per esperienza, gli addetti stampa delle grosse aziende (quelle pubbliche, principalmente, ma anche quelle semplicemente "grosse") scrivono non con le scarpe o coi piedi - espressione che non mi sento più di usare dopo la sublime interpretazione datane ieri sera a "Quello che (non) ho" -, ma con parti anatomiche più in alto e sul lato B.
Il peggior comunicato l'ho letto dall'agenzia di quella che viene definta "la più grande PR d'Italia" (che per inciso cura la comunicazione del PItti): lo stesso aggettivo - ovviamente un superlativo - ripetuto 3 volte nello stesso periodo!
Io seguo filmtv (ce l'avevo di default sul telefono qnd l'ho comprato) e come fonte d'informazione non è male. Normalmente non scrive castronerie, nemmeno formali.
Ma il "copizza & incollizza" (giuro: l'ho sentita in prima persona questa) è un virus devastante anche nelle migliori famiglie. Guardate quel che ha fatto Repubblica un paio di giorni fa, riportando foto "inedite" dal libro "Empire Strikes Back - stage, dietro le quinte di un kolossal" (hanno proprio scritto così)...
si copizza, si incollizza sul traduttore automatico e si scrivizzano cazzate sesquipedali
